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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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Bioeconomia: un driver importante per la rinascita economica ed industriale del Paese

Fabio Fava

L’Autore dell’articolo è stato uno dei relatori al convegno sulla Bioeconomia organizzato dall’Accademia dei Georgofili lo scorso 12 luglio, proprio al fine di richiamare l’attenzione di tutti gli operatori alla necessità di dare una strategia condivisa all’Italia in campo bioeconomico. E' rappresentante nazionale per la Bioeconomia nei comitati di Horizon2020 (Commissione EU) ed OECD.

La popolazione mondiale è destinata ad aumentare ancora. Si calcola che nel 2050 ci saranno almeno 9 miliardi di persone e che per fornire di cibo a sufficienza le produzioni agricole dovranno crescere almeno del 70%. Contemporaneamente alcune delle materie prime tradizionali e non rinnovabili iniziano a scarseggiare; si calcola che attualmente consumiamo risorse naturali come se avessimo a disposizione una terra e mezza e che se tutto il mondo utilizzasse le risorse naturali come la media dei Paesi OCSE sarebbe come se avessimo a disposizione tre terre invece di una. Una soluzione possibile è rappresentata da una maggiore e migliore valorizzazione delle risorse biologiche e rinnovabili presenti in natura per la produzione di alimenti e mangimi di migliore qualità in maggiore quantità, ma anche composti chimici e combustibili, garantendo in questo modo sicurezza e qualità alimentare, riduzione degli inquinamenti ambientali e dei cambiamenti climatici nonché nuove opportunità di mercato ed occupazionali. 
Queste sono le priorità della Bioeconomia, che abbraccia quindi l’agricoltura, la selvicoltura, la pesca e l’acquacoltura sostenibili, la sicurezza e la qualità alimentare, la produzione di carta e di prodotti forestali,  la bioindustria e le bioraffinerie e la gestione e la valorizzazione delle risorse marine e delle acque interne. 

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Bioeconomy: an important driving force for Italy’s economic and industrial revival
The world’s population is bound to increase further. At the same time some of the traditional, non-renewable commodities are starting to run out. One possible solution is represented by a greater and better development of biological and renewable resources to produce greater quantities of higher quality foods and fodder, but also chemical and fuels thus guaranteeing food safety and quality, reduced environmental pollution and climate change as well as new market and employment opportunities. Bioeconomy’s priorities include agriculture, forestry, sustainable fishing and aquaculture, food safety and quality, paper and forest production, bioindustry and biorefineries, and the management and promotion of marine resources and internal waters. 

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Le risorse alimentari e la fame nel mondo

Dario Cianci

La continua pressione di migranti alla ricerca del benessere in Europa (libertà dalle guerre, dalla fame, dai disagi, ma anche, possibilmente, del pensiero) mi dà l’occasione per fare il punto della situazione e presentare la filosofia degli interventi e le proposte operative auspicate per le realtà sociali ed economiche dei Paesi in Via di Sviluppo. Il problema è antico e si inquadra nel più ampio contesto delle disponibilità di risorse alimentari; se ne parla da secoli ma le soluzioni sono di là da venire. La disponibilità di alimenti è limitata da fattori ambientali, climatici e pedologici, ma anche da fattori politici, come le guerre e la gestione del potere, perché, come insegna la storia, coloro che lo hanno desiderano conservarlo con un popolo sottomesso soprattutto se lo si lascia nell’analfabetismo e nella fame. Nei Paesi in Via di Sviluppo (ma anche nei Paesi Sviluppati) la causa primaria della fame non è dovuta all’incremento demografico od alla insufficiente produzione, ma nell'impossibilità per i più poveri di acquistare gli alimenti. Scrivevo nel 1985 “Ciò che preoccupa è il prezzo che dovrà essere pagato per raggiungere l’equilibrio, alla ricerca di rapporti di crescita demografica bilanciata tra diversi Paesi, di disponibilità alimentari sufficienti ed equamente ripartite, di risorse naturali rinnovabili o alternative, di sistemi e tecniche di industrializzazione capaci di migliorare il ciclo di produzione e di ridurre gli effetti inquinanti. Ed il prezzo potrà essere particolarmente elevato se non verrà posta ogni cura nella individuazione e nella applicazione di accorgimenti tecnici, economici e sociali atti a favorire il raggiungimento, nella forma più morbida possibile, di quel punto di equilibrio evitando scontri bruschi e cruenti tra i popoli”.

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Food resources and world hunger 
The continuous pressure of migrants looking for wellbeing in Europe (freedom from war, starvation, hardships, but also, possibly, of thought) gives me an opportunity to take stock of the situation and present the philosophy of the interventions and operating proposals advocated for social and economic situations of developing countries. It is an old problem, within the broader framework of the availability of food resources.

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Lievito madre, misterioso inganno sessuale

Giovanni Ballarini

Omero definisce il pane midollo degli uomini e non uomini coloro che non conoscono questo alimento, ottenuto da farine impastate con acqua e in generale fermentato prima di una cottura a secco.
Oltre all’origine e qualità delle farine, le fermentazioni panarie, non ancora completamente conosciute, contribuiscono molto alle caratteristiche del pane.

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Sourdough, a mysterious sexual deceit
There are basically two kinds of bread fermentation. Brewer’s yeast is connected to the industrialization of bread-making that started at the end of the 18th century and which replaced the much older fermentation using sourdough.

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Evoluzione degli impianti di macellazione del bestiame dall’antichità ai tempi moderni

Paolo Amirante

Nel ciclo integrato a filiera del settore zootecnico esiste uno stretto collegamento fra l’allevamento del bestiame e la produzione della carne. L’allevamento degli animali,  soprattutto degli  ovini e dei caprini,  è molto antica ed  ha probabilmente le sue origini in Mesopotamia, nella cosiddetta mezzaluna fertile, intorno al 10.000 a.C. 

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Evolution of slaughterhouses from antiquity to modern times
In the integrated cycle chain of the animal husbandry sector, there is a close connection between breeding and meat production. 

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