In California la prevenzione degli incendi boschivi è stata trattata come una priorità pubblica. Il 20 marzo 2026 lo Stato ha annunciato l’approvazione, in soli 300 giorni, di oltre 300 interventi finalizzati a ridurre il rischio di incendi e ad aumentare la resilienza dei territori forestali.
Il dato è significativo non solo per le dimensioni del programma, ma soprattutto per il cambiamento di metodo. Grazie a procedure accelerate, progetti che in passato avrebbero potuto richiedere iter autorizzativi molto lunghi sono stati valutati e approvati in circa 30 giorni. Una semplificazione che non significa rinuncia alla tutela, ma accorpamento e coordinamento delle verifiche necessarie, in modo da rendere più efficace l’azione pubblica di fronte a un rischio crescente.
Gli interventi riguardano attività di gestione attiva della vegetazione, diradamenti selettivi, riduzione dei combustibili vegetali, realizzazione o manutenzione di fasce tagliafuoco effettuati per accrescere la capacità degli ecosistemi forestali di resistere agli eventi estremi. Azioni che non eliminano il rischio, ma possono contribuire a ridurne l’intensità, la propagazione e gli impatti su comunità, infrastrutture e ambienti naturali.
Il caso californiano è interessante perché mette in evidenza un passaggio culturale oltre che amministrativo: la gestione forestale non viene considerata un’attività accessoria, ma una vera infrastruttura di prevenzione. In territori sempre più esposti a siccità, ondate di calore e incendi di grande intensità, la tempestività delle decisioni diventa parte integrante della politica forestale.
Questa notizia ci dice che di fronte a problemi complessi, la risposta non può essere soltanto emergenziale. Serve una capacità ordinaria di intervenire preventivamente, con strumenti tecnici adeguati e con procedure amministrative capaci di accompagnare, non rallentare, le azioni necessarie.
L’esperienza della California conferma una tendenza che interessa molti Paesi: la protezione delle foreste dagli incendi passa sempre più dalla gestione attiva, dalla pianificazione e dalla capacità delle istituzioni di rendere operativi gli interventi in tempi compatibili con l’urgenza climatica e territoriale. Mai come adesso, considerando gli impatti climatici ed ecologici degli incendi boschivi, sembra valere il detto “meglio prevenire che curare”.
Per approfondire: https://www.rivistasherwood.it/r/pillole-forestali/pillole-mondo-14.html