La risoluzione sul suolo del Parlamento europeo

di Edoardo A.C. Costantini

Il Parlamento europeo, nella sessione plenaria dello scorso 29 aprile, ha definitivamente approvato la mozione con la quale chiede alla Commissione Europea di predisporre una direttiva specifica per la protezione del suolo e della sua biodiversità (660 votanti: 605 sì, 55 no, 41 astenuti). Si tratta di un passo fondamentale per raggiungere l’obiettivo di avere una legislazione unica di riferimento per il suolo. Già nel 2006 la Commissione europea aveva proposto un quadro giuridico per la protezione del suolo, che fu però ritirato nel 2014 dopo otto anni di blocco da parte di una minoranza di Stati membri in seno al Consiglio. Questa volta le cose potrebbero andare meglio. Infatti, la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen ha fatto della difesa dell’ambiente uno dei suoi caratteri distintivi, e principio guida delle scelte di politica economica.  
Il documento pubblicato sul sito https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2021-0143_IT.html sottolinea che il suolo è un ecosistema essenziale, complesso, multifunzionale e vitale, di importanza cruciale sotto il profilo ambientale e socioeconomico, che svolge molte funzioni chiave e fornisce servizi vitali per l'esistenza umana e la sopravvivenza degli ecosistemi, tra cui la conservazione della biodiversità. I suoli inoltre influiscono sulla bellezza dei nostri paesaggi europei, al pari delle foreste, dei litorali e delle zone montane.
Nel documento si afferma che un quadro giuridico europeo di protezione del suolo è necessario in quanto le misure di protezione sul suolo attualmente in vigore sono frammentate tra molti strumenti strategici privi di coordinamento e spesso non vincolanti; le misure nazionali esistenti si sono rivelate di per sé insufficienti, tanto che si assiste ad una diffusione progressiva di varie forme di degradazione del suolo. Le stesse politiche settoriali vigenti, ad esempio la politica agricola comune (PAC), non contribuiscono in modo efficace alla protezione del suolo; infatti, sebbene la maggior parte delle terre coltivate sia compresa nel regime previsto dalla PAC, in media meno di un quarto di esse applica effettive misure per la protezione del suolo dall'erosione. In considerazione dell’interesse pubblico nell’incoraggiare chi utilizza i terreni a gestire il suolo in modo sostenibile per le generazioni future, si consiglia di prevedere ulteriori incentivi finanziari e misure di sostegno a favore dei proprietari di terreni per proteggere il suolo.

A fronte di tali considerazioni il Parlamento europeo chiede alla Commissione e agli Stati membri tutta una serie di interventi, tra cui i più qualificanti possono essere raggruppati nei seguenti obiettivi:

    i) conoscenza dello stato della risorsa suolo:
    • definizioni comuni per quanto concerne il suolo, le sue funzioni, il suo buono stato e uso sostenibile;
    • obiettivi, indicatori armonizzati e una metodologia per monitorare costantemente lo stato del suolo;
    • obiettivi intermedi e finali misurabili con insiemi di dati armonizzati;
    • misure per contrastare tutte le minacce individuate, con tempistiche adeguate;

    ii) politiche e strumenti di intervento:
    • chiarimenti sulle responsabilità delle diverse parti interessate;
    • un meccanismo per la condivisione delle migliori pratiche e la formazione, nonché adeguate misure di controllo;
    • adeguate risorse finanziarie;
    • piani strategici nazionali della PAC che garantiscano un elevato livello di protezione del suolo e promuovano azioni per la rigenerazione dei suoli agricoli degradati;
    • pratiche agricole innovative che possano prevenire e ridurre la minaccia della salinizzazione del suolo, o controllarne gli effetti negativi;
    • raccolta di dati sulla compattazione e promozione di misure agricole volte a ridurre l'uso di macchinari pesanti;
    • garantire coerenza tra la nuova strategia per la protezione del suolo e la futura strategia forestale dell'UE, includendo in quest'ultima i requisiti della gestione sostenibile del suolo, come le pratiche agroforestali;

