La crisi del coronavirus sul comparto agricolo-alimentare

Dario Casati 01 aprile 2020

Viviamo giorni cupi, mentre procede inesorabile l’avanzata del coronavirus e il mondo intero sembra fermarsi chiudendosi in se stesso. Un’informazione martellante non giova alla comprensione di un fenomeno primordiale che colpisce una società che si riteneva al riparo da questo genere di eventi. Crescono anche le preoccupazioni per l ’economia che risente di questa colossale frenata. Cifre e previsioni si diffondono e si sovrappongono. Sarà una crisi diversa dall’ultima, in prevalenza finanziaria, mentre questa è reale, cioè nei fatti.
Occorre produrre materie prime agricole, trasformarle, distribuirle, tutte attività che non possono fermarsi. Per la ripartenza dell’economia, cessata l’azione del virus, serve agire sul comparto agricolo-alimentare.
Due questioni importanti per capire: a) quali sono o possono essere le conseguenze della pandemia sul comparto, b) come assicurargli una ripresa rapida, quando l’attenzione generale sarà concentrata sul resto dell’economia e della società e non su chi ci avrà traghettati vivi oltre la crisi.

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Il COVID-19 dimostra la necessità di un nuovo paradigma: la “Green City”

Francesco Ferrini 01 aprile 2020

La pandemia che ci ha travolto ci ha prepotentemente reso più consapevoli che un cambiamento nel nostro modo di vivere è imprescindibile. Le persone stanno diventando sempre più coscienti del fatto che importanti mutamenti sociali, economici e ambientali sono necessari e, per questo, spingono perché vengano attuate azioni al riguardo.
Lo sviluppo degli ultimi decenni ha determinato un’eccessiva pressione ambientale, ma ha anche portato straordinari miglioramenti riguardo all’aspettativa di vita in tutto il mondo e, anche grazie alle tecnologie digitali, l’umanità ha ora a disposizione un’arma in più per poter dare una risposta efficace alle sfide che l’attendono in questo secolo: da un lato l’aumento della produzione di cibo, il fabbisogno di energia e di acqua potabile per tutti e dall’altro la necessità di ridurre gli sprechi e le emissioni lungo tutte le filiere produttive.
Questa trasformazione digitale pilotata dalla tecnologia di internet applicata alle cose di uso quotidiano rappresenterà un cambiamento senza precedenti nella storia dell’umanità, con impatti ancora non completamente conosciuti.
Anche nella città “verde” del futuro, l’uso delle tecnologie digitali, l’Internet of Things (IoT) e l’uso di strumentazioni in grado di fornirci risposte in tempo reale riguardo alle condizioni fisiologiche, sanitarie e strutturali delle piante, saranno un fondamentale strumento gestionale e potranno
aiutare in quelle che saranno le scelte pianificatorie, progettuali e realizzative delle nuove aree verdi. Non c’è dubbio che Il cambiamento e l’innovazione, attraverso il collaudo e l’avanzamento di nuovi modelli, sono stati determinanti nel progresso umano e devono esserlo anche adesso.
La “crescita verde” (e di conseguenza sostenibile) è stata proposta come un modo promettente per affrontare la necessità di trovare un equilibrio e, in questo contesto, è fondamentale pensare a uno sviluppo che non può che essere “olistico”, che includa cioè la sostenibilità ecologica ed economica, l’equa distribuzione e l’uso efficiente ed efficace delle risorse.

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Un’emergenza globale o un’opportunità?

Marcello Pagliai 01 aprile 2020

In questo periodo di grande preoccupazione ricorre sovente e talvolta in toni lugubri, sui social, giornali, radio e tv la domanda su quale sarà il nostro futuro, cosa cambierà, ecc. Purtroppo, questa nuova dolorosa emergenza non cancella, anzi si aggiunge a quelle che già avevamo, come ad esempio, tanto per citarne una che, non solo interagisce fortemente con l’attività agricola ma che, da più parti, si ritiene in qualche modo anche correlata con quello che ci sta succedendo: i cambiamenti climatici.

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“La pandemia riporta al centro gli agricoltori, ma abbiamo sbagliato a dimenticarcene prima”

01 aprile 2020

Pubblichiamo l'intervista di Matteo Bernardelli a Daniela Toccaceli, ricercatrice di Innovazione organizzativa dell’agricoltura e dello sviluppo rurale all’Università di Firenze e direttore del Centro studi sull’organizzazione economica dell’agricoltura dell’Accademia dei Georgofili.

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