“Notizie Forestali” - Il conflitto nel Golfo mette alla prova il commercio mondiale del legname

di Paolo Mori
  • 24 June 2026

Le tensioni geopolitiche che interessano il Medio Oriente stanno producendo effetti rilevanti anche sul commercio internazionale del legname. Un recente rapporto diffuso da Fordaq, la principale piattaforma mondiale di informazione e scambio per il settore forestale e del legno, evidenzia come il conflitto nell'area del Golfo Persico stia modificando rapidamente gli equilibri logistici e commerciali di una delle filiere più globalizzate al mondo.
L'analisi è stata presentata il 7 maggio 2026 nel corso di un webinar internazionale che ha coinvolto oltre mille operatori provenienti da circa settanta Paesi. Al centro della discussione vi sono state le conseguenze della crisi che interessa lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso il quale transita una quota significativa dei traffici marittimi mondiali.
Secondo i dati illustrati durante l'incontro, il numero dei transiti navali nell'area sarebbe crollato in pochi mesi da circa 3.000 passaggi mensili a poco più di 150. Le compagnie di navigazione hanno ridotto le rotte disponibili, aumentato i premi assicurativi e modificato numerosi itinerari commerciali. Come conseguenza, i costi di trasporto verso i mercati del Golfo risultano in molti casi raddoppiati o addirittura triplicati rispetto ai livelli precedenti alla crisi.
Le difficoltà non riguardano soltanto i costi. Numerosi container destinati ai Paesi mediorientali risultano bloccati o in attesa di instradamento in hub logistici strategici come India, Emirati Arabi Uniti, Oman ed Egitto. I ritardi nelle consegne stanno generando incertezza lungo l'intera catena di approvvigionamento, coinvolgendo produttori, commercianti, imprese di costruzione e operatori della trasformazione del legno.
Nonostante queste criticità, il mercato non mostra segnali di rallentamento della domanda. Al contrario, i principali progetti edilizi e infrastrutturali previsti nei Paesi del Golfo continuano a richiedere grandi quantità di prodotti legnosi, in particolare pannelli strutturali, elementi prefabbricati e materiali per le costruzioni. In questo contesto il legno europeo mantiene una posizione competitiva grazie alla qualità dei prodotti, alla capacità produttiva delle imprese e all'affidabilità delle forniture.
La vicenda rappresenta un'ulteriore conferma di quanto il settore forestale sia oggi strettamente connesso agli equilibri geopolitici globali. La disponibilità di materia prima non è più l'unico fattore determinante: rotte marittime, sicurezza delle infrastrutture, stabilità politica e costi logistici influenzano sempre più la competitività delle imprese e la capacità dei mercati di approvvigionarsi regolarmente.
Le prospettive per i prossimi mesi restano tuttavia incerte. Sebbene nelle ultime settimane siano emersi segnali di distensione tra Stati Uniti e Iran e siano state annunciate intese volte a ridurre le tensioni nell'area, molti osservatori ritengono che la situazione nel Golfo rimanga ancora fluida e potenzialmente instabile. Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz non è infatti tornato ai livelli precedenti alla crisi e numerosi operatori logistici continuano ad adottare strategie prudenti nella pianificazione dei trasporti.
Per il mercato del legname ciò significa che gli effetti osservati negli ultimi mesi potrebbero non esaurirsi rapidamente. Costi assicurativi elevati, disponibilità limitata di navi, riorganizzazione delle rotte commerciali e maggiore cautela degli operatori potrebbero continuare a influenzare gli scambi internazionali anche nel medio periodo. In altre parole, pur in presenza di possibili sviluppi diplomatici positivi, la filiera del legno dovrà probabilmente convivere ancora per diversi mesi con un contesto caratterizzato da forte volatilità e da un rischio geopolitico superiore a quello registrato prima della crisi.
Per il settore forestale europeo emerge quindi una riflessione più ampia: in un contesto internazionale caratterizzato da crescente instabilità, la resilienza delle filiere produttive dipende non soltanto dalla gestione sostenibile delle risorse forestali, ma anche dalla capacità di adattarsi rapidamente a cambiamenti improvvisi negli scenari economici e geopolitici.

Per approfondire e consultare la fonte originale: https://www.rivistasherwood.it/r/pillole-forestali/pillole-mondo-16.html