Nutrizione di precisione: anche per gli uomini?

di Giovanni Ballarini
  • 10 June 2026

Quando nel 1947 all’Università di Bologna frequentavo le lezioni di fisiologia degli animali, tenute dal prof. Giuseppe Borgatti, e dell’uomo del prof. Giulio Cesare Pupilli ben poco veniva detto sull’alimentazione. Oltre alle vitamine di recente scoperta e alle calorie necessarie venivano ricordate le conoscenze dell’alimentazione tradizionale e nulla si insegnava su quello che sarebbe divenuto il microbiota digestivo, salvo per gli animali qualche nozione sui protozoi del rumine bovino, e tanto meno di genetica umana.
La nutrizione di precisione, un approccio personalizzato alla dieta e alla gestione della salute basato su caratteristiche genetiche, metaboliche e biologiche individuali, nell’uomo inizia ad essere d’interesse divenendo un definito campo di ricerca solo a partire dagli anni Duemila. Negli ultimi due decenni la nutrizione di precisione diviene un'area di ricerca in rapido sviluppo, con studi clinici e applicazioni pratiche e oggi è considerata di potenziali applicazioni in medicina, dietetica e benessere personalizzato. Se questo riguarda l’uomo, si dimentica cosa è avvenuto nella seconda metà del secolo passato nell’alimentazione di precisione negli animali.
Siamo negli anni Settanta del secolo scorso quando inizia a svilupparsi un’agricoltura di precisione che non riguarda soltanto le piante ma anche gli animali e che si afferma come modo innovativo di gestire le risorse agro-zootecniche in maniera più efficiente e sostenibile, consentendo di monitorare e ottimizzare l'uso di fertilizzanti, acqua e pesticidi a livello di singoli appezzamenti o anche di singole piante e nell’allevamento l’alimentazione degli animali. In questi ultimi si agisce, dapprima in modo empirico e poi sempre più scientifico e coordinato, sulla triade della loro genetica, alimentazione e microbiota ottenendo risultati straordinari se non stupefacenti.
Considerando l’alimentazione, ci si accorge dell’importanza e del ruolo che in una dieta non ha soltanto il soddisfacimento delle esigenze nutrizionali (non più solo proteine, ma singoli aminoacidi, essenziali limitanti e non) ma anche l’equilibrio tra i suoi componenti e la forma fisica del cibo. Infatti, i macronutrienti, carboidrati digeribili, proteine e grassi influenzano anche la composizione e la diversità del microbiota e quindi la risposta microbica all'intervento dietetico. Diverso è l’effetto dietetico di una farina o di una fibra alimentare in relazione alla dimensione delle sue particelle e si scopre che bastano piccolissime quantità, nell’ordine di alcuni milligrammi, di molecole con attività antibiotica, anche d’origine naturale, per modificare il microbiota ottenendo significativi e documentabili risultati nutrizionali quantificati in speciali Indici Numerici (ICA - rapporto tra cibo ingerito e crescita dell'organismo). Gli effetti microbici e la produzione di metaboliti dimostrano precisi legami tra dieta e accrescimento corporeo nei maiali e polli (quantità e qualità di carne), produzione di uova nelle galline, quantità e qualità del latte nelle mucche e in queste anche fertilità. Nasce così una scienza mangimistica con un’industria che studia, realizza e vende con successo alimenti di precisione creati con sempre più sofisticati algoritmi, usa i primi sistemi di calcolo automatico e oggi potenti computer e anche l’intelligenza artificiale, e che riguarda anche gli animali d’affezione. Una nutrizione di precisione per questi animali che oggi si vede pubblicizzata e applicata per le diverse taglie e razze di cani e per i gatti maschi o sterilizzati, animali divenuti familiari cambiando ambiente, stile di vita, alimentazione e durata della loro vita, che è aumentata come per l’uomo.
E per la specie umana? Per non parlare dei suoi antenati, già da quando questa si è diffusa su tutto il pianeta molte e differenziate sono state le sue diete, solo da tempi recentissimi (in parte e molto limitatamente) studiate. Per questo un’unica dieta valida per tutti sembra molto improbabile come ancora incerto è il grado in cui le diete umane devono essere personalizzate per una salute ottimale. Come hanno dimostrato e continuano a dimostrare le diete di precisione applicate sugli animali, affinché la nutrizione personale o di precisione mantenga le sue promesse è necessaria una maggiore conoscenza delle interazioni genetica-nutrienti-microbiota. Anche nell’uomo vi sono risultati che indicano come l'abbondanza e la diversità del microbioma intestinale modificano gli effetti della dieta. I risultati riproducibili di studi dietetici forniscono dati preliminari ma coerenti a sostegno del ruolo fondamentale delle interazioni gene-dieta nel determinare la variabilità individuale nei risultati di salute. Uno stretto rapporto tra nutrizione e salute è ormai un dato di fatto sugli effetti negativi che può avere una dieta non adeguata come fattore di rischio di sviluppare malattie croniche. Tuttavia, le evidenze a supporto di raccomandazioni di salute pubblica volte a migliorare l’alimentazione non sono sempre forti, in un quadro estremamente complesso che deve tener conto di una grande quantità di aspetti che possono influenzare gli esiti nutrizionali in individui o sottogruppi di popolazione con diverse abitudini alimentari, genetica, stato di salute, microbioma, metabolismo, ambiente, attività fisica, fattori socioeconomici e psicosociali. La nutrizione di precisione oggi, e ancor più domani, deve anche confrontarsi con alimenti modificati da una agro-zootecnia di precisione e da trattamenti sempre meno di tradizione familiare e sempre più di tipo industriale.
Quale alimentazione umana futura e quale ruolo delle ricerche sulla nutrizione di precisione? Mangeremo crocchette o altre preparazioni di diete di precisione prodotte dall’industria alimentare che oggi già hanno, con molto successo, cani e gatti? Oltre alle diete di precisione per singole condizioni morbose (già allo studio per l’obesità), in una stessa famiglia dovremo pensare di avere, oltre ai cibi di precisione già in uso per il cane e il gatto, anche cibi di diverse diete di precisione (ovviamente di produzione industriale) per i nonni, la mamma e il babbo, i figli secondo la loro età? Ai posteri l’ardua sentenza.