Innovazione per la sostenibilità e la prosperità dei sistemi agroalimentari

L’eredità di Luigi Rossi in un convegno della FIDAF

di Andrea Sonnino
  • 06 May 2026

Si è tenuto il 23 aprile scorso presso la sede della FIDAF di Roma il convegno “Innovazione per la sostenibilità e la prosperità dei sistemi agroalimentari – L’eredità di Luigi Rossi”. Le tre relazioni presentate dai relatori e le conclusioni esposte dal Prof. Fabio Pistella sono scaricabili dal sito della FIDAF.
Luigi Rossi, scomparso lo scorso 16 novembre, è stato un genetista agrario di statura internazionale al CNEN (poi ENEA), dove ha costituito varietà di frumento e di triticale di larga diffusione. Dirigente di alto livello dell’area di biotecnologie e agricoltura dell’ENEA, apprezzato docente universitario al Campus Biomedico, appassionato comunicatore scientifico, ha ricoperto la carica di presidente della FIDAF dal 1994 al 2016 e in seguito quella di Presidente emerito. Rossi ha certamente esercitato una profonda influenza sulla ricerca agraria, sull’innovazione del sistema agroindustriale in Italia e nel mondo e sul ruolo sociale e tecnico dei laureati in scienze agrarie e forestali. L’evento del 23 aprile non ha però inteso celebrare retrospettivamente gli importanti risultati conseguiti dalle attività di Rossi, ma si è proposto di mettere in evidenza gli insegnamenti che la sua opera ci ha lasciato in eredità e di discutere gli avanzamenti e le prospettive che tali insegnamenti hanno aperto.
Come rilevato dalla prima relazione a cura del Dr. Massimo Iannetta (CdA ENEA e Responsabile della Divisione SSPT-AGROS, Vicepresidente del Comitato Tecnico-Scientifico del Cluster CL.A.N.), Rossi ha affrontato sia teoricamente che con azioni concrete la necessità di convertire le conoscenze acquisite per mezzo delle attività di ricerca scientifica in valore ambientale, sociale ed economico. A tal fine egli ha promosso il coinvolgimento attivo di tutti gli attori del sistema agroalimentare nei progetti di innovazione tecnologica ed organizzativa, coinvolgimento promosso fin dalle prime fasi di ogni attività mediante l’istituzione di piattaforme tecnologiche (Food for Life, KBBE), cluster (CLAN) e infrastrutture comuni di ricerca (Metrofood, Agrobiopolis), con la partecipazione di enti pubblici e di imprese private. L’obiettivo era quello di creare un ambiente favorevole per l’innovazione del sistema agroalimentare.
La seconda relazione presentata dal Dr. Pasquale De Vita (dirigente di ricerca del CREA) ha ripercorso le fasi del miglioramento genetico dei cereali - in particolare del frumento tenero e del frumento duro - dalle ricerche pionieristiche di Nazareno Strampelli e Francesco Todaro fino alle più recenti acquisizioni scientifiche. I progetti realizzati da Rossi hanno offerto contributi scientifici d’avanguardia per quanto riguarda la mutagenesi sperimentale e l’ibridazione intergenerica e hanno raggiunto risultati concreti che hanno trovato larga applicazione nell’agricoltura italiana. Le prospettive aperte dagli avanzamenti della genomica e delle biotecnologie rendono oggi possibili risultati inimmaginabili solo pochi anni fa e permetterebbero di rendere la cerealicoltura più sostenibile e meglio adattata ai cambiamenti climatici, con effetti anche sugli aspetti nutrizionali dei prodotti alimentari a base di cereali.
Per quanto riguarda gli aspetti della formazione e delle professioni svolte dai laureati in Agraria e Forestali, la relazione presentata dall’estensore di questa nota ha presentato i risultati preliminari dell’indagine condotta dall’Osservatorio delle Libere Professioni in collaborazione con la FIDAF, il CONAF e la Conferenza Nazionale per la Didattica di AGRARIA. L’impianto della ricerca integra serie storiche provenienti da fonti istituzionali (MUR, AlmaLaurea, CONAF, EPAP) con evidenze dirette ricavate dalle risposte ad un questionario diffuso tramite Ordini provinciali e indirizzario FIDAF. Il rapporto finale della ricerca evidenzia buoni esiti occupazionali per i laureati, crescente coerenza tra titolo di studio conseguito e lavoro svolto, grande versatilità con vasta gamma di sbocchi occupazionali, dalla libera professione all’impiego nell’amministrazione pubblica, nell’insegnamento, nell’agroindustria, nelle istituzioni finanziarie e assicurativa, per un quadro complessivo di generale soddisfazione dei colleghi. Il calo degli iscritti ai corsi di laurea in agraria e scienze forestali lascia però prevedere un calo dei laureati nei prossimi anni.
Nelle sue conclusioni il Prof. Pistella ha ricordato la grande capacità di Rossi di stabilire relazioni interpersonali, e quindi di creare reti di contatti professionali e umani. Rossi non ha solo compreso e sostenuto in più occasioni, per esempio nel suo intervento all’Assemblea Generale dei Georgofili del 2013, l’importanza della comunicazione per la scienza, per l’innovazione, per l’esercizio della professione, ma ha anche proposto un approccio biunivoco per quei tempi estremamente innovativo.  Il dialogo come sistema per costruire relazioni, collaborazioni, alleanze.
Il convegno del 23 aprile ha tratteggiato solo alcuni elementi dell’eredità scientifica, professionale e umana lasciataci da Luigi Rossi, elementi preziosi per continuare la sua opera in favore delll’avanzamento della scienza e della società.