Segnali incoraggianti per l’agricoltura

Marcello Pagliai 08 luglio 2020

Sicuramente la pandemia tuttora in atto ci riserva, oltre ovviamente ai drammatici effetti sulla salute umana, un futuro incerto e sicuramente difficile. A questo, purtroppo, non sfugge il settore agricolo che già aveva notevoli difficoltà anche prima della pandemia; non c’è dubbio però che le sfide del futuro per l’agricoltura debbano passare attraverso le innovazioni e la protezione del suolo.
Dopo vari gridi di allarme, la divulgazione di dati che quantificano il suo stato di degrado, di dissesto, di impermeabilizzazione (consumo di suolo) e soprattutto i vari eventi catastrofici degli ultimi anni, si è preso coscienza dell’importanza di questa risorsa e del fatto che il 95% del cibo proviene proprio dal suolo. A questa presa di coscienza devono seguire azioni concrete e programmi di tutela del territorio. Intanto gli agricoltori, pur fra mille difficoltà, stanno facendo la loro parte; infatti, visitando le campagne delle zone agricole per eccellenza si cominciano a vedere, ad esempio, colture di mais con impianti di irrigazioni a goccia automatizzati con centraline elettroniche. Con questo sistema si risparmia fino al 75-80% di acqua rispetto alla tradizionale irrigazione per aspersione con irrigatori a lunga gittata ed inoltre si evita l’azione battente delle gocce sul terreno che causano la rottura degli aggregati superficiali, specialmente nelle prime fasi della coltura quando la superficie del suolo non è interamente coperta dalla vegetazione, con conseguente formazione di croste che riducono l’infiltrazione dell’acqua e, quindi, la sua parziale perdita per ruscellamento superficiale. Con l’irrigazione a goccia, non solo l’acqua non viene minimamente sprecata, ma il miglioramento delle qualità fisiche del suolo e della sua porosità, non alterata dalla formazione delle croste, porta ad un sensibile aumento delle produzioni di mais.
Altro esempio virtuoso rilevabile nelle zone vocate alla viticoltura, anche del centro e sud Italia, è la tangibile diffusione dell’inerbimento coadiuvato, anche qui, da impianti di irrigazione a goccia. È noto che la pratica dell’inerbimento, specialmente nei terreni declivi, riduce fortemente l’erosione del suolo prevenendo così una delle cause più importanti della sua degradazione. Inoltre, attenua considerevolmente l’effetto compattante del passaggio delle macchine agricole per la gestione del vigneto (trattamenti fitosanitari, raccolta, ecc.), contribuendo, anche in questo caso, a prevenire la degradazione del suolo. L’uso dell’irrigazione a goccia è fondamentale per compensare la competizione idrica delle essenze erbose con la vite, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici in atto in cui l’acqua da risorsa può diventare calamità quando è troppa (violenti nubifragi) o troppo poca (lunghi periodi di siccità).

Vai all'articolo


Riduzione delle polveri sottili: l’importanza della scelta delle specie e di un’accurata analisi del sito di impianto

Francesco Ferrini 08 luglio 2020

Vista l'eco che ha suscitato una mia affermazione, riportata qualche mese fa dalla stampa (e che mi ha fatto guadagnare molte offese personali e professionali), riguardo alla riduzione dell'inquinamento da parte delle piante in riferimento alla struttura di una strada, penso sia opportuno chiarire alcuni aspetti, fermo restando che ciò che ho affermato corrisponde al vero ed è basato su una consistente letteratura scientifica internazionale e che la mia affermazione, preceduta da un “probabilmente”, si riferiva a un solo parametro considerato, cioè le polveri sottili.
La gran parte delle ricerche pubblicate su riviste internazionali e anche dal gruppo di ricerca che coordino, hanno mostrato la generale efficacia di alberi e arbusti nel ridurre la concentrazione di inquinanti, sia riguardo ai metalli pesanti sia, soprattutto, alle polveri sottili. Su questo non ci sono dubbi, ma non è possibile generalizzare. La ricerca ci dice anche cose diverse delle quali dobbiamo tenere conto nelle scelte per il verde nella città del futuro.
È infatti da precisare che, riguardo alle polveri sottili, il processo di deposizione differisce sostanzialmente in funzione delle diverse dimensioni delle particelle e delle interazioni di queste con i vari elementi della vegetazione e con la struttura del costruito. Ciò richiede studi combinati sulle diverse dimensioni delle particelle, sulle diverse specie di piante e in ambienti che differiscano per caratteristiche intrinseche: es. strade aperte verso i cosiddetti “canyon urbani”.

Vai all'articolo


Vai al notiziario


vieni a trovarci su facebook vieni a trovarci su twitter

Il blog dei Georgofili per i giovani

Prossimi eventi

Non ci sono eventi in programma nei prossimi giorni

Vedi tutti gli eventi


Ragù, parola di un’antica preparazione

Giovanni Ballarini 08 luglio 2020

Tutti sanno, o almeno credono di sapere che cosa è il ragù, in modo particolare quello della propria terra o paese e soprattutto della mamma. Come oggi dicono i dizionari – ma dobbiamo fidarci? - ragù è un termine utilizzato per indicare un trito grossolano cotto per molte ore a fuoco basso, composto di numerosi ingredienti che variano a seconda delle regioni. Spesso a base di carne, ma in cucina vi sono anche ragù di pesce: di spigola, di cernia, o altri pesci, e ora, in un clima vegetariano, anche di tofu.

Vai all'articolo


INCREASE - Collezioni intelligenti delle risorse genetiche di legumi alimentari per sistemi agroalimentari europei

08 luglio 2020

Si è svolto lo scorso 4 giugno il web meeting di avvio del nuovo progetto di ricerca europeo INCREASE, che vede alla guida l’Università Politecnica delle Marche, come capofila, e altri 27 partner internazionali di 14 paesi diversi. Con un budget di 7 milioni di euro, finanziati dal programma di ricerca e innovazione dell'Unione Europea Horizon 2020, in un periodo di 5 anni, il consorzio di INCREASE lavorerà per analizzare le risorse genetiche e mettere punto strumenti e metodi di conservazione efficienti ed efficaci per la gestione, caratterizzazione e valorizzazione della biodiversità agricola in quattro importanti legumi alimentari tradizionali europei (cece, fagiolo, lenticchia e lupino).
La conservazione e la valorizzazione delle risorse genetiche dei legumi alimentari e il loro utilizzo nell'agricoltura europea costituiscono un elemento chiave sia per lo sviluppo di una agricoltura sostenibile che per la promozione di una alimentazione più sana.

Vai all'articolo