Protezione degli alberi nelle aree urbane dalle invasioni di organismi alieni

di Pio Federico Roversi
  • 27 May 2026

Nel prossimo futuro il nostro Paese dovrà affrontare sfide strategiche nel contesto di un Europa proiettata verso un modello di società che pone al primo posto percorsi di sostenibilità, nei quali anche la gestione delle foreste e delle aree naturali e i programmi di ampliamento del verde nelle città, dovranno essere declinati in funzione della tutela della salute dei cittadini, della inversione della perdita di biodiversità, della neutralità climatica e dell’aumento di competitività per un’Unione più ecologica, digitale e resiliente.
Con riferimento alla tutela degli alberi sia in ambienti naturali che soprattutto in contesti di verde urbano non si deve però mai dimenticare che le piante, anche quelle secolari che siamo portati a pensare come qualcosa di immutabile ed eterno, sono organismi viventi, che costringiamo a vivere in contesti antropizzati diversi dagli ambienti di origine, nei quali la selezione dell’uomo e le cure colturali possono sopperire solo in parte all’impoverimento della rete di relazioni ecosistemiche che caratterizza gli ambienti naturali.
L’intensificarsi degli spostamenti di merci e persone negli ultimi decenni ha inoltre portato ad un aumento esponenziale di introduzione accidentali di organismi e microrganismi nocivi che si alimentano a spese di alberi, con conseguenze a volte drammatiche per la mancata coevoluzione che ha determinato in vari casi stravolgimenti di paesaggi e contesti che eravamo portati a considerare immutabili. Basti pensare, al riguardo, al declino delle Palme per le infestazioni di Punteruolo, al crollo delle Pinete costiere tirreniche di Pino marittimo per l’arrivo del Matsucoccus feytaudi e alla devastazione delle iconiche Pinete di Pino domestico di Campania e Lazio con l’arrivo e la diffusione epidemica di Cocciniglia tartaruga.
Per affrontare molte delle emergenze derivanti dalle invasioni biologiche di insetti dannosi alle piante diviene strategico sviluppare programmi di monitoraggio e sorveglianza del territorio per realizzare una efficace prevenzione con l’utilizzo di strumenti e mezzi diagnostici affidabili utilizzabili dal personale addetto ai controlli nei punti di ingresso.
Per mettere a disposizione delle attività di “Prevenzione”, da realizzare nel settore della Difesa Fitosanitaria delle piante da specie nocive provenienti da altre aree geografiche, sono in fase di costruzione due laboratori con adeguati livelli di Biosicurezza, che andranno a costituire la piattaforma tecnologica avanzata denominata CUSTOS PLANTIS – Guardiano delle Piante. Il primo dei laboratori di Custos Plantis è già in costruzione ed è finalizzato a permettere studi sull’identificazione e il controllo di insetti, acari e nematodi dannosi all’agricoltura, alle foreste e al verde urbano. A questa struttura seguirà la costruzione di un altro laboratorio a Roma per la lotta a specie nocive comprese tra virus, viroidi, fitoplasmi, batteri e funghi. Questo percorso si accompagna all’avvio di progetti di frontiera sull’uso dell’Intelligenza Artificiale per l’ottimizzazione delle campagne di monitoraggio supportando le autorità fitosanitarie nella individuazione delle aree a maggiore rischio di introduzione accidentale di temibili specie aliene.
In questo quadro la Difesa Fitosanitaria dovrà contestualmente mettere a terra sia strumenti sostenibili di controllo delle avversità che specifici percorsi di formazione e aggiornamento permanente che permettano ai tecnici di fare scelte corrette e operare sul territorio come sentinelle dell’ambiente.