Attuazione del Regolamento relativo al contrasto della deforestazione e del degrado forestale e impatti sulle filiere agroindustriali

Un passaggio cruciale nel rafforzamento del ruolo dell’UE nella lotta alla deforestazione globale e nel consolidamento di un modello di governance forestale orientato alla sostenibilità.

di Silvia Piconcelli, Marco Marchetti
  • 04 February 2026

Il Regolamento (UE) 2023/1115 sui prodotti a deforestazione zero (European Union Deforestation Regulation – EUDR) rappresenta uno dei pilastri più rilevanti della strategia dell’Unione europea volta a contrastare la deforestazione e il degrado forestale a livello globale, riducendo contestualmente le emissioni di gas a effetto serra e la perdita di biodiversità. Il regolamento si inserisce nel quadro delle politiche europee per la transizione ecologica e mira a intervenire sulle cause indirette della deforestazione, riconducibili alla domanda di materie prime agricole e forestali lungo le catene globali del valore. In tale contesto si colloca il convegno “Transizione ecologica, foreste e filiere agroindustriali: l’attuazione del regolamento deforestazione (EUDR)”, svoltosi presso la Fiera di Ecomondo a Rimini nel novembre 2025, promosso da Confagricoltura in collaborazione con il Comitato Scientifico, la Fondazione AlberItalia e il Cluster Nazionale Italia Foresta Legno. L’evento ha costituito un momento qualificato di confronto tra rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, operatori economici delle filiere interessate e comunità scientifica, consentendo di avviare una riflessione sistemica sulle modalità di attuazione del regolamento e sulle sue implicazioni operative ed economiche.

Il quadro normativo e gli obblighi previsti dall’EUDR

Il Regolamento (UE) 2023/1115 stabilisce che determinate materie prime e i prodotti da esse derivati – tra cui bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno – possano essere immessi o messi a disposizione sul mercato dell’Unione europea, ovvero esportati, esclusivamente qualora soddisfino tre condizioni cumulative: l’assenza di deforestazione o degrado forestale successivi al 31 dicembre 2020, la conformità alla legislazione vigente nel Paese di produzione e la presentazione di una dichiarazione di dovuta diligenza. Intanto sappiamo che la situazione è evoluta nuovamente con la prospettiva del nuovo trattato commerciale, ma nessuna voce si è finora alzata a collegare i due strumenti nè a evidenziare come l’applicazione del regolamento EUDR potrebbe aiutare a gestire gli indubbi problemi legati alla deforestazione incorporata nei prodotti MERCOSUR. Il sistema di dovuta diligenza costituisce elemento centrale che impone agli operatori economici obblighi articolati di raccolta delle informazioni, valutazione del rischio e, ove necessario, mitigazione del stesso. Particolare rilievo assume l’obbligo di tracciabilità fino al livello di appezzamento, mediante la geolocalizzazione delle parcelle di produzione, requisito che esclude la possibilità di ricorrere a modelli di catena di custodia basati sul bilancio di massa. Tale impostazione, pur rispondendo all’esigenza di garantire l’effettiva assenza di deforestazione incorporata, comporta rilevanti complessità applicative, soprattutto per le filiere caratterizzate da elevata frammentazione e da approvvigionamenti su scala globale.

L’attuazione in Italia e il ruolo delle autorità competenti

Nel contesto nazionale, l’attuazione dell’EUDR vede un ruolo centrale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, con il supporto dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) e della Direzione generale delle foreste (DIFOR), individuati quali autorità competenti per i controlli. L’ICQRF, in particolare, opera nell’ambito di un sistema di vigilanza integrato che coinvolge diverse amministrazioni e forze di controllo, al fine di garantire un’applicazione efficace e coordinata del regolamento. L’Italia è stata classificata come Paese a basso rischio, circostanza che consente agli operatori nazionali di beneficiare, in taluni casi, di procedure di dovuta diligenza semplificate. Tuttavia, anche in tale scenario, restano fermi gli obblighi informativi e di tracciabilità, che richiedono un significativo adeguamento organizzativo e tecnologico da parte delle imprese.

