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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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06 settembre 2010

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OGM: ignoranza e pregiudizio

di Alessandro Bozzini

Ormai da molti anni, importanti organizzazioni scientifiche usano le nuove tecnologie della transgenesi e numerosi Paesi ne impiegano i prodotti ottenuti. In Italia è stata impedita la ricerca sull’uso di questa tecnologia ma ne importiamo i prodotti, soprattutto mais e soia OGM, usati come mangimi per oltre la metà della nostra produzione di carne, uova, latte e derivati. Sono convinto che in buona parte alla base dell’atteggiamento ostile nei confronti degli OGM ci sia l’ignoranza ed il pregiudizio. Dato il rifiuto ad accettare l’uso di questa tecnologia da parte di alcuni rappresentanti della politica, dei sindacati e di un vasto pubblico disinformato, finora ai nostri esperti di “miglioramento genetico” è stato impedito di usarla.
L’ignoranza è il peggior nemico dell’uomo. A questa si aggiunge il pregiudizio ideologico: cioè il rifiuto immotivato di considerare oggettivamente i risultati ottenuti dalla scienza e dalla esperienza già maturata.
Nell’Unione Sovietica, per decenni, si negarono le basi della genetica e del miglioramento genetico moderno, sostenendo che era l’ambiente a modificare i caratteri ereditari.   Oggi tutti ci ridono su, russi compresi!
Occorre avere ancora pazienza. L’ha avuta a malincuore anche Galileo, quando sosteneva che era la Terra a girare intorno al Sole e non viceversa!
A proposito, questo è l’orientamento del Ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan: “Sugli OGM bisogna far ricerca e dalla ricerca proseguire la sperimentazione...bloccare tutto prima che si sia in grado di avere gli elementi per prendere una decisione mi pare oscurantista. Non escludo che alla fine si possa anche decidere di non partire in Italia con gli OGM. Quello che non è accettabile è che non si studi la questione, perché questo richiama il tempo delle streghe.”

