Dialoghi sulle biotecnologie: “Il contributo delle TEA (Tecnologie di Evoluzione Assistita) al miglioramento genetico degli animali domestici”

Dialogo con Cinzia Marchitelli, Ricercatrice CREA -Centro di ricerca Zootecnia e Acquacultura, sede di Monterotondo (RM).

di Luigi Frusciante e Cinzia Marchitelli
  • 18 March 2026

Frusciante: Il miglioramento genetico animale vanta una tradizione antichissima, persino precedente a quella vegetale. Fin dall’antichità, incroci e selezione erano pratiche comuni per migliorare le popolazioni allevate a fini produttivi. Columella, ad esempio, descrive l’incrocio tra pecore tarantine e arieti nord-africani per ottenere animali più rustici senza perdere la qualità della lana.
I maggiori progressi si sono però registrati tra la fine dell’Ottocento e il Novecento: dal miglioramento della razza Frisona nei bovini alla costituzione di suini ibridi basati sull’eterosi. Risultati conseguiti interamente attraverso tecniche di selezione tradizionale.

Marchitelli: Il miglioramento genetico degli animali domestici costituisce il pilastro della zootecnia moderna, fondamentale per garantire sicurezza alimentare e sostenibilità. Attraverso un’attenta selezione dei migliori riproduttori, l’uomo accelera i processi di adattamento delle specie, orientandoli verso caratteri di efficienza produttiva, robustezza sanitaria e benessere animale. Questo percorso consente di ottimizzare la conversione alimentare, riducendo l’impatto ambientale degli allevamenti, e di rafforzare la resilienza immunitaria degli animali. Evolvere il patrimonio genetico significa quindi tutelare la biodiversità, valorizzare la competitività delle filiere e rispondere in modo efficace alle crescenti sfide climatiche e sociali.

Frusciante: Il Novecento ha segnato la scoperta del DNA e la nascita della genetica molecolare, rivoluzionando il miglioramento genetico vegetale. Nelle specie agrarie si sono compiuti grandi progressi grazie a nuove tecniche di ibridazione e alla selezione assistita da marcatori molecolari (MAS).
Nel settore animale, invece, queste conoscenze non sono state sfruttate con la stessa efficacia. L’esempio più emblematico resta la pecora Dolly, ottenuta tramite clonazione da cellule somatiche, un traguardo soprattutto biotecnologico più che applicativo nel miglioramento genetico.

Marchitelli: Il miglioramento genetico degli animali domestici ha attraversato tre grandi fasi evolutive. La prima, di natura empirica, si basava sull’osservazione diretta del fenotipo, ovvero dell’aspetto e delle performance produttive dell’animale. La seconda, di tipo statistico, si è affermata nel XX secolo con l’introduzione di modelli matematici capaci di stimare il valore genetico dei riproduttori con maggiore oggettività. Oggi ci troviamo nell’era della precisione genomica.
È vero che nel settore della genetica animale il progresso appare più lento rispetto ad altri ambiti, ma non per carenza di strumenti. Tecnologie come la Marker Assisted Selection (MAS) e la Genomic Selection sono ormai applicate routinariamente per stimare con elevata accuratezza il valore genetico dei riproduttori e per sviluppare programmi di miglioramento in tutte le principali specie da reddito. Tuttavia, il settore si confronta con limiti di natura biologica e normativa.
I lunghi intervalli generazionali e la ridotta fecondità dei mammiferi rallentano inevitabilmente il ritmo del progresso genetico rispetto, ad esempio, alle piante agrarie. A ciò si aggiunge un quadro legislativo europeo particolarmente restrittivo: le attuali normative sulle biotecnologie assimilano le innovazioni genomiche a categorie regolatorie gravose, ostacolando l’adozione di soluzioni mirate a rafforzare resilienza, salute e benessere animale.
Le Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA) emergono proprio in questo contesto, con l’obiettivo di superare tali stalli e intervenire laddove la selezione tradizionale mostra i propri limiti.

Frusciante: Oggi sono numerosissime le specie animali da reddito il cui genoma è stato sequenziato. La disponibilità di queste informazioni rappresenta una risorsa strategica, perché apre nuove prospettive per il miglioramento genetico, anche attraverso l’impiego delle più recenti tecnologie genomiche.
A che punto è la ricerca in questo ambito, in Italia e a livello internazionale? Quale ruolo possono svolgere le TEA nel miglioramento genetico animale? Esistono già esempi concreti di animali ottenuti mediante tecniche di editing genomico?

Marchitelli: La rivoluzione delle TEA nel miglioramento genetico animale risiede nel passaggio da una combinazione genica casuale — come avviene in natura attraverso il crossing over — a un editing di precisione, paragonabile a un correttore di bozze che interviene su singole “lettere” del DNA. Superando i limiti dell’incrocio tradizionale, queste tecniche consentono di introdurre caratteri migliorativi senza trascinare con sé difetti indesiderati, aumentando l’efficacia e la rapidità del progresso genetico.
Un esempio emblematico è rappresentato dalla resistenza alle malattie: “spegnendo” specifici recettori cellulari, come quelli coinvolti nell’ingresso del virus della Sindrome Riproduttiva e Respiratoria del Suino (Porcine Reproductive and Respiratory Syndrome; PRRS) nei suini, è possibile incrementare il benessere animale, riducendo sofferenze e limitando il ricorso agli antibiotici. Le TEA si inseriscono inoltre tra gli strumenti strategici per gli obiettivi di sostenibilità del Green Deal europeo: permettono di selezionare bovini più resilienti alle ondate di calore e con una maggiore efficienza digestiva, contribuendo alla riduzione delle emissioni di metano.
Produrre la stessa quantità di alimento utilizzando meno acqua, suolo e mangimi non è soltanto una scelta economica, ma una necessità etica e ambientale in un contesto climatico in rapido cambiamento.
A livello internazionale, la ricerca sulle TEA è in fase avanzata: Paesi come Stati Uniti, Brasile e Cina hanno già autorizzato o avviato applicazioni su animali editati, come bovini più tolleranti allo stress termico. In Europa e in Italia il panorama scientifico è dinamico e competitivo; tuttavia, l’applicazione pratica è stata finora rallentata da un quadro normativo particolarmente restrittivo. Il 2026 potrebbe rappresentare un punto di svolta, con il nuovo Regolamento europeo sulle TEA orientato a semplificare le procedure per le varianti considerate “equivalenti a quelle naturali”, aprendo finalmente la strada a un’innovazione sostenibile anche nelle stalle europee.