    iii) lotta al consumo di suolo e alla sua impermeabilizzazione:
    • misure efficaci in materia di prevenzione e/o riduzione al minimo dell'impermeabilizzazione del suolo, dando priorità al riuso dei terreni dismessi e al riuso dei siti abbandonati rispetto all'uso di terreni non impermeabilizzati;
    • stimare i terreni impermeabilizzati e la corrispondente perdita di servizi ecosistemici e connettività ecologica; questi aspetti dovranno essere presi in considerazione e adeguatamente compensati nel contesto delle valutazioni dell'impatto ambientale e strategico di progetti e programmi;
    • sviluppo di nuove aree verdi, forestali e agroforestali, specialmente nelle regioni urbane, per compensare gli impatti negativi dell'attuale elevato livello di impermeabilizzazione del suolo nelle città europee;

    iv) contrasto dell’inquinamento del suolo:
    • disposizioni relative alla mappatura delle zone a rischio e dei siti contaminati, nonché riguardo alla decontaminazione dei siti contaminati; il Parlamento invita la Commissione e gli Stati membri ad applicare il principio "chi inquina paga";
    • contribuire efficacemente alla riduzione dell'uso eccessivo di fertilizzanti sintetici, in particolare di azoto, diminuendo le soglie fissate dalla direttiva nitrati;
    • sottoporre a revisione la direttiva sull'uso sostenibile dei pesticidi;
    • prevenire e mitigare l'inquinamento del suolo causato da sostanze chimiche, soprattutto persistenti e bioaccumulative (comprese le plastiche e le microplastiche);
    • elaborare dei limiti europei per l'inquinamento da sostanze per e polifluoro alchiliche (PFAS), sulla base del principio di precauzione;

    v) incentivazione dell’economica circolare:
    • includere un obiettivo di recupero dei materiali per i terreni di scavo nella revisione della direttiva quadro sui rifiuti;
    • rivedere la direttiva 86/278/CEE del Consiglio sui fanghi di depurazione, di modo che tale revisione contribuisca alla protezione del suolo aumentandone la sostanza organica, riusando i nutrienti e riducendo l'erosione;
    • conseguire il pieno riuso delle sostanze nutritive e dei componenti preziosi presenti nelle acque reflue, al fine di migliorare la circolarità in agricoltura ed evitare lo scarico eccessivo di nutrienti nell'ambiente;

    vi) riduzione dell’impronta ecologica globale dell’economia europea
:
    • includere la protezione e l'uso sostenibile del suolo in tutti gli aspetti pertinenti la sua politica esterna e, in particolare, tenerne pienamente conto al momento di concludere accordi internazionali pertinenti e di rivedere quelli esistenti;
    • includere la protezione del suolo negli accordi commerciali, adottando misure per affrontare il degrado del suolo importato da paesi terzi, ivi compreso il degrado causato dai biocarburanti;
    • garantire che i prodotti importati da paesi terzi verso l'UE siano conformi agli stessi standard ambientali e di uso sostenibile dei terreni;

La risoluzione del Parlamento europeo è certamente un buon risultato, frutto del lavoro dei tanti che si sono spesi in questi anni a vario titolo. Basti ricordare l'iniziativa realizzata nel 2016 dai cittadini europei e denominata "People4Soil", che fu sostenuta da 500 istituzioni e organizzazioni europee, e invitava l'UE a un maggiore impegno per la protezione del suolo. Tale iniziativa è rammentata nella stessa risoluzione del Parlamento europeo. Anche le numerose risposte al questionario sul suolo proposto sempre dalla UE proprio in questi ultimi mesi hanno dimostrato il vasto interesse presente tra i cittadini europei.
Adesso si tratta di passare dalla risoluzione parlamentare alla attuazione delle politiche di intervento da parte della Commissione europea e degli Stati membri. Non sarà facile. Ci saranno certamente forti interessi contrastanti. Sarà compito delle associazioni, delle Accademie, ma soprattutto dei cittadini europei, continuare a mantenere alto il livello di attenzione della pubblica opinione e monitorare costantemente quanto verrà concretamente attuato per la protezione dei suoli europei.