Breve storia del miglioramento varietale dell’uva da tavola

Carlo Fideghelli 10 July 2024

La produzione mondiale di uva da tavola, negli ultimi anni, ha raggiunto circa 28 milioni di tonnellate, collocandosi al secondo posto tra la frutta fresca temperata dopo le mele (oltre 86 milioni di t) con un incremento del 19,7% dal 2012, superiore a tutte le specie temperate ad eccezione del kiwi (+ 46,4%).
La maggiore produzione è concentrata nel continente asiatico che contribuisce per circa il 65-66%, seguito dal Sud America con il 10 %, dall’Africa con circa il 9%, dall’Europa (8,5 %) e dal Nord America con poco più del 5 %. L’Oceania non raggiunge l’1%. La Cina è, di gran lunga, il maggior paese produttore con oltre 10 milioni di tonnellate, seguita da India (3 Mt), Turchia (2Mt), Iran (1,6-1,8 Mt), Uzbekistan (1,2 Mt). Tra i paesi mediterranei, oltre la Turchia, sono importanti l’Egitto (1,5-1,6 Mt), l’ltalia (1,0 Mt), la Spagna e la Grecia (0,3 Mt ciascuno). Il Sud Africa (0,33 Mt) è il secondo produttore africano. Gli Stati Uniti hanno una produzione simile all’Italia (1,0 Mt). Nell’America del Sud, tre sono i produttori più importanti: Brasile (0,8-0,9 Mt), Cile (0,7-0,8 Mt), Perù (oltre 0,6 Mt).
Le cultivar più diffuse a livello mondiale sono Alphonse Lavallée, Regina, Moscato d’Amburgo, Italia, Moscato d’Alessandria, Red Globe e Victoria tra quelle con seme e Crimson Seedless, Flame Seedless, Sugraone (Superior Seedless) e Sultanina tra le apirene (Fao-Oiv, 2016). Regina (sinonimi sono Mennavacca bianca, Pergolona, Inzolia imperiale, Afuz Ali, Dattier de Beyrouth, Rosaki, …) e Moscato d’Alessandria (sinonimo Zibibbo) hanno origini antichissime e provengono dal Medio Oriente e dal Nord Africa, Alphonse Lavallée  e Moscato d’Amburgo sono state selezionate nell’Ottocento, rispettivamente in Francia e Inghilterra, Italia, Red Globe e Victoria sono frutto del miglioramento genetico italiano, statunitense e romeno del Novecento.
Il fatto che due cultivar di oltre duemila anni fa e due selezionate nell’Ottocento siano ancora tra le maggiormente coltivate nel mondo testimonia l’alto livello qualitativo raggiunto dall’uva da tavola da lungo tempo e la difficoltà del miglioramento genetico tradizionale ad apportare innovazioni competitive. Diverso è il caso delle uve apirene, tra le quali solo la Sultanina ha origini molto antiche, mediorientali; le altre sono state ottenute per incrocio intervarietale in California nella seconda metà del secolo scorso. Sultanina è anche la progenitrice di quasi tutte le cultivar apirene attualmente coltivate. Il panorama varietale mondiale sta rapidamente cambiando a favore delle cultivar apirene che negli ultimi venti anni hanno rappresentato il 70% delle nuove introduzioni, quando nel ventennio precedente, 1980-2000, erano solamente il 40% (Fideghelli, 2022); oggi la percentuale di apirene è superiore al 90%. Il miglioramento genetico moderno, oltre che all’apirenia è sempre più attento alla costituzione di varietà resistenti ai parassiti per ridurre drasticamente i trattamenti chimici che attualmente pongono l’uva da tavola al sesto posto tra i 12 prodotti ortofrutticoli maggiormente inquinati (dirty dozen- la sporca dozzina, secondo l’Enironmental Working Group americano).

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I legumi ritrovati: alla base della dieta e della sostenibilità ambientale

Paolo Ranalli 10 July 2024

Nei nuovi sistemi agricoli, le leguminose da granella (fagiolo, fava, pisello, cece, lenticchia, cicerchia, lupino, soia) rivestono un ruolo cruciale, poiché forniscono un contributo essenziale alla sostenibilità degli ordinamenti colturali (per la possibilità di fissare nel suolo l’azoto atmosferico e di ridurre l’impiego di concimi di sintesi), al recupero/valorizzazione dei terreni marginali (con indubbi vantaggi sulla tutela di suoli agricoli dall’erosione e sul mantenimento di attività produttive anche in zone svantaggiate) ed all’auto-approvvigionamento di fonti proteiche, vantaggioso sia per gli umani che per il settore zootecnico, soprattutto quello condotto in regime biologico, che prevede l’impiego di mangimi prodotti in azienda.
Le prospettive? Una questione di resa.
Seppure favorite dalla Pac, il futuro di queste colture dipende dalla performance e dalla competitività delle relative filiere. La ricerca e l’innovazione devono impegnarsi a sviluppare varietà più adatte ai diversi impieghi e fornite di resilienza agli stress ambientali.
L’innovazione varietale trova un valido supporto nella ricca biodiversità genetica disponibile e in nuove metodologie di breeding che velocizzano i processi di selezione. In particolare, nella disponibilità di specie modello con genoma sequenziato (Medicago truncatula) che presenta estese sintenie con regioni cromosomiche di altre leguminose. Ciò fornisce l’opportunità di identificare sequenze di DNA associate a caratteri utili (marcatori molecolari) da utilizzare in tecniche di selezione assistita. Ovviamente, lo sviluppo di progetti di ricerca di base e applicata, di ampio respiro, necessita di un sostegno finanziario congruo e continuativo nel tempo. 

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In Danimarca una tassa sui gas serra prodotti in agricoltura. Quanto ci dobbiamo preoccupare?

Mauro Antongiovanni 10 July 2024

Qualche giorno fa la notizia (Dairy Global, 27 giugno 2024): il governo danese, dopo cinque mesi di discussioni, sta introducendo un balzello sugli agricoltori relativo alle emissioni carboniose di gas serra, a partire dal 2030. La tassa prevede il pagamento di 40€ per tonnellata di CO2 prodotta, aumentabili a 100€ a partire dal 2035. Sono previsti sconti per gli agricoltori più “volenterosi”, “climate-efficient” in inglese. Non è chiaro come saranno compilate le pagelle, ma tant’è. Gli esperti prevedono, bontà loro, che, solo nel primo anno di applicazione della carbon tax, possa venir abbattuto il 70% delle emissioni totali di gas serra di origine agricola.

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Creatività gastronomica: come nasce?

Giovanni Ballarini 10 July 2024

Come nasce un nuovo piatto o una nuova tendenza gastronomica? Per il caso e la necessità, come tutte le cose direbbe l’antico filosofo greco Democrito di Abdera (470 a. C. circa – 350 a. C circa). Da qui una serie quasi infinita di leggende e di storie inventate, come quella del pastore che nella regione di Kaffa della lontana Etiopia si accorge che le capre che si nutrono di bacche rosse non dormono ma saltellano ben sveglie e prova anche lui ad assaggiarle, sperimentando il loro effetto eccitante e stimolante, inventando l’uso del caffè.

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