Il 20 novembre 2025 uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Society & Natural Resources, edita da Taylor & Francis, ha acceso un faro sul rapporto tra informazione, potere politico e tutela delle foreste in Turchia. Un rapporto tutt’altro che neutro, che mostra come le questioni ambientali possano essere amplificate o silenziate a seconda della linea editoriale dei media.
La ricerca analizza 573 articoli, editoriali e interviste pubblicati tra il 2019 e il 2020 su sei quotidiani nazionali, distinti tra filogovernativi e di opposizione. I temi presi in esame sono centrali per il futuro delle foreste turche: uso delle aree forestali per fini non forestali, degrado degli ecosistemi, esclusioni dal regime di tutela e incendi boschivi.
Il quadro che emerge è netto. I giornali di opposizione tendono a svolgere una funzione di allerta pubblica, dando spazio a fenomeni di deforestazione, consumo di suolo e perdita di valori ecologici. Al contrario, i media vicini al governo riducono drasticamente la visibilità di questi problemi, normalizzandoli o presentandoli come marginali, quando non li rimuovono del tutto dal dibattito pubblico.
Secondo gli Autori dello studio, questa scelta comunicativa ha conseguenze profonde. Oscurare le criticità ambientali non significa solo proteggere l’azione di governo, ma impoverire la qualità della democrazia e indebolire la razionalità delle politiche forestali. Senza un’informazione critica e accessibile, la gestione delle foreste rischia di trasformarsi solo in una questione tecnica sottratta al controllo della società.
Il lavoro mette così in evidenza un nodo cruciale: la comunicazione sulle foreste non è mai solo informazione ambientale, ma un terreno di conflitto politico e culturale. Le narrazioni mediatiche influenzano la percezione collettiva, orientano le priorità pubbliche e incidono direttamente su governance, tutela del paesaggio e sostenibilità.
Uno studio di questo tipo solleva interrogativi che vanno oltre il contesto turco. Analisi analoghe, applicate anche all’Italia, potrebbero aiutare a comprendere quanto il modo favolistico di raccontare gli alberi e le foreste condizioni le scelte politiche, la ricerca, l’attività delle istituzioni e quella delle associazioni, rispetto alla gestione del bene bosco.
Fonte: https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/08941920.2025.2589240?scroll=top&needAccess=true