Impatti sulle filiere agroindustriali e prospettive

L’introduzione dell’EUDR rappresenterà una sfida rilevante per numerose filiere, agroalimentari e no-food, fortemente dipendenti dalle importazioni di materie prime agricole e forestali. Nel caso italiano, il persistente deficit strutturale di cereali, semi oleosi, carne, farine proteiche e biomasse legnose accentua il rischio che gli oneri amministrativi e i costi di conformità incidano sulla competitività delle imprese e sulla sicurezza degli approvvigionamenti, con potenziali effetti sistemici sull’intero comparto agroalimentare e sulla filiera foresta - legno. Dal punto di vista delle filiere forestali, infatti, il regolamento introduce un rafforzamento sostanziale dei requisiti di tracciabilità e di controllo dell’origine rispetto agli attuali adempimenti previsti nel vigente Regolamento Legno (995/2010 – EUTR), che contribuisce positivamente alla valorizzazione delle produzioni legnose sostenibili e alla lotta alle pratiche illegali. Tuttavia, la complessità degli adempimenti richiesti, unita all’esclusione di modelli di catena di custodia basati sul bilancio di massa, pone criticità operative soprattutto per le filiere lunghe e frammentate, nelle quali la separazione fisica dei flussi e la raccolta di informazioni georeferenziate possono risultare   onerose.

L’approccio multi-attore nell’attuazione del Regolamento
Il confronto emerso nel corso del convegno di Ecomondo evidenzia come l’efficace attuazione dell’EUDR richieda un approccio basato sul coinvolgimento strutturato di una pluralità di attori istituzionali, economici e scientifici. L’approccio multi-attore, già ampiamente riconosciuto nelle politiche forestali europee, si configura come uno strumento essenziale per gestire la complessità delle catene di approvvigionamento e per favorire soluzioni condivise e pragmatiche. Solo il dialogo tra CE, autorità nazionali, operatori delle filiere, mondo della ricerca e fornitori di soluzioni tecnologiche consente di integrare conoscenze scientifiche, esigenze operative e obiettivi di policy. Il contributo della ricerca forestale risulta particolarmente rilevante sia nella definizione di criteri di monitoraggio della copertura forestale e del degrado, sia nello sviluppo di strumenti di supporto alla valutazione del rischio e alla gestione sostenibile delle risorse. L’approccio multi-attore appare inoltre funzionale a garantire una maggiore proporzionalità nell’applicazione del regolamento, evitando effetti distorsivi sul mercato e favorendo l’adozione di pratiche virtuose lungo l’intera filiera, dalla produzione primaria alla trasformazione e commercializzazione.

Conclusioni

Il Regolamento 2023/1115 rappresenta un passaggio cruciale nel rafforzamento del ruolo dell’UE  nella lotta alla deforestazione globale e nel consolidamento di un modello di governance forestale orientato alla sostenibilità. Per il settore forestale e per le filiere ad esso collegate, l’EUDR costituisce al contempo un’opportunità di valorizzazione delle produzioni legnose sostenibili e una sfida significativa in termini di adeguamento normativo e organizzativo. Dal punto di vista delle politiche pubbliche, emerge la necessità di accompagnare l’attuazione del regolamento con misure di supporto tecnico e amministrativo rivolte agli operatori, in particolare alle piccole e medie imprese, al fine di ridurre i costi di conformità e favorire l’adozione di sistemi di tracciabilità efficienti. Un ruolo chiave potrà essere svolto dal coordinamento tra autorità competenti, nonché dall’integrazione delle banche dati pubbliche già disponibili, in un’ottica di semplificazione e interoperabilità. Il settore forestale è preparato, conscio dell’importanza di valorizzare il contributo della gestione forestale sostenibile come elemento centrale nella prevenzione della deforestazione e del degrado, promuovendo sinergie tra EUDR, politiche forestali nazionali e strumenti di certificazione volontaria. L’efficacia dell’azione dipenderà soprattutto dalla disponibilità delle filiere collegate e dalla capacità di tradurre gli obiettivi ambientali primari e cruciali come lo stop alla deforestazione e al degrado forestale globale in pratiche applicative coerenti e proporzionate, attraverso un approccio inclusivo, in grado di coniugare tutela, competitività delle filiere e sicurezza degli approvvigionamenti.