Valorizzazione della carne di Bufalo Campano

di Gaetano Locci
  • 29 April 2026

Lunedì 20 aprile, nella suggestiva cornice dell’Agriturismo Porta Sirena- di proprietà della Famiglia Iemma di Battipaglia-, si è tenuta una tavola rotonda dedicata a un tema di grande attualità e interesse: La carne di bufalo campano tra qualità, salute e valorizzazione del bioterritorio. Un appuntamento che si inserisce nel contesto unico di Paestum, terra simbolo della cultura gastronomica mediterranea e custode di tradizioni millenarie.
L’incontro è nato con l’obiettivo di accendere i riflettori su una filiera ancora poco esplorata ma ricca di potenzialità: quella della carne di bufalo. Spesso associato quasi esclusivamente alla produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP, l’allevamento bufalino rappresenta invece una risorsa molto più ampia, capace di offrire prodotti di elevato valore nutrizionale e qualitativo. La tavola rotonda è stata, dunque, un’occasione di confronto tra esperti, allevatori, nutrizionisti e operatori del settore, chiamati a condividere esperienze, dati e prospettive. Tra gli autorevoli interventi anche la testimonianza dello Chef Alfonso Iaccarino che a Sant’Agata sui Due Golfi ha ideato un piatto con carpaccio di carne di bufalo di Paestum, senape selvatica e formaggio morbido di bufala.
Al centro del dibattito, la qualità della carne di bufalo campano, sempre più apprezzata per le sue caratteristiche organolettiche e per il suo profilo nutrizionale. Ricca di proteine e ferro, povera di grassi e con un contenuto di colesterolo inferiore rispetto ad altre carni rosse, si propone come una scelta consapevole per chi desidera coniugare gusto e benessere. La carne bufalina, rispetto a quella bovina, contiene meno grasso d’infiltrazione e una notevole quantità di grasso di copertura, facilmente separabile dal magro. Il bufalo, rispetto ad altre specie, deposita il grasso al di fuori ma non all’interno del tessuto muscolare, perciò, scarsa è l’infiltrazione di grasso nella carne.
Un alimento che risponde alle esigenze di un consumatore moderno, attento alla salute ma anche all’origine e alla sostenibilità dei prodotti.
Non meno importante è stato il focus sul legame tra produzione e bioterritorio. La filiera bufalina campana rappresenta infatti un modello virtuoso di economia locale, capace di generare occupazione e promuovere lo sviluppo sostenibile. Valorizzare la carne di bufalo significa anche sostenere le comunità rurali, preservare il paesaggio agricolo e rafforzare l’identità culturale di un’area unica al mondo.
L’evento voluto fortemente dal dott. Lazzaro Iemma- medico veterinario e neo Accademico Aggregato dei Georgofili con il supporto tecnico scientifico del Ch.mo prof. Donato Matassino-, è stato un momento di divulgazione e sensibilizzazione, volto a superare pregiudizi e scarsa conoscenza legati al consumo di questa carne. Attraverso interventi qualificati e testimonianze dirette, i partecipanti hanno approfondito aspetti produttivi, nutrizionali e commerciali, contribuendo a costruire una nuova narrazione attorno a questo prodotto. L’Accademia dei Georgofili è stata elegantemente rappresentata dal professore Luigi Frusciante che ha portato i saluti della presidente prof. Vincenzini e della prof.ssa Alessandra Gentile.
La scelta dell’Agriturismo Porta Sirena non è stata casuale: immerso nella campagna pestana, ha rappresentato un punto di incontro ideale tra tradizione e innovazione, dove il legame con la terra si traduce in ospitalità e qualità gastronomica. Un luogo simbolico per discutere di futuro, partendo dalle radici.
La tavola rotonda è stata un’opportunità concreta per rilanciare la carne di bufalo campano, promuovendone la conoscenza e incentivandone il consumo consapevole. Un passo importante verso la costruzione di una filiera più forte, riconosciuta e competitiva, capace di portare sulle tavole non solo un prodotto eccellente, ma anche una storia di territorio, passione e sostenibilità