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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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13 giugno 2018

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Le coccinelle dell’Etna

di Santi Longo

Numerose specie di insetti compiono spettacolari migrazioni raggiungendo, in volo, località molto distanti; non meno interessanti sono le migrazioni, su distanze minori, effettuate da alcune specie presenti anche nostri ambienti. Gli adulti dei Coleotteri Coccinellidi afidifagi: Coccinella septempunctata e Adalia bipunctata, alla fine della primavera, quando negli areali in cui sono nati si esauriscono le infestazioni di Afidi, migrano verso zone a quote più elevate dove si aggregano in siti idonei le cui caratteristiche consentono di limitare i consumi energetici e offrono ripari durante i periodi di inattività. Di norma le migrazioni vengono compiute da giovani adulti in fase pre-riproduttiva, dotati di alto potenziale fisiologico e con lunga resistenza al volo attivo.
Numerosi adulti di C. septempunctata, nei mesi di maggio e giugno, si trasferiscono in volo sulle scorie superficiali delle colate laviche dell’Etna, da quota 2.000 fino a 2.800 m s.l.m.m.; una parte di essi, in autunno, ridiscende nelle pinete a quote inferiori per svernare, talvolta anche entro i nidi della Processionaria dei pini. Altri esemplari rimangono sull’Etna fino alla primavera dell’anno successivo e, durante le ore più calde dei giorni di sole, si alimentano del polline e dei minuscoli artropodi trasportati dal vento. In tali siti, nei periodi più freddi, si riuniscono in gruppi di 10–15 esemplari, restando immobili a contatto tra loro e con le pareti delle anfrattuosità delle scorie laviche. In primavera essi volano sulle piante erbacee delle quote più basse sulle quali, le femmine fecondate, depongono le uova fra le colonie di Afidi a spese dei quali sviluppano le larve. Simile comportamento manifesta Adalia bipunctata che passa l’estate sull’Etna, a quote comprese fra 1.900 e 2.100 m e, in autunno, o nella successiva primavera, vola sulle piante arboree, sotto la cui corteccia può svernare. Durante le migrazioni molti individui di entrambe le specie si soffermano a quote più basse (1.000-1.500 m) sui Pini larici e su altre piante (Romice, Senecio, Tanaceto, ecc.) alimentandosi di polline e di piccoli insetti (Tisanotteri, Psille, Cicaline e Afidi). Le larve e gli adulti di C. septempunctata predano varie specie di Afidi; un singolo esemplare nel corso della sua vita può consumare oltre 5.000 prede. La prima segnalazione della presenza di Coccinelle sull’Etna si deve al Vitale che scrisse: “Ricordiamo che in una gita sull’Etna nel 1878, ne trovammo una quantità straordinaria, alla sommità del vulcano, lontano da qualsiasi vegetazione, aggrappata ai blocchi di lava”. La specie, che ha un’ampia diffusione, è presente anche sull’Himalaya, dove forma periodiche aggregazioni in zone asciutte e soleggiate a quota 4.500 m. Le aggregazioni delle coccinelle sull’Etna, costituite da diverse migliaia di esemplari, si rendono evidenti durante i voli di migrazione, mentre nei periodi di inattività si distribuiscono in piccoli gruppi su un’ampia superficie e passano inosservati nascosti nelle anfrattuosità delle rocce; esse non raggiungono le dimensioni delle aggregazioni invernali di Hippodamia convergens, osservate in Francia e in Nord America dove la consistenza numerica di una singola aggregazione è stata valutata in 45 milioni di esemplari. Negli anni ’60 alcuni agrumicoltori hanno raccolto sull’Etna numerosi esemplari svernanti di C. septempunctata e li hanno introdotti nei loro agrumeti per la lotta biologica agli afidi che infestavano le piante. Il maldestro tentativo di controllo biologico non ha avuto alcun esito per basilari motivi connessi con la etologia del predatore. La nostra coccinella non depone le uova sulle piante arboree ma solo sulle erbacee infestate da Afidi che, negli agrumeti sono rappresentate da circa 200 specie, quasi tutte infestanti; inoltre, dopo lo svernamento, le coccinelle riprendono l’attività solo dopo aver compiuto dei voli più o meno lunghi. Per tale motivo, dopo la liberazione gli esemplari di C. septempunctata, si sono dispersi negli agrumeti e soprattutto nei seminativi della Piana di Catania con grande disappunto degli agrumicoltori.

      
Fig.1. Esemplari svernanti di Adalia bipunctata sotto la corteccia.


Fig.2. Esemplari svernanti di Coccinella septempunctata nelle anfrattuosità di una scoria vulcanica.


Fig 3. Migrazioni e siti di estivazione e svernamento delle Coccinelle sull’Etna

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