Uno stress idrico quasi permanente

La siccità in Italia: relazione della sezione Nord-Est dell’Accademia dei Georgofili

Giuliano Mosca 27 July 2022

Tom Gleeson et al. (2020) in un recente articolo intitolato “La dimensione planetaria dell'acqua: analisi e revisione” afferma che il quadro dei confini planetari propone delle barriere quantificate alla modifica umana dei processi ambientali globali che regolano la stabilità del pianeta. Detto quadro d’insieme è stato considerato in termini di sostenibilità, nella governance e nella gestione aziendale. Il limite all'uso umano dell'acqua dolce è stato criticato come singolare misura che non tiene conto di tutti i tipi di interazione umana con il complesso ciclo globale dell'acqua e il Sistema Terra. Si suggerisce che il confine planetario dell'acqua renderà questo limite scientificamente più solido e più utile nei quadri decisionali se viene riprogettato considerando più specificamente come il clima e gli ecosistemi viventi rispondono ai cambiamenti nelle diverse forme terrestri di acqua: acqua atmosferica, acqua ghiacciata, acque sotterranee, umidità del suolo e acque superficiali. Lo studio di Gleeson et al. fornisce un'ambiziosa roadmap scientifica per definire un nuovo confine planetario dell’acqua composto da sottoconfini che rappresentano una varietà di cambiamenti nel ciclo dell'acqua.
Si consiglia la lettura di questo articolo per avere un’idea della complessità della questione  “acqua”.

Vai all'articolo


Ricerca e innovazione per la sostenibilità

A colloquio con Mariagrazia Mammuccini, Presidente di FederBio: “Importante diffondere le pratiche agroecologiche di cura del suolo supportando gli agricoltori nell’adozione di innovazioni. L’ agricoltura di precisione può essere uno strumento importante per incrementare le rese del bio, coniugando sostenibilità e innovazione”.

Giulia Bartalozzi 27 July 2022

Dottoressa Mammuccini, il recente rapporto Onu “Global Land Outlook 2” sull’uso del suolo, lancia un chiaro allarme e sottolinea il ruolo, tutt’altro che positivo, del sistema della produzione alimentare sul degrado delle terre. Ad oggi, l’uomo avrebbe alterato il 70% del suolo su cui ha messo piede e ne avrebbe degradato fino al 40%, in tanti modi: la deforestazione, l’agricoltura intensiva, gli incendi, il consumo di suolo, l’inquinamento chimico, le guerre, la costruzione di infrastrutture. Ma senza un suolo sano non si può produrre alimenti. Siamo veramente a un punto di non ritorno?
Senza un suolo sano non c’è agricoltura. Nel momento in cui la crisi internazionale mette al centro il tema dell’approvvigionamento del cibo, occorre riportare l’attenzione su questa risorsa necessaria e non rinnovabile da cui dipende oltre il 95% della produzione agroalimentare. Il suolo è fonte di vita. Rappresenta una risorsa preziosa dove si concentra il 90% della biodiversità del pianeta in termini di organismi viventi. Senza un suolo sano non è possibile avere cibi sani e acqua pulita. 
Il suolo impiega fino a mille anni per rigenerare la fertilità persa per inquinamento o desertificazione e la FAO avverte che la vitalità del suolo, che si traduce soprattutto nella presenza di miliardi di microrganismi per centimetro quadrato, è messa a rischio anche dalle sostanze chimiche di sintesi utilizzate in agricoltura.
A questo proposito nell’ultimo anno FederBio ha avviato una campagna di sensibilizzazione patrocinata dall’Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – che ha attraversato l’Italia per verificare il contenuto di sostanze chimiche di sintesi nei campi coltivati, mettendo a confronto suoli convenzionali con suoli biologici. Da nord a sud sono stati analizzati 12 terreni agricoli convenzionali comparandoli con altrettanti suoli biologici contigui e adibiti alle stesse colture, in un monitoraggio a carattere dimostrativo.
I risultati della campagna dimostrano che i campi coltivati con il metodo biologico in termini di residui di sostanze chimiche sono decisamente migliori rispetto a quelli coltivati in convenzionale a conferma che il bio è un metodo di produzione che contribuisce alla tutela del suolo e della biodiversità. Per questo è importante non solo far crescere i terreni coltivati con il metodo bio ma anche diffondere le pratiche agroecologiche di cura del suolo al resto dell’agricoltura supportando gli agricoltori nell’adozione di tali innovazioni. 

Vai all'articolo


Vai al notiziario


vieni a trovarci su facebook vieni a trovarci su twitter

Il blog dei Georgofili per i giovani

Prossimi eventi

Non ci sono eventi in programma nei prossimi giorni

Vedi tutti gli eventi


Importanza del colore dell’illuminazione sulle prestazioni produttive dei polli

Mauro Antongiovanni 27 July 2022

I polli preferiscono mangiare in piena luce perché riescono a riconoscere e, quindi a scegliere, gli alimenti migliori, valutandone visivamente le caratteristiche di colore, forma e consistenza. E non solo i polli. Lo sanno bene gli allevatori che regolano la durata e l’intensità dell’illuminazione nei capannoni per la massima efficienza di conversione alimentare e prestazioni produttive.
Ma è della massima importanza anche il tipo ed il colore della luce, come dimostrano alcune prove sperimentali (Kim et al., 2013. Poultry Sci., 92: 1461; Parvin et al., 2014. World’s Poultry Sci. J., 70: 542 e 557).

Vai all'articolo


Mangeremo il Grillo parlante di Pinocchio?

Santi Longo 27 July 2022

Ai sensi del regolamento UE sui Novel Food, il 10 febbraio scorso la Commissione europea ha autorizzato anche la commercializzazione del Grillo domestico, Acheta domesticus (Linnaeus, 1758), e il suo utilizzo per l’alimentazione umana.
Il Grillide era ritenuto in passato una sorta di nume tutelare della casa e la sua presenza era di buon auspicio in quanto incarnazione delle anime dei defunti; è stato oggetto di leggende e credenze popolari; inoltre ha ispirato importanti scrittori, come Dickens, ed è noto soprattutto grazie al Lorenzini, meglio conosciuto come Carlo Collodi che, nel libro Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, gli fa impersonare la voce della coscienza che tenta di guidare Pinocchio il quale, stufo dei suoi rimproveri, gli lancia un martello schiacciandolo.

Vai all'articolo