Raccolta della frutta in guscio: il ruolo delle macchine tra innovazione meccanica e tecnologie digitali

di Danilo Monarca
  • 13 May 2026

Il comparto della frutta in guscio sta vivendo una fase di espansione significativa, sostenuta dalla crescente domanda dell’industria dolciaria e alimentare. Secondo le stime dell’International Nut & Dried Fruit Council (INC), la produzione mondiale per il 2024/25 raggiungerà 6,02 milioni di tonnellate, con una previsione di 5,93 milioni di tonnellate per il 2025/26. I dati comprendono mandorle, pistacchi, noci, anacardi, nocciole e specie minori, espressi in prodotto sgusciato (eccetto i pistacchi, riportati in guscio). In questo scenario di crescita, l’efficienza delle operazioni colturali e di raccolta assume un ruolo strategico per la competitività delle filiere.
In Italia, la meccanizzazione rappresenta il principale fattore abilitante per la sostenibilità tecnica ed economica degli impianti. Le criticità strutturali del settore – frammentazione fondiaria, ridotta dimensione aziendale, carenza e costo elevato della manodopera – rendono indispensabile l’adozione di soluzioni meccaniche ad alta efficienza. Il comparto corilicolo ha svolto un ruolo pionieristico grazie alla presenza di aziende italiane specializzate nella progettazione e costruzione di macchine per la raccolta e la lavorazione, contribuendo allo sviluppo di tecnologie poi trasferite anche a castagno e noce da frutto.
La progettazione dell’impianto è un elemento chiave per l’efficacia dei cantieri meccanizzati. L’impiego di trapiantatrici dotate di sistemi GPS RTK consente la realizzazione di sesti regolari e filari rettilinei, prerequisiti fondamentali per l’ottimizzazione delle operazioni. Le attrezzature per la gestione dell’inerbimento controllato e per la spollonatura permettono di ridurre i tempi di lavoro ed eliminare il diserbo chimico, con vantaggi ambientali rilevanti. La potatura meccanica poliannuale, sempre più diffusa, contribuisce al contenimento delle dimensioni delle piante, al miglioramento dell’efficacia dei trattamenti fitosanitari e a una migliore intercettazione della luce.
Le tecniche di raccolta possono basarsi sull’aspirazione o sulla raccattatura meccanica: quest’ultima è di poco più rapida, ma richiede superfici perfettamente livellate. La raccolta può essere preceduta dalla andanatura, con apposite macchine e completata da soffiatori a spalle nelle zone sotto chioma. Le tipologie si distinguono in macchine trainate, portate e semoventi. Le aspiratrici trainate restano una soluzione adeguata alle aziende di piccole dimensioni, ma l’evoluzione del settore e la crescente difficoltà nel reperimento di manodopera stanno orientando il mercato verso le macchine portate e soprattutto semoventi. Queste ultime integrano sistemi di convogliamento e pulizia più efficienti, organi di separazione regolabili e capacità operative superiori. Nelle aziende medio-grandi (oltre 15 ha) le semoventi consentono di ridurre i costi di raccolta completandola in meno di 2 h/ha con solo uno-due operatori; un ulteriore vantaggio è quello di anticipare la fine delle operazioni evitando l’arrivo di eventuali piogge. Con le macchine portate i tempi salgono a 3-4 h/ha, mentre le aspiratrici trainate comportano tempi di lavoro di 5–6 h/ha, con la necessità di almeno quattro operatori e con implicazioni ergonomiche e posture sfavorevoli.
Nonostante la crescente diffusione delle tecnologie digitali in agricoltura, l’elettrificazione delle macchine semoventi per la raccolta non risulta ancora oggetto di sviluppo industriale, pur trattandosi di attrezzature con fabbisogni di potenza contenuti (<55 kW). L’assenza di prototipi o linee di ricerca dedicate rappresenta un limite, soprattutto considerando la maturità delle soluzioni elettriche e ibride in altri comparti, che potrebbero offrire vantaggi in termini di riduzione dei consumi, minore manutenzione e migliore ergonomia.
L’aumento della produttività oraria e la riduzione delle perdite a terra rappresentano quindi obiettivi prioritari nella progettazione delle nuove macchine. Le prospettive di sviluppo includono sistemi di automazione per la regolazione adattiva dei flussi d’aria, sensori per il monitoraggio in tempo reale delle perdite e interfacce digitali integrate con i sistemi aziendali di gestione. In questo contesto si inseriscono le attività di ricerca del Dipartimento DAFNE dell’Università della Tuscia, che sta sviluppando un sistema di acquisizione dati low-cost per il monitoraggio delle prestazioni di una semovente per la raccolta delle nocciole. Il sistema, basato su sensori dedicati e software specifici, consente la stima in tempo reale delle quantità raccolte e la generazione di mappe di produzione, aprendo la strada a nuove applicazioni di agricoltura di precisione nel settore.

L’integrazione tra innovazione meccanica, tecnologie digitali e impianti progettati per la meccanizzazione rappresenta oggi la direttrice principale per garantire competitività, efficienza e sostenibilità alle filiere della frutta in guscio.