Stress e infezioni mammarie negli ovi-caprini

di Antonio Muscio
Le infezioni della ghiandola mammaria sono tra le principali cause di patologie negli allevamenti degli animali da latte e sicuramente tra le patologie di maggior impatto economico. La mastite è connessa all’attivazione di uno stato infiammatorio del sistema immunitario che in larga misura è conseguente alla penetrazione di microrganismi patogeni, distinti in patogeni contagiosi (Staphylococcus aureus, Streptococcus agalatiae, Streptococcus bovis), patogeni ambientali (Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Strptococcus uberis, Staphylococcus chromogenes) e stafilococci coagulasi negativi (CNS). 
La ghiandola mammaria è caratterizzata dalla presenza di una serie di fattori anatomici, cellulari e solubili di difesa. L’attivazione del sistema immunitario della ghiandola mammaria in risposta ad uno stimolo infiammatorio, determina anche variazioni nel numero e nel contenuto delle cellule somatiche del latte (SC), rappresentate in larga parte da linfociti, macrofagi, neutrofili e cellule epiteliali. I neutrofili, i macrofagi e i linfociti, in particolare, sono i responsabili dei meccanismi effettori. 
Esiste una stretta connessione tra disagio grave, disturbo dell’omeostasi psico-fisica e possibile somatizzazione, con manifestazioni di stati pre-patologici e patologie clinicamente conclamate. 
L'alterazione delle funzioni immunitarie va valutata in relazione allo stressore ed al tipo di funzione considerata, in quanto talvolta si può avere incremento di alcune funzioni immunitarie, anziché depressione, in risposta allo stressore. È ben noto  che la secrezione del cortisolo determina fenomeni di linfopenia e neutrofilia. Inoltre, un comprovato effetto del cortisolo è l’inibizione dell’accumulo dei neutrofili nella sede di un trauma o di un’infezione. In particolar modo il cortisolo stimola la liberazione di neutrofili immaturi dal midollo osseo, determinando un aumento totale del loro numero nel torrente ematico, ma di fatto sembra che ne riduca l’attività fagocitaria e battericida, nonché la diapedesi dai vasi sanguigni. L’effetto di tali azioni è quindi la riduzione della capacità di opporre una risposta locale efficace ad agenti irritanti o anche microrganismi e di circoscrivere l’infezione. In definitiva il cortisolo riduce l’efficacia delle azioni di risposta soprattutto dei neutrofili. Negli ovini in particolar modo, stressori di natura metabolica o ambientale sono responsabili di effetti immunodepressivi a livello sistemico. Non sempre però la risposta immunologica sistemica risulta essere connessa alla risposta immunologica locale della ghiandola mammaria. È pur vero che spesso situazioni responsabili della riduzione del benessere nell’allevamento ovino sono altresì responsabili del peggioramento igienico-sanitario della condizione stabulativa degli ovi-caprini e quindi di un aumento di possibili fonti di contaminazione batterica della ghiandola mammaria. 
La routine di munigitura rappresenta uno dei punti critici negli allevamenti ovini e caprini da latte. Il peggioramento delle condizioni igieniche degli operatori di stalla, della macchina mungitrice, della sala di mungitura rappresenta un importante fattore di contaminazione della ghiandola mammaria e del latte. In particolare il non corretto funzionamento dell’impianto di mungitura, causato da un’adeguata installazione, scarsa manutenzione e uso improprio possono indurre stress negli animali durante la mungitura aumentando il rischio di contrarre patologie a carico della ghiandola mammaria. Da quanto riportato sembrerebbe quindi che tutte le volte in cui, a causa delle condizioni fisiologiche o ambientali, si assiste ad una riduzione del livello di benessere degli ovini, si registra uno stato di immunodepressione sistemico in termini di risposta umorale e cellulo-mediata; lo stato immunologico della ghiandola mammaria, almeno per quanto attiene alla definizione del contenuto in cellule somatiche, sembra però reagire con ampi margini di indipendenza dalla risposta immunologica sistemica, e spesso in maniera antitetica. Concludendo, lo stress, a prescindere dalla sua origine, attiva il sistena nervoso centrale e l’HPA che, con la mediazione di una complessa compagine di mediatori chimici e di ormoni, possono produrre due distinti effetti dose-dependent sul sistema immunitario: la sindrome immunodepressiva e l’infiammazione sterile. Entrambi gli esiti costringono l’animale a un “dispendioso” recupero dell’omeostasi che mina l’efficienza biologica e/o ne compromette più o meno gravemente lo stato di salute. Soprattutto la sindrome immuno-soppressiva appare insidiosa, specialmente nei casi, non infrequenti, di precarie  condizioni igieniche in allevamento. La tutela del benessere in allevamento si conferma in definitiva uno degli strumenti più efficaci per assicurare condizioni di vita e di salute soddisfacenti agli animali e per garantire un reddito soddisfacente all’allevatore. 




Stress and mammary infections in sheep and goats

Mammary gland infections are among the leading causes of diseases in herds of dairy animals and certainly among those diseases with greatest economic impact. Mastitis is an inflammation related to the immune system that largely is due to the penetration of pathogenic microorganisms, divided into contagious pathogens (Staphylococcus aureus, Streptococcus agalatiae, Streptococcus bovis), environmental pathogens (Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Strptococcus uberis, Staphylococcus chromogenes) and coagulase negative staphylococci (CNS).
The milking routine is one of the critical points on dairy sheep and goat farms. The deterioration of the sanitary conditions of dairy farm workers, the milking machine, and the milking parlor is a major factor in contamination of mammary glands and milk. In particular, the non-correct functioning of the milking plant, caused by improper installation, poor maintenance, and inappropriate use can cause stress in animals during milking, increasing the risk of contracting diseases of the mammary glands. Safeguarding good health on farms ultimately proves to be one of the most efficient ways to ensure the animals a satisfactory life and state of health and to guarantee the farmer a satisfactory income.