Clima, tra i 1000 scienziati più influenti c'è anche un georgofilo

C'è soprattutto l'Europa a guidare con centinaia di menti brillanti la difficile lotta alla più grande sfida dei nostri tempi e del futuro, quella contro la crisi climatica che avanza. Una Europa in cui c'è anche un bel riconoscimento per l'Italia, che conta una ventina di scienziati "influenti" fra i primi mille al mondo.
L'agenzia Reuters ha appena pubblicato un interessante lavoro in cui, attraverso criteri che passano per il numero di pubblicazioni, le citazioni e la condivisione del loro operato, indica i 1000 scienziati del clima più influenti al mondo. Secondo l'agenzia stampa sono coloro che stanno contribuendo in maniera significativa alla crescita delle conoscenze e della consapevolezza necessaria per affrontare il riscaldamento globale.
Mille scienziati che dalla fisica alla chimica, dall'economia alla biologia, passando per tante altre discipline, stanno tracciando il solco e fornendo e condividendo con l'umanità le indicazioni che potrebbero essere fondamentali per tentare di salvare il Pianeta.
La "Hot List" di Reuters, frutto di un'analisi di migliaia di studi scientifici sul cambiamento climatico, permette anche di scoprire tramite una funzione di ricerca dove gli scienziati del clima stanno lavorando e in quali università o centri di ricerca stanno portando avanti i loro studi.
Fra i primi mille c'è soprattutto molta Europa: più di 420 scienziati lavorano infatti in atenei o istituti del Vecchio Continente, anche se più 110 si trovano oggi nella Gran Bretagna della Brexit. Dopo il Regno Unito, la Germania contribuisce con una novantina di scienziati della Hot List, seguita da Francia (40), Paesi Bassi (37), Svizzera (27), Spagna (22) e Italia, che conta circa 20 scienziati che operano nel nostro Paese a cui vanno aggiunti altri in atenei esteri.
Importante anche il contributo dei Paesi Scandinavi, che vantano circa una decina di scienziati per stato ed è sorprendente la presenza dell'Austria che conta dieci scienziati di cui però almeno quattro nei primi cento in graduatoria. Proprio in Austria lavora per esempio Keywan Riahi, scienziato e capo dell'International Institute for Applied Systems Analysis e primo della lista stilata da Reuters.
Dopo l'Europa, decisamente importante è l'apporto di quasi trecento scienziati che lavorano negli Stati Uniti indicati fra i mille dell'elenco. Stati Uniti che, prima dell'arrivo del presidente Joe Biden, hanno faticato a lungo a far sentire il loro peso nella battaglia contro la crisi climatica fra lo scetticismo di Donald Trump e l'uscita (in passato) dagli Accordi di Parigi.
Stupisce, per proporzioni, il basso numero di scienziati "influenti"  impegnati in Cina, poco più di una ottantina, mentre fra quelli della lista sono circa 30 quelli che lavorano in Giappone, una dozzina in Corea del Sud e appena sei in India e tre in Russia. Infine, sempre guardando alla provenienza, importante contributo dell'Australia con oltre settanta scienziati e del Canada con poco meno di quaranta.
Nella lunga lista Reuters, al primo posto fra gli scienziati che lavorano in Italia c'è Massimo Tavoni, professore di Climate Change Economics del Politecnico di Milano.
Seguono per posizione Francesco Nicola Tubiello della Fao, Luc Feyen del Joint Research Centre (Jrc) - Ispra, Valentina Bosetti dell'Università Bocconi, Filippo Giorgi dell'International Centre for Theoretical Physics, Frank J Dentener del Jrc, Marco Bindi dell'Università di Firenze e Accademico dei Georgofili, Alessandro Dosio del Jrc, Enrica De Cian e Carlo Carraro dell'Università Ca' Foscari di Venezia, Fred Kucharski dell'International Centre for Theoretical Physics, Marco Moriondo del Cnr, Silvio Gualdi e Antonio Navarra dell'Euro-Mediterranean Center for Climate Change, Rosalia Santoleri del Cnr, Francesco Bosello dell'Università di Milano, Martial Michel Yoric Bernoux della Fao, Erika Coppola dell'International Centre for Theoretical Physics, Carlo Giupponi della Ca' Foscari di Venezia e Simona Masina dell'Euro-Mediterranean Center for Climate Change.
Questi i nomi che si leggono fra gli scienziati che lavorano in Italia o in istituti con sede italiana ai quali si aggiungono poi altri esperti italiani o di origine italiana, come per esempio Pierluigi Calanca dell'Agroscope di Berna in Svizzera o Francesco Cherubini della Norwegian University of Science and Technology.
Come spiega Reuters, per costruire la "Hot List" dei mille scienziati del clima più influenti al mondo e che possono avere un impatto fondamentale sul dibattito sul cambiamento climatico, sono stati utilizzati diversi criteri, combinando più classifiche. Fra queste, per esempio, il numero di articoli di ricerca pubblicati relativi al tema della crisi climatica, quanti di questi hanno ricevuto citazioni da altri esperti e quanto queste ricerche siano state citate o rilanciate nel mondo dei media o della politica. Per la sua graduatoria Reuters si è affidata a dati forniti attraverso Dimensions, portale di ricerca accademica di Digital Science.
In generale, sono stati analizzati i paper pubblicati fino a dicembre 2020. Al primo posto del lungo elenco Keywan Riahi, scienziato e capo dell'International Institute for Applied Systems Analysis, seguito da Anthony A. Leiserowitz dell'Università di Yale e Pierre Friedlingstein dell'Università di Exeter. Molti dei lavori di questi scienziati, oltre a curiosità sulle loro vite e sugli studi che divulgheranno in futuro, saranno raccontati in uno speciale a puntate che Reuters ha realizzato come contributo alla conoscenza sugli impatti del riscaldamento globale.

da: Repubblica.it, 27/4/202