Nel mese di aprile 2026 l’amministrazione federale statunitense ha impresso una forte accelerazione alle politiche forestali orientate alla produzione legnosa, fissando come obiettivo un incremento del 25% della produzione nazionale di legname. Una scelta che segna un cambiamento rilevante nell’approccio alla gestione delle foreste pubbliche federali e che potrebbe avere effetti significativi sia sul mercato del legno sia sugli equilibri tra funzione produttiva ed ecologica delle foreste.
Nel western Oregon, il Bureau of Land Management ha avviato la revisione dei piani di gestione forestale su circa un milione di ettari di superfici pubbliche. L’intento dichiarato è quello di riportare i livelli di utilizzazione verso valori più elevati rispetto agli ultimi anni, aumentando i volumi di legname immessi sul mercato. I primi dati del 2026 mostrano già una crescita delle vendite di legname proveniente dalle aree federali.
Parallelamente, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha destinato 115,2 milioni di dollari al sostegno della filiera industriale del legno, con finanziamenti rivolti a segherie e impianti di trasformazione. L’obiettivo è rafforzare la capacità produttiva interna e accompagnare l’aumento previsto dei prelievi forestali.
Anche sul piano organizzativo emergono segnali di cambiamento. Il Servizio Forestale Federale statunitense è interessato da una riorganizzazione che prevede il trasferimento del quartier generale da Washington D.C. a Salt Lake City, nello Utah. Secondo l’attuale amministrazione, questa scelta dovrebbe favorire un maggiore collegamento operativo con i territori forestali e con le realtà produttive locali.
Nel complesso, si delinea una strategia che attribuisce nuovamente centralità alla funzione produttiva delle foreste pubbliche, in un contesto nel quale negli ultimi decenni avevano assunto crescente importanza gli aspetti legati alla conservazione, alla biodiversità e ai servizi ecosistemici. Una svolta che viene osservata con attenzione e preoccupazione anche a livello internazionale, sia per le possibili ricadute sui mercati globali del legno sia per le implicazioni sulle future politiche forestali e ambientali.
Per approfondimenti: https://www.rivistasherwood.it/r/pillole-forestali/pillole-mondo-15.html