Dalla carta al digitale: l’archivio storico dell’Accademia dei Georgofili è ora totalmente online

di Luca Menconi
  • 25 March 2026

205.689 immagini disponibili online. 643.749 file prodotti. Un archivio di 190 buste. Uno scanner planetario. Tre anni di lavoro. Sono questi i numeri dell’imponente lavoro di digitalizzazione dell’archivio storico (1753-1911) dell’Accademia dei Georgofili, condotto definitivamente a termine. Le scritture sono ora a disposizione gratuitamente nella loro interezza sul sito dell’Accademia (QUI). Un’operazione condotta dall’Accademia con l’autorizzazione della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana e l’indispensabile sostegno del Ministero della Cultura e della Fondazione CR Firenze, tutte Istituzioni alle quali comprensibilmente viene indirizzata la gratitudine dei Georgofili. Altrettanta gratitudine è opportuno esprimere a chi ha prestato la sua competenza informatica per realizzare, rendere “ospitabile” e poi fruibile tutto il lavoro svolto, vale a dire Giovanni Salucci e la sua Progettinrete.
La tecnologia è sempre stata uno strumento fondamentale nella storia umana ed è ormai una compagna imprescindibile anche in ambito culturale. Il suo impiego comporta, però, impegno e sacrificio. Un Charlie Chaplin attualizzato non avrebbe potuto individuare forse migliore figura professionale per il proprio Tempi moderni del digitalizzatore, cioè colui che esegue il processo materiale di convertire un elemento analogico in un elemento digitale. Come il povero Charlot, che a un certo punto arrivava a vedere bulloni ovunque, così il digitalizzatore si ritrova sommerso da imponenti cumuli di appunti, relazioni, lettere, documenti di ogni genere da “trattare”, non riuscendone talvolta a vedere la fine. Inserisce una carta, attiva lo scanner, attende e sistema la scansione risultante. Poi si ricomincia. Questo ripetuto migliaia, o, meglio, centinaia di migliaia di volte. Da impazzire, appunto come Charlot. Il risultato ripaga, però, il sacrificio. A parte il senso di sorpresa di vedere una quantità così considerevole di materiale ora digitalizzata (che non sembra neppure possibile) e di sollievo per avere interrotto una catena apparentemente infinita di movimenti meccanici, l’idea di avere reso un servizio alla comunità culturale, e non solo, è e resta motivo di grande soddisfazione.
Scritture del passato, risalenti alla fondazione o a poco dopo la nascita dell’Accademia, avvenuta nel 1753, carteggi di personaggi illustri, letture e dibattiti fra personalità di spicco, concorsi e iniziative varie sono ora alla portata di tutti. È facile immaginare con quale vantaggio per ricercatori e studiosi, ma anche appassionati e curiosi, che potranno avere uno strumento sempre a disposizione per condurre le loro indagini, approfondire determinati argomenti o risolvere i loro dubbi. L’impulso alla ricerca, all’approfondimento o agli studi va di pari passo con l’obbiettivo di garantire una tutela adeguata a questi preziosi documenti, ai loro originali, preservandoli il più possibile contro l’usura del tempo, gli imprevisti o gli incauti maneggiamenti. Una volta digitalizzate, salvo rare occasioni espositive o richieste particolari di consultazione (più interessate al supporto che non ai contenuti), le scritture possono essere “definitivamente” archiviate. Si spera che così, per gli anni e i secoli a venire, esse siano ancora al loro posto per continuare a raccontare la loro storia e la storia dell’Accademia, affiancate adesso (e chissà da cosa in futuro) da una controparte digitale, divenuta ormai anch’essa altrettanto importante e preziosa. Sarebbe sbagliato, tuttavia, immaginare una lotta titanica del digitalizzatore da solo contro le carte. Nessuna impresa di questo genere può essere condotta da una sola persona, senza alcun supporto. Presidenza e Consiglio hanno dato l’impulso allo svolgimento del lavoro, risorse economiche sono state investite, il supporto informatico è stato assicurato e la logistica e l’organizzazione sono state fornite, così come l’opportuna copertura mediatica. In questo senso, il prodotto digitale presentato è l’esito di un lavoro collettivo, realizzato in sinergia fra le diverse componenti dell’Accademia, ognuna con il proprio ruolo. Si è trattato di un conseguimento tanto più significativo, in quanto raggiunto con l’uso delle forze autonome dell’Accademia, segno dell’interesse centrale prestato dai Georgofili al proprio patrimonio culturale. Fedele alla propria identità di 273 anni di vita e alla propria missione istituzionale odierna di raccogliere, conservare, trattare e valorizzare quanto di storicamente di rilievo essa possiede, produce o riceve in donazione, l’Accademia intende proseguire sulla linea tracciata da questa importante iniziativa portata a termine, una fra le tante in ambito culturale di questi ultimi anni. Grazie anche alla mappatura del suo patrimonio, realizzata per la prima volta lo scorso anno, che permette di coordinare e distribuire investimenti e risorse con maggiore pianificazione, l’Accademia e le sue forze sono più consapevoli del lungo percorso ancora da compiere, ma anche orgogliose di quanto è stato realizzato.