Il lavoro di riordinamento e inventariazione del patrimonio archivistico dell’Accademia dei Georgofili continua sistematicamente. È la volta delle scritture di Alessandro Morettini (1887-1979), uno dei più autorevoli e noti studiosi di arboricoltura e pomologia della storia italiana, donate all’Accademia dal figlio nel 1997 e ora in corso di notifica da parte della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana. Professore all’Università di Firenze, dove creò e diresse l’Istituto di coltivazioni arboree, accademico e consigliere dei Georgofili e fondatore, insieme ad altri, della Società Orticola Italiana, fu caposcuola di un’intera generazione di studiosi di rinomato prestigio, fra i quali Franco Scaramuzzi ed Elvio Bellini, un cui scritto di ricordi è possibile leggere in altro punto di Georgofili INFO (https://www.georgofili.info/contenuti/il-professor-alessandro-morettini-memorie-umane-e-scientifiche/33594).
A essere giunta in Accademia e sistemata è solo una piccolissima quantità di carte dell’illustre scomparso, riguardante la sua intensa attività di pubblicazioni scientifiche, proseguita ininterrottamente fino agli ultimi anni della sua esistenza. Il fondo archivistico raccoglie, infatti, scritti inediti di Morettini degli anni 1970, che conservano un marcato interesse storico, come testimonianza del livello e della natura degli studi di quegli anni.
Accanto a scritti minori sulla coltura del gelso e sulla selvicoltura, a essere di maggiore interesse sono tre consistenti dattiloscritti sulla viticoltura, olivicoltura e frutticoltura, che hanno rappresentato, come ben conoscono gli esperti del settore, alcuni dei principali rami, specialmente l’ultimo, della ricerca dello scienziato. Ricchi di annotazioni e correzioni manoscritte, essi testimoniano un lavorio accurato e preciso finalizzato probabilmente alla loro pubblicazione. In che veste è da indagare. Nuove edizioni di monografie già esistenti? Correzioni o revisioni di scritti già pubblicati? Oppure nuove pubblicazioni a tutti gli effetti? Spetterà agli studiosi dirlo con precisione.
Ad arricchire ulteriormente gli inediti è un ricco corredo fotografico, con tanto di didascalie, che avrebbe dovuto costituire l’apparato illustrativo degli scritti, una volta pubblicati. Le fotografie rappresentano varietà vegetali, sistemi di coltivazioni e lavorazioni nei campi, spesso realizzate da studi professionali. Il fondo in questione è ora consultabile dall’utenza e il suo inventario è disponibile sia in formato cartaceo in Accademia, sia in formato digitale sul sito dell’Accademia (THEKE).
La speranza è che il suo studio possa contribuire a conoscere una figura di primo piano dell’universo scientifico italiano e delucidare così gli ultimi sviluppi della sua indagine.