La prossima Assemblea Nazionale di ANBI si svolgerà a Roma l'1 e il 2 luglio 2026, si intitola il “L’acqua è strategia: il modello italiano per la sicurezza, la crescita e la pace” e riunirà 142 consorzi di bonifica e irrigazione.
Presidente Vincenzi, il messaggio è forte: "L'acqua è strategia". Rispetto alle crisi climatiche degli ultimi anni, in che modo il modello italiano dei consorzi di bonifica si sta trasformando da gestione dell'emergenza a pilastro della sicurezza nazionale?
Semplicemente attraverso la concretezza dell’analisi e delle proposte, frutto di un’esperienza maturata quotidianamente nella salvaguardia idrogeologica e nella gestione delle acque di superficie, destinate prioritariamente all’irrigazione collettiva. In questo è fondamentale la caratteristica di enti di autogoverno del territorio nello spirito della sussidiarietà ed unico esempio italiano di federalismo fiscale applicato. Quanto annualmente pagato dai consorziati non è una tassa, ma un con-tributo e questo la dice lunga sullo spirito, che ci anima in sintonia con gli interessi della collettività.
L'agricoltura e l'economia italiana dipendono direttamente dalla disponibilità idrica. Quali sono gli asset infrastrutturali prioritari che presenterete a Roma per garantire la crescita del Paese e difendere la produzione alimentare nei prossimi anni?
Nulla di nuovo, purtroppo, per un Paese, in cui fatica ad affermarsi la cultura della prevenzione. Due sono gli asset, che proponiamo: il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, composto da oltre 800 interventi per un importo di circa 4 miliardi e 400 milioni di euro, capaci di attivare oltre 21.000 posti di lavoro ed il Piano Invasi Multifunzionali, proposto con Coldiretti, con l’obbiettivo di realizzare 10.000 bacini di diverse dimensioni ed ecocompatibili, di cui oltre 400 sono già cantierabili. Sarebbe sbagliato, però, pensare che nel frattempo non si faccia nulla: è che manca una strategia complessiva, quella che noi identifichiamo in un Piano Straordinario di Manutenzione del Territorio.
Parliamo di modernizzazione: a che punto siamo con l'applicazione dell'intelligenza artificiale e della sensoristica avanzata nella rete dei consorzi? Che impatto concreto stanno avendo sul risparmio idrico?
Noi abbiamo un obiettivo, per il quale stiamo lavorando: digitalizzare, rendendola “parlante”, la nostra rete idraulica, lunga 230.000 chilometri. Sono in corso sperimentazioni, ma intanto, nel centro di ricerca Acqua Campus nel Bolognese, continuiamo a testare soluzioni e tecnologie per ottimizzare l’efficienza irrigua: il miglior consiglio irriguo del sistema esperto Irriframe permette fino al 30% di risparmio idrico.
Il 2026 è un anno cruciale per la messa a terra dei progetti legati ai fondi europei e nazionali. Qual è il bilancio di ANBI sull'utilizzo dei fondi PNRR?
Siamo tra i pochi soggetti, che stanno centrando il 100% dei target affidati: 258 opere ed interventi per un importo complessivo di 1 miliardo e 600 milioni di euro, che permetteranno un risparmio complessivo di circa 1 miliardo e mezzo di metri cubi d’acqua. Ora mettiamo la capacità dimostrata nel rispettare gli stringenti cronoprogrammi comunitari al servizio di nuove sfide del sistema Paese in materia idrica.
Il passaggio più suggestivo del manifesto di questa Assemblea è il ruolo dell'acqua in termini di "pace". In un contesto internazionale così frammentato, come può il modello di gestione idrica italiano diventare uno strumento di diplomazia e cooperazione, ad esempio nell'area del Mediterraneo o nel quadro del Piano Mattei?
Lo è naturalmente e, mi permetta, da sempre. Il modello democratico e partecipativo dei nostri Consorzi di bonifica ed irrigazione, nonché la loro gestione del territorio, sono un esempio studiato e spesso imitato nel mondo. È costante l’interlocuzione soprattutto con altri Paesi europei e mediterranei, ma anche con l’Africa con specifici progetti a supporto della cooperazione internazionale.
All'Assemblea di Roma saranno presenti i massimi rappresentanti delle istituzioni. Qual è la richiesta principale e non più rimandabile che ANBI farà al Governo l'1 e il 2 luglio?
Dare concretezza agli stanziamenti per progetti già ritenuti finanziabili ad iniziare dalle centinaia compresi nel P.N.I.S.S.I., cioè il Piano Idrico Nazionale; le conseguenze della crisi climatica non aspettano e, stanti le attuali tendenze, si prevede un calo del Prodotto Interno Lordo fra il 3% ed il 5% entro il 2040. Bisogna fare velocemente e fare bene. Come ricordiamo sempre, oggi non è un problema di progettualità, né di risorse seppur limitate, ma di burocrazia e volontà politica.