La durata della vita è in continua crescita in tutto il mondo e l’Italia occupa da anni i primi posti per longevità con un’aspettativa di vita alla nascita che il dato più aggiornato di ISTAT per il 2025 colloca a 83,7 anni (Worldmeter stima nel 2026 oltre 84 anni), con le donne che vivono in media 4 anni più dei maschi. Non sempre però gli anni guadagnati sono vissuti in buona salute e preoccupa la sostenibilità di sistemi sanitari universalistici a fronte di una popolazione che invecchia con disabilità. Grazie ai risultati di ricerche di laboratorio su animali ed epidemiologiche sull’uomo, oggi però sappiamo cosa fare per vivere a lungo e in salute: dieta sana con cibi tendenzialmente di origine vegetale, come verdura e frutta, meno prodotti animali, poco alcol, niente fumo, molta attività fisica, sonno adeguato.
Nella categoria della frutta è compresa anche la FSIG (frutta secca in guscio) che in ambito nutrizionale fa riferimento a tutti i semi oleosi commestibili contenuti in un guscio legnoso non edibile. I più presenti nella distribuzione alimentare italiana sono noci, mandorle, nocciole, pistacchi, anacardi, pinoli e arachidi (che però è un legume), noci pecan, noci macadamia e castagne. Poiché queste non sono semi oleosi, essendo povere in grassi e ricche in zuccheri, sono escluse dalla trattazione. La FSIG ha un elevato potere calorico legato ai grassi, quelli del tipo migliore (monoinsaturi e polinsaturi omega-3 e 6), ed un buon livello di proteine e aminoacidi essenziali, fibre, vitamine (soprattutto E e del gruppo B), metalli (potassio, manganese, selenio, rame, calcio), fitosteroli e numerose sostanze antiossidanti, mentre è povera in zuccheri. Macro e micronutrienti variano per ciascun tipo di FSIG: le noci sono più ricche in acidi grassi polinsaturi, le mandorle in acidi grassi monoinsaturi (acido oleico, lo stesso dell’olio di oliva) e fibre, le nocciole in monoinsaturi e vitamina E, le arachidi in proteine e fibre, i pistacchi in acidi grassi monoinsaturi e fibre. I metodi di processazione come la tostatura, la sbollentatura e la pelatura danneggiano il profilo nutrizionale della FSIG, con perdita di acidi grassi polinsaturi, vitamine e sostanze antiossidanti, molte delle quali contenute nella cuticola, o inducono la formazione di sostanze dannose. L’essiccazione non crea invece sostanziali problemi al patrimonio nutrizionale della FSIG.
Riguardo al rapporto con la salute, secondo una revisione scientifica del 2026 effettuata su tutti gli studi epidemiologici, consumare più FSIG di chi ne consuma poca o per niente riduce significativamente la mortalità per tutte le cause ( - 23%) ed in particolare per quelle cardiovascolari (- 26 %), e contrasta l’occorrenza di nuove malattie cardiovascolari (- 14%), tra cui ictus cerebrale (- 9%) e malattie coronariche (- 19%), probabilmente grazie all’azione antiinfiammatoria, antiossidante ed equilibrante i profili lipidici ematici dei suoi nutrienti.
Anche se con evidenze meno consolidate, in studi recenti il consumo di FSIG si è dimostrato efficace per evitare l’insorgenza di tumori, di decadimento mentale e depressione.
Nonostante l’elevato potere calorico, la FSIG si è dimostrata utile anche in chi deve controllare il peso e nei diabetici, un effetto paradossale attribuito alle sue proprietà sazianti.
Per avere questi benefici, la FSIG deve essere consumata come tale e non trasformata industrialmente, come nel caso di creme spalmabili, snack zuccherati o salati, oli, paste e farine, su cui le evidenze scientifiche sono di dannosità o assenti per mancanza di studi specifici. La FSIG è gluten free ed è perciò una buona opportunità per variare la dieta nei pazienti celiaci. Nella dieta quotidiana la FSIG è particolarmente utile come ingrediente di colazioni sane, di insalate variegate e come spuntino che sostituisce prodotti ultraprocessati. Per porzione standard di FSIG si intende circa 30 grammi, equivalente a 5 noci intere (5 gherigli) o 20 mandorle o 25 nocciole o 30 pistacchi. Unica importante controindicazione al consumo di FSIG è per i soggetti predisposti allergici che sono circa l’1% della popolazione generale. La buona e crescente reputazione della FSIG è certificata dalla raccomandazione a consumarne di più che compare nelle linee guida per una sana alimentazione dei vari Paesi, anche se con frequenze e porzioni variabili. L’Italia indica tra 1 e 2,5 porzioni a settimana, distinguendo in base anche al dispendio calorico, mentre la tendenza delle più recenti a livello internazionale è ormai di almeno una porzione al giorno. Anche nelle rappresentazioni grafiche delle raccomandazioni nutrizionali è sempre più in evidenza il riferimento ad un consumo più frequente di FSIG, tra cui recenti esempi sono la piramide alimentare della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) del dicembre 2025 e quella del Dipartimento di Agricoltura del Governo americano (USDA) del gennaio 2026. Con un pizzico di orgoglio e compiacimento, ci piace ricordare che la Piramide Alimentare della Toscana, che con il gruppo di esperti elaborammo ormai 20 anni fa, collocava già l’immagine della FSIG, che comprendeva anche le toscanissime castagne, allo stesso livello del consumo frequente raccomandato per i legumi, anticipando le indicazioni che riscontriamo ovunque oggi. Ricordiamo, infine, a chi opera nel comparto agroalimentare come il successo commerciale di molti prodotti del settore è oggi sempre più sostenuto dai risultati di ricerche scientifiche che ne dimostrano l’efficacia per la longevità e la salute. La FSIG conferma questa regola.