L’agricoltura ultimo baluardo per il presidio del territorio

Ancora una tragedia, a Ischia, ci ammonisce contro la cementificazione e il consumo di suolo

Marcello Pagliai 30 November 2022

Siamo ancora qui a piangere vittime dell’ennesima catastrofe ambientale come quella che ha colpito Ischia il 26 novembre scorso. Sull'isola in poche ore sono caduti 126 millimetri di pioggia, il dato più alto mai registrato, che hanno causato frane e colate di fango, colpendo particolarmente la località di Casamicciola, sulla costa settentrionale. Siamo nel bel mezzo di una crisi climatica per cui questi nubifragi così violenti saranno la regola e non l’eccezione; ricordiamo, ad esempio, la catastrofe delle Marche nel settembre scorso. Al di la di tutte le notizie fornite dai mezzi di informazione di massa è sicuramente apprezzabile quello che il Corriere della Sera del 29 Novembre 2022 ha scritto sottolineando come dagli anni Sessanta del secolo scorso proprio a Ischia si sono abbandonati e perduti oltre duemila chilometri di terrazzamenti coltivati. Ecco spiegato in modo molto semplice una delle cause, se non la principale, dell’attuale catastrofe come fu del resto, ad esempio, a Giampilieri in Sicilia nel 2009 dove il paese, in seguito a un devastante nubifragio, fu invaso dal fango proveniente dalla frana dei terrazzamenti a monte da tempo abbandonati a se stessi.
A questo proposito è opportuno sottolineare che, specialmente nelle aree collinari e montane, con la scomparsa della cultura contadina, sul finire proprio degli anni ’60 del secolo scorso, vaste aree sono state abbandonate e con esse sono cessate quelle opere di paziente e faticosa cura del territorio operata dagli agricoltori a cominciare proprio dalla regimazione idrica (i cosiddetti “sciacqui” trasversali alle linee di massima pendenza che proprio gli agricoltori con tanto di zappa si apprestavano a fare dopo la semina del grano)  che consentiva alle acque di scendere a valle in modo controllato e soprattutto contenendo l’erosione e quindi limitando il trasporto di materiale solido incluso quel fango di cui si parla solo in occasione dei disastri. Anche la tanto decantata riforestazione, se non viene governata, avviene in maniera disordinata nelle aree abbandonate senza né proteggere l’ambiente, né essere fruibile per attività turistico-ricreative.

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La “Dichiarazione di Dublino” sul ruolo sociale della zootecnia

Bruno Ronchi 30 November 2022

Lo scorso 27 ottobre 220 scienziati provenienti da diverse parti del mondo hanno sottoscritto “The Dublin declaration of scientists on the societal role of livestock”. Tale documento è l’atto finale di un gruppo di lavoro che ha dato vita nei giorni 19 e 20 ottobre 2022, a Dublino, presso il Teagasc (Irish Agriculture and Food Development Authority), a un simposio internazionale sul “Ruolo della carne nella società – Il parere della scienza”.
L’obiettivo della dichiarazione è di contribuire ad affermare il ruolo della ricerca scientifica per il miglioramento dei sistemi di allevamento degli animali di interesse zootecnico, in relazione all’insostituibile ruolo che le produzioni animali hanno per la società. I risultati della ricerca dovrebbero essere punti essenziali di riferimento per guidare gli sviluppi futuri, evitando pericolose semplificazioni ideologiche.
Le sfide che dovranno affrontare i sistemi di produzione animale sono legate sia alla necessità di soddisfare le esigenze nutrizionali di una popolazione mondiale in continua crescita, sia alla necessità di migliorare l’impronta ambientale degli allevamenti e lo stato di salute e benessere degli animali, secondo un approccio “One health”.
I prodotti di origine animale possiedono elevati valori nutrizionali e salutistici, unici e non facilmente sostituibili, perché ricchi di componenti bioattive non riscontrabili in alimenti di altra origine. La storia evolutiva dell’uomo dimostra chiaramente che il consumo regolare di carne, latte-prodotti caseari e uova, all’interno di una dieta bilanciata, è fondamentale per la salute e il benessere.
Gli allevamenti svolgono anche importanti funzioni ambientali, spesso non conosciute o trascurate. La zootecnia si colloca in modo armonico all’interno di sistemi di economia circolare, in quanto permette di riutilizzare e valorizzare prodotti di scarto di diverse filiere produttive, trasformandoli in alimenti di alto valore biologico. In molte aree del pianeta l’allevamento animale permette di valorizzare territori non idonei per altri tipi di utilizzazione produttiva, garantendo al contempo anche la loro conservazione. Molteplici sono i servizi ecosistemici collegati con i sistemi di allevamento, di tipo ecologico, culturale e produttivo.

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Neuroni che si illuminano alla vista del cibo

Come il cervello ordina i nostri ricordi e tra questi del cibo con le sue immagini?

Giovanni Ballarini 30 November 2022

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Piantume, piantumare, piantumazione: perché NON si devono usare

Andrea Fabbri 30 November 2022

Qualche decennio fa, trasferendomi a una sede universitaria settentrionale dopo un fecondo quinquennio siciliano, feci la conoscenza di una parola che mai nella mia carriera avevo sentito profferire dai miei maestri in arboricoltura, né a dire il vero da nessun altro: piantumazione.
Parola, con i suoi affini piantume e piantumare, che ha in seguito acquisito grande popolarità tra i non addetti ai lavori, compresi i giornalisti che sulla carta e nell’etere ne fanno ampio uso.

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