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Notiziario di informazione su agricoltura, ambiente, alimentazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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Gli orti in vaso

Elena Accati

La Fondazione Campagna amica di Coldiretti,insieme a Italia Nostra e Anci ha lanciato a fine 2011 il PROGETTO NAZIONALE ORTI URBANI ‘per sostenere e valorizzare le esperienze di orti gestiti da cittadini presenti sul territorio nazionale’.
Nell’ambito di questa iniziativa è nata anche l’idea di un personal trainer (cioè una sorta di tutor, consulente in grado di accompagnare nelle diverse fasi della coltivazione).
Esiste un interesse sempre maggiore da parte degli italiani dal Nord al Sud del Paese di dedicare parte del proprio tempo libero alla cura dell’orto, sia per raccogliere ortaggi ed erbe aromatiche autentici, sani, sia come misura antistress o anche semplicemente come gratificazione personale, o ancora come metodo per ripristinare un contatto con la natura divenuto sempre più precario per chi vive in città.
In altri momenti di crisi come l’attuale erano sorti i cosiddetti orti di guerra.
Accanto al desiderio di orto c’è tutto un fiorire di siti informatici che raccontano esperienze, forniscono consigli, incitamenti cosi che anche il pollice più nero, invece di infilarsi i guanti da chirurgo della spesa per prendere i pomodori insacchettarli e premere il tasto 31, li raccoglierà sul proprio balcone. Non avrà più scuse!

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Sul batterio agente del cancro del kiwi

Giorgio Balestra

Uno studio sviluppato dal Gruppo di Fitobatteriologica del Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l’Agricoltura, le Foreste, la Natura e l’Energia (DAFNE) dell’Ateneo di Viterbo e coordinato dal Prof. Giorgio M. Balestra e dal Prof. Boris A. Vinatzer della Virginia Tech University (USA), ha svelato l’origine del batterio che dal 2008 sta devastando in Italia, come in Europa, Asia e Nuova Zelanda, le coltivazioni di kiwi.
Lo studio ha previsto il sequenziamento dell’intero DNA di questo batterio da isolati della Cina, Italia e Portogallo; sono inoltre stati analizzati anche isolati batterici ottenuti in Nuova Zelanda, nostro principale competitor nella produzione ed esportazioni dei frutti di kiwi.
Per trovare l’origine della malattia, il team internazionale di ricercatori ha confrontato ed esaminato in dettaglio il DNA per verificare se, da un unico “antenato”, poteva essersi determinata un’evoluzione genetica in grado di permettere a questo patogeno, di causare le infezioni recenti.

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