Notiziario di informazione su agricoltura, ambiente, alimentazione a cura dell'Accademia dei Georgofili
in primo piano
Francesco Ferrini
Emerge chiaramente l’enorme divario che separa l’Italia dagli altri
paesi cosiddetti “sviluppati”, e le nostre città dalle città straniere
(soprattutto inglesi, francesi, tedesche e scandinave), nelle quali è
evidente come lo sforzo delle società coscienti dei problemi del nostro
tempo sia tutto teso a rendere sempre migliore la vita urbana,
reintroducendo quel contatto con la natura che le sconvolgenti
trasformazioni cui esse sono state sottoposte da oltre un secolo
rischiavano di eliminare. Tali esempi, così come alcuni di recente
realizzazione in Cina e Malesia, dovrebbero essere assunti a modello di
quella che dovrà essere la città del futuro: sostenibile, intelligente,
inclusiva, categorie ispirate alle linee guida proposte dal documento
europeo Europa 2020.
Nelle città del futuro, il verde pubblico dovrà assumere aspetti e
funzioni sempre più precisi e differenziati, dovrà essere organizzato in
un vero e proprio “sistema” continuo: dal verde sotto casa per i più
piccoli, al parco-giochi a distanza pedonale, dal verde di quartiere con
impianti sportivi elementari al verde di settore urbano con
attrezzature più complesse e specializzate, fino alla grandiosa area
naturale al servizio dell’intera città e del territorio circostante. A
ciò va aggiunta la funzione che il verde avrà nella gestione dei
cambiamenti climatici attraverso la mitigazione degli estremi climatici e
la gestione delle acque meteoriche.
in primo piano
Luciano Boanini
Con la conversione in Legge del D.L. n. 201/2011 meglio noto come
“decreto salva Italia” e con le prime circolari del 2012 dell’Agenzia
del Territorio si comincia a delineare la riforma del sistema catastale.
In questo primo intervento parleremo delle modifiche che
intervengono nel catasto terreni lasciando poi ad un secondo intervento
le modifiche al catasto fabbricati.
Nel catasto terreni a meno di una ordinaria autonoma suscettibilità
reddituale, non ci sarà più spazio per i fabbricati diversi dai
seguenti:
1. manufatti con superficie coperta inferiore a 8 m2;
2. serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale;
3.
vasche per l'acquacoltura concimaie, pozzi e simili, di altezza utile
inferiore a 1,80 m, purché di volumetria inferiore a 150 m3;o di
accumulo per l'irrigazione dei terreni;
4. manufatti isolati privi di copertura;
5. tettoie, porcili, pollai, casotti,
6. manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo.
Quindi
entro il 30.11.2012 si dovrà procedere all’inventariazione di tutti gli
altri fabbricati rurali ancora iscritti nel catasto terreni.
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