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Commenti

Paolo Mazzer - inserito il 18/02/2013

Le sarei grato se può contattarmi. Saluti cordiali

Alessandro Bozzini - inserito il 09/12/2010

Caro Signor Melis La ringrazio dei suoi commenti che evidentemente sono un sintomo del suo interesse per questo argomento. Perciò sono lieto di poter discutere con lei non certo su basi filosofiche, ma con una particolare attenzione alla sostanza del problema. Non so se Lei è un esperto di biologia e di agricoltura e quindi non è facile trovare il livello della discussione. E’ chiaro che non mi metterei a discutere del Corano con un cattolico, né con un islamico di buddismo. Vorrei però precisare che tutte le piante e gli animali domesticati non sono certo simili ai progenitori selvatici, in quanto sono stati selezionati dall’uomo, attraverso i millenni od i secoli di coltivazione, per una moltitudine di caratteri che fanno comodo all’uomo e non alla specie originaria. Si arriva ad assurdi biologici, come all’uva od alla banana od all’arancia ecc. senza semi, al mais che se non venisse seminato dall’uomo, in pochi anni scomparirebbe dalla faccia della terra in quanto nessuna delle 200-300 plantule che si sviluppano da una pannocchia arriva a maturità, per la mutua competizione (cosa ben nota agli esperti). Né esisterebbero in natura le centinaia di razze e selezioni di cani (tutti organismi geneticamente modificati dall’uomo, partendo dal lupo!) ecc. Il fatto che tutti gli esseri viventi oggi esistenti usino lo stesso meccanismo (il DNA) per trasferire le informazioni genetiche dimostra in modo inconfutabile l’origine monofiletica della vita esistente su questa terra e quindi certamente la parentela più o meno lontana nel tempo di tutti gli esseri qui viventi. Certo noi abbiamo OGGI una singola fotografia di una pellicola cinematografica durata milioni di anni. Pensi ai dinosauri! Se oggi ormai quasi 7 miliardi di umani possono, più o meno bene, vivere su questo pianeta è certo dovuto al fatto che alcuni forzati geniali dei nostri antenati hanno capito che per poter vivere di più e meglio dovevano avere una sicurezza alimentare che doveva derivare da un uso più sicuro delle risorse biologiche presenti. Si sono così, nei secoli, sviluppati i pastori e gli agricoltori, che hanno SELEZIONATO piante ed animali che potevano garantire appunto una maggiore sicurezza alimentare, scegliendo man mano gli individui che presentavano caratteristiche utili all’UOMO. Qualche migliaio di anni fa si è cominciato ad usare la moltiplicazione vegetativa nelle piante perenni. Solo 100 anni fa si è incominciato ad usare l’incrocio, dopo che Mendel aveva capito come si trasmettevano i caratteri negli esseri viventi. Oggi è stato possibile sviluppare le tecniche di INNESTO genico, una volta che si è scoperto il DNA, la sua struttura e le sue funzioni. Sono quindi tutte tecnologie che si sono sviluppate man mano che si approfondiva la nostra conoscenza sulla vita e che quindi sono state usate, ove opportuno. Quindi gli organismi domesticati, tutti geneticamente modificati dall’uomo (OGM: termine aulico, ma applicabile oggi appunto a TUTTI gli organismi addomesticati dall’uomo) sono divenuti la base per il nostro cibo e sviluppo. Che poi alcune realizzazioni sviluppate dall’uomo siano sbagliate e/o pericolose è constatazione di tutti i giorni.! Sta però di fatto che da una quindicina di anni, parecchi miliardi di umani si sono nutriti di prodotti OGM. In Italia oltre il 70% della carne, del latte e delle uova che noi mangiamo tutti i giorni sono prodotti con mangimi ottenuti da mais e soia transgenici. Si immagini che cosa sarebbe successo se ci fossero stati gravi inconvenienti sulla nostra salute! Anche molti dei medicamenti oggi usati da milioni di persone sono prodotti transgenici: basta citare l’insulina per i diabetici, che viene oggi prodotta da colture di BATTERI in cui è stato innestato il gene UMANO per appunto la produzione di insulina! Che poi in alcuni prodotti, come nel pomodoro da Lei citato, per rimediare ad alcuni difetti siano stati realizzati altri inconvenienti è cosa normalissima. E’ difficile essere perfetti! Negli anni ’70 ho sviluppato varietà di frumento duro che per 25 anni hanno permesso quasi il raddoppio della granella usata per fare la pasta mangiata da tutti gli italiani. Oggi sono parzialmente superate dalle nuove varietà. Che in tutti i campi ci sia una influenza spesso nefasta di interessi particolari non è certo una novità. Va contrastata, ma spesso non è facile, specie oggi con una propaganda ossessiva e prepotente e con la perdita di importanti valori morali. Quanto alla scomparsa di alcune varietà, una volta utilizzate, rientra nell’evoluzione: Lei va ancora a …cavallo ? Le faccio i migliori auguri di Natale Alessandro Bozzini

Alessandro Melis - inserito il 01/12/2010

Gentile prof. Alessandro Bozzini, dalla lettura dell'articolo sopra riportato, ho l'impressione che Lei parta da critiche generiche alla ricerca scentifica saltando poi a conclusioni ancora più generiche sulla bontà dell'utilizzo generalizzato delle tecniche ogm in agricoltura e in particolare nella produzione alimentare. Certamente l'ignoranza può essere il peggior nemico dell'uomo, ancor più se utilizzata inconsapevolmente da ricercatori e o specialisti delle diverse discipline. La cosa che viene contestata molto spesso alla ricerca scientifica del XXI secolo é che si lascia guidare troppo dalla tecnica e dalle industrie che in alcuni casi e malauguratamente, hanno bisogno di commercializzare prodotti non sufficentemente testati, e mi lasci immaginare che a volte il semplice ispessiomento della pelle di un pomodoro o la modifica di qualunque carattere genetico specifico, se chiude sul momento la strada a uno specifico parassita (che rivolgerà la sua attenzione altrove in processi non protetti), non risolve ne la complessità del problemea sistemico, ne quello del suo gusto e della sua digeribilità, spostando e a volte complicando le problematiche. Terrei in questo caso l'attenzione sulla correlazione tra manipolazione genetica, la scomparsa di molte varietà dalla nostra dieta a favore delle monoculture, e le diverse malattie dell'apparato gastrointestinale e digestivo dei viventi in questo e nel secolo appena trascorso. Quindi, se anche fosse vero, lascerei finalmente ridere i Russi e non ricorrerei così a luoghi comuni troppo facili da utilizzare, per guardare davvero senza pregiudizi, come dovrebbe esser proprio di uno scienziato che non trascura mai niente, nemmeno il più piccolo indizio generato dal processo evolutivo della storia dell'uomo anche della sua produzione scientifica, su questo piccolo e prezioso pianeta...altrimenti come tsnti stolti e ignoranti rischieremo di andar dietro al dito anzichè alla luna. Cordiali saluti Alessandro Melis

