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Notiziario di informazione su agricoltura, ambiente, alimentazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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Metagenomica: una nuova frontiera anche nello studio del suolo

Marcello Pagliai e Stefano Mocali

Col termine “Metagenomica” s’intende l’analisi diretta del DNA totale estratto da un campione ambientale. Quest’analisi ha lo scopo non solo di definire i genomi di tutti gli abitanti microbici di un certo ambiente ma anche le loro funzioni potenziali. La caratterizzazione e l’analisi dei genomi microbici del suolo è, attualmente, l’approccio scientificamente più avanzato per poterne studiare le funzioni e sfruttarne le potenzialità applicative (fertilità, cicli biogeochimici, biorisanamento, produzione di nuovi antibiotici, ecc.). Finora la metagenomica è stata applicata ad ambienti relativamente semplici o particolarmente specializzati (es. acque di mare, apparato gastro-intestinale umano, ecc.); tuttavia lo sviluppo delle nuove tecnologie di sequenziamento (NGS) rende adesso possibile anche il completo sequenziamento del metagenoma del suolo che, da un punto di vista microbiologico, è certamente l’ambiente più complesso. 
La conoscenza del metagenoma del suolo aprirà la strada alla comprensione del ruolo dei microrganismi nella funzionalità del suolo stesso e nei suoi processi, nella sua fertilità e sostenibilità, permettendo di affrontare in modo scientifico fenomeni come l’impoverimento e l’erosione del suolo che minacciano vaste aree coltivabili del pianeta. E’, infatti, ampiamente riconosciuto che l’intensificarsi dei processi produttivi in agricoltura ha causato una perdita di biodiversità microbica del suolo e che i maggiori processi di degradazione sono riconducibili ad una drastica riduzione di attività biologica. 
Ma per quanto tecnologicamente possibile, il sequenziamento del metagenoma del suolo richiederà comunque uno sforzo scientifico ed economico notevole se si pensa che in un grammo di terreno sono presenti miliardi di microrganismi appartenenti a qualche migliaia di specie diverse.

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Pipistrelli contro Mosca delle olive

Marco Riccucci

Foraggiare negli oliveti implica la possibilità per i pipistrelli di influire (riducendole) sulle popolazioni di Ditteri fitofagi, come la mosca delle olive, Bactrocera oleae (Tephritidae), in buona parte responsabile, insieme ai cambiamenti climatici, del crollo della produzione 2014 dell’olio di oliva in Spagna e in Italia. A conferma di questa ipotesi si è visto che in altre zone i pipistrelli non frequentavano gli oliveti ed una possibile spiegazione potrebbe essere l’uso intensivo di antiparassitari, che avrebbero avuto su di loro un effetto dannoso, dovuto ai Ditteri avvelenati dai trattamenti chimici. Una singola applicazione all’anno di prodotti chimici insetticidi non ha invece influenzato l'attività sugli oliveti tradizionali. L'installazione di bat box negli oliveti potrebbe essere utile a contrastare lo sviluppo di fitofagi dannosi come Bactrocera oleae. In questo modo si attirano in maggior numero i pipistrelli che già cacciano in questi habitat, ed è ragionevole aspettarsi i risultati positivi raggiunti nella lotta a Chilo suppressalis nelle risaie spagnole del delta dell'Ebro. 
Ulteriori indagini potranno approfondire e chiarire meglio questi aspetti, anche attraverso sperimentazioni dedicate.

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Il complesso quadro normativo sulle agroenergie fra vecchie e nuove sfide

Mariarita D’Addezio e Silvia Bolognini

La regolazione delle agroenergie è contrassegnata dalla pluralità, dalla frammentarietà e dalla mutevolezza delle fonti normative multilivello: internazionali, europee e nazionali.

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Testimonianze dell’agricoltura romana del I secolo: i materiali carbonizzati dall’eruzione di Pompei

Massimo Ricciardi

Durante gli scavi delle città sepolte dall’eruzione vesuviana del 79 d. C., nel sito identificato come l’antica Oplonti, è stata dissepolta una considerevole quantità di resti carbonizzati di piante in eccellente stato di conservazione. È  quindi stato possibile, per la prima volta analizzare un consistente campione di piante non coltivate che crescevano nell’ambiente in epoca romana.

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