La farfalla di Andy Warhol

di Santi Longo
  • 18 February 2026

Ai dipinti e ai disegni rupestri, presenti sulle pareti di caverne abitate dai Neanderthal e dai primi Sapiens, nonché alle sculture, realizzate in pietra o in terracotta si fanno risalire le prime espressioni di arte figurativa. Nel tempo le tecniche sono state perfezionate e attualmente tale forma d’arte si esprime anche con la grafica e altre tecniche, con le quali gli artisti non sempre riproducono fedelmente soggetti reali ma li rappresentano secondo la loro sensibilità e lo stile personale. Già nel Medioevo molti artisti hanno raffigurato nei Codici miniati varie specie di farfalle e falene: insetti dell’ordine dei Lepidotteri caratterizzati dalle ali coperte da squame colorate, che in epoche successive anche illustri pittori e scultori italiani, fiamminghi tedeschi e olandesi, hanno inserito nelle loro opere.
Nel secolo scorso l’eclettico artista Andy Warhol, figura preminente della Pop Art; che spaziò dalla pittura alla grafica, alla scultura, alla sceneggiatura, alla produzione cinematografica e televisiva nonché alla fotografia e che ha realizzato opere divenute icone dei consumi di massa, ha dedicato una serigrafia alla Farfalla di San Francisco, divenuta famosa quasi come la serie di ritratti di Marilyn Monroe, la Zuppa Campbell e il detersivo Brillo. Quattro anni prima della sua prematura scomparsa l’artista, sensibile ai problemi ecologici, su incarico del suo gallerista Ronald Feldman, dedicò dieci serigrafie, dal formato quadrato di 96 cm di lato, ad altrettanti animali in pericolo a causa della distruzione degli habitat o per altre cause antropiche. Con il suo personale linguaggio Pop, fatto di copiature squillanti sfalsate rispetto alla stampa in bianco e nero e linee di contorno in tinte contrastanti, Warhol ha voluto cogliere la fragilità degli animali e trasmettere all’osservatore la sensazione del pericolo di estinzione che incombeva sul futuro delle specie raffigurate.
Il portfolio, noto come Endangered Species, è stato pubblicato in coincidenza con il decennale della “Endanger Species Act”, legge federale che finanziava progetti per la conservazione di specie in pericolo. Nella raccolta, oltre alla Farfalla di San Francisco o Callippe argentata, che nel 1997 è stata inserita dal governo federale nell’elenco delle specie in pericolo, sono raffigurati l’Elefante africano, la Raganella Pine Barrens, la Tigre siberiana, l'Aquila calva il Panda gigante, l’Orangotango, la Zebra di Gray, il Rinoceronte nero e la Pecora delle Montagne rocciose.
La Farfalla di San Francisco, Speyeria callippe callippe Pelham, 2008, è una delle 20 sottospecie di Speyeria callippe descritta da Boisduval nel 1852. Nota anche come Farfalla callippe argentata, afferisce alla, sottofamiglia Heliciniinae della famiglia famiglia Nymphalidae. Gli adulti hanno un’apertura alare di circa 5 centimetri; le squame e i peli presenti sulla pagina superiore delle ali sono di colore marrone chiaro e nero e formano motivi a smerli. La pagina inferiore è di colore arancio - marrone con macchie argentate. La specie svolge una generazione annua; gli adulti, si accoppiano su rilievi del suolo e le femmine ovidepongono nei pressi, o sulle piante di Viola peduncolata. Le monofaghe larve eruciformi, di colore scuro con numerose spine ramificate sul dorso, nascono in autunno e trascorrono l’inverno protette da una sorta di ricovero che costruiscono con fili di seta da loro secreti. In primavera riprendono l’attività e rodono le foglie della pianta ospite; dopo 4 mute raggiungono la quinta età e compiono la ninfosi protette da un nido formato da foglie legate con fili sericei dal quale da maggio a luglio, fuoriescono gli adulti.
La sottospecie è segnalata solo nella prateria di San Francisco Bay Area e sul Monte San Bruno, zone densamente antropizzate nelle quali, lo sviluppo edilizio, il traffico veicolare, il pascolo e le piante invasive rischiano di far sparire le Viole del pensiero gialle, unico pabulum degli stadi larvali, e di conseguenza anche l’endemico Ninfalide.