Alessandro Bozzini - inserito il 13/09/2010

Risposta al commento della nota su OGM Sono lieto di avere la possibilità di chiarimenti riguardo il grano duro Creso e la celiachia. Vorrei innanzitutto precisare che il Creso fu da me ottenuto con lo scopo di diminuire la taglia del duro, evitando il grave inconveniente dell’allettamento della coltura. A tal fine fu utilizzato come uno dei due genitori un mutante selezionato dopo trattamento di semi della varietà Senatore Cappelli (non ottenuto in Puglia, ma a Rieti da Strampelli) con raggi X (e non gamma o da reattore nucleare!). Differiva dal Cappelli solo per essere di taglia più bassa di 10-12 cm (su circa cm 130 del Cappelli). Quanti di noi sono stati trattati con raggi X senza diventare radioattivi o comunque pericolosi per gli altri? L’altro genitore deriva da semi F2 ( a me spediti dal Premio Nobel Borlaug, che avevo conosciuto in Minnesota) derivati da un incrocio effettuato al CIMMYT, in Messico (per trasferire la bassa taglia dal tenero Norin 10 al frumento duro) tra appunto Il Norin 10 ed un duro messicano (Yactana) e successivamente reincrociato, sempre dal CIMMYT, al Cappelli. Quindi nella genealogia del Creso c’è una preponderante componente della varietà Cappelli, del resto genitore di numerose varietà di duro in Italia e nel mondo. Quanto alla celiachia (che anch’io ho studiato fin dagli anni ’70 con i Prof. Pocchiari e Silano dell’Istituto Superiore di Sanità) dimostrammo, con l’analisi di tutte le specie, sottospecie e varietà botaniche (diploidi, tetraploidi ed esaploidi) del genere Triticum, la presenza delle specifiche proteine che inducono la celiachia nelle persone affette da tale disfunzione metabolica. Infatti occorre precisare che la celiachia causa la distruzione dei villi intestinali dell’organismo umano e si manifesta solo in alcune persone quando ingeriscono alcuni tipi di proteine presenti nel grano e non è quindi corrispondente, ad esempio, all’azione di un parassita che attacca e danneggia un organismo ospite! Insieme a tutti i frumenti, le proteine che inducono celiachia sono presenti anche nei prodotti derivati da orzo, segale, triticale ed avena, mentre il consumo di prodotti derivati da riso, mais, sorgo, varie specie di migli, grano saraceno, manioca (per citare i più utilizzati per la nutrizione umana) non inducono celiachia. Quanto alla frequenza dei casi di celiachia nel tempo, occorre notare che il numero delle persone analizzate 30-40 anni fa era trascurabile, mentre oggi è praticamente una analisi di routine. Allora anche le metodologie analitiche erano agli albori, come pure la diffusione della conoscenza di tale anomalia nel mondo medico. Inoltre, solo successivamente si è scoperto che la celiachia poteva manifestarsi anche molti anni dopo lo svezzamento, fino a tarda età! Per quanto riguarda l’influenza del grano Creso sul supposto incremento attuale della celiachia, è noto che per la produzione di pasta si utilizzano sempre miscele di varie varietà di duro. Da oltre 10 anni il Creso si è attestato, per la sua produzione, solo intorno al 5% della superficie coltivata in Italia. Inoltre, occorre precisare che mediamente noi importiamo oltre il 30% del duro usato per la pasta. Quindi, anche dal punto di vista quantitativo, la sua supposta colpevolezza (dimostrata del resto assolutamente errata) sarebbe trascurabile! Prodotti alimentari derivati da frumenti, orzo, avena, segale sono migliaia di anni che vengono usati come cibo da miliardi di umani: possibile che il Creso sia stato così…. potente da indurre celiachia in frequenza così alta in pochi anni !! Quanto ai “prodotti naturali” mangiati da Galileo occorre anche considerare che, a quei tempi, l’attesa di vita media era di 35-40 anni (ancor oggi presente in alcuni tra i più poveri Paesi africani) di fronte agli 80 di oggi in Italia, certamente correlati