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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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Il Peperoncino: non solo moda

Amedeo Alpi

Lo scorso 16 aprile si è svolto a Pisa un incontro sulla pianta del peperoncino, organizzato dalla Sezione Centro-Ovest dell’Accademia dei Georgofili

I botanici e gli esperti di orticoltura sanno da tempo che i frutti delle piante appartenenti alle varie specie di Capsicum, sono piccanti e che la sua variante dolce, cioè il comune peperone, ingrediente fondamentale delle varie "peperonate", ha avuto origine per mutazione genetica in un solo locus (Pun1). Nonostante questa primogenitura il peperoncino è rimasto ortaggio secondario per moltissimo tempo. Era infatti relegato in alcune cucine del meridione, con poche eccezioni nel resto di Italia dove lo "zenzero" veniva usato sporadicamente, magari per insaporire vivande di per sé non entusiasmanti. Evidentemente è avvenuta un'altra "mutazione" di tipo sociologico. Il frutticino, usato quasi in esclusiva, dalla cucina calabrese è divenuto un ingrediente fondamentale di tanti piatti anche firmati da grandi chef che si guardavano bene in passato dal contaminarsi con questo "insaporitore" della gastronomia povera.
Oggi le "cene al peperoncino" sono di gran moda; di questa pianta e soprattutto degli innumerevoli prodotti che si fanno usandone i frutti, parlano e scrivono letterati, giornalisti, scrittori, esperti gastronomi. 

Chili peppers: not just a fashion
Botanists and horticulture experts have long known that the fruits of the plants belonging to the various Capsicum species are hot and that its sweet version, i.e., the common pepper, a fundamental ingredient of the various peperonata recipes, originated through a genetic mutation in only one locus (Pun1). Despite this birthright, chili peppers have been a minor vegetable for a very long time. In fact, they were confined to some southern Italian cuisines. With few exceptions, the use of chili peppers in the rest of Italy was on rare occasions, perhaps to flavor food uninspiring in itself. There must then have been some sort of sociological “mutation”. This small fruit, used almost exclusively in Calabrian cuisine, has become a fundamental ingredient of many dishes, even by famous chefs who in the past were careful not to be contaminated by this lowly gastronomic "flavor enhancer".

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Il Tartufo tra storia e leggenda

Mauro Cresti e Claudio Milanesi

Si è recentemente svolto presso il Centro per la Ricerca per la Selvicoltura (CRA-SEL) di Arezzo, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Siena, il convegno nazionale sul tartufo, dove hanno partecipato molti esperti del settore

L’etimologia della parola tartufo sembra derivi dal latino terrae tufer, escrescenza della terra dove tufer sarebbe usato al posto di tuber, ed è comunque certo che la sua antichissima presenza è legata soprattutto alla cultura dei popoli mediterranei. Le prime notizie certe compaiono nella “Naturalis Historia” dell’erudito latino Plinio il Vecchio (79 d.C.), dove il tuber era molto apprezzato sulla tavola dei romani i quali molto probabilmente lo avevano conosciuto dagli etruschi. Sempre nel primo secolo d.C. il filosofo greco Plutarco di Cheronea (46 d.C.), estese la teoria degli elementi primari sulle origini del tartufo mentre si consolidò l’idea che il tuber si originasse dall’azione combinata di acqua, fuoco e fulmini scagliati da Zeus in prossimità di una quercia. Da qui trasse ispirazione il poeta Giovenale (55-127 d.C.) per asserire che i tuberoriginatisi dai fulmini divini avessero notevoli qualità afrodisiache dovute soprattutto alla prodigiosa attività sessuale di Giove in virtù delle quali il tartufo era dedicato ad Afrodite, dea dell’amore.


Truffles in history and legend
The etymology of the word truffle seems to derive from the Latinterrae tufer, a tuberous excrescence, where tufer is used instead oftuber. Nonetheless, it is certain that its presence is linked primarily to the ancient culture of the Mediterranean civilizations. The earliest mention appeared in “Naturalis Historia” by the Latin scholar Pliny the Elder (79 A.D.), where the tuber was much appreciated by Romans who had probably learned about it from the Etruscans. Again in the first century A.D., the Greek philosopher Plutarch of Cheronea (46 A.D.) extended the theory of primary elements on the origin of truffles while the idea took root that the tuber originated from the combined action of water, fire, and the thunderbolts thrown by Zeus near an oak tree. The poet Juvenal (55-127 A.D.) drew inspiration from this, stating that thetuber, created by divine thunderbolts, had great aphrodisiac qualities due mainly to Jove’s prodigious sexual activity. It is for this reason that truffles were dedicated to Aphrodite, the Goddess of love. 

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Il paesaggio progettato: perché e per chi?

Alessandro Chiusoli

Oggi non esiste convegno o mostra o riunione di progettisti del paesaggio in cui non vengano illustrati o descritti interventi sul territorio  in parchi, giardini, aiuole, terrazzi, fasce boscate, golene, colture permanenti, siepi, etc., interventi progettati ed eseguiti anche molto bene, ma è raro che si spieghi  perché questi progetti vengono fatti 

The designed landscape: why and for whom?
Nowadays there is no conference, exhibition, or meeting of landscape architects at which projects in parks, gardens, flowerbeds, terraces, wooded strips, banks, permanent cultures, hedges, etc. are not shown or described. Even when these are well-designed, well-executed projects, there is rarely an explanation as to why they were carried out 

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L’Accademia dei Georgofili a Expo Milano 2015 e “Fuori Expo”

Giulia Bartalozzi

L’Accademia dei Georgofili partecipa ad Expo Milano 2015 negli spazi della Regione Toscana,  esponendo alcune pubblicazioni ed immagini tratte da volumi antichi su diversi temi quali territorio, tradizione, vite, olivo, ecc. Oltre a questo, ha organizzato sei seminari al “Fuori Expo” della Regione Toscana, che si svolgerà nella bella cornice dei Chiostri dell’Umanitaria, a pochi passi dal Duomo, nel centro storico di Milano (Via Daverio, 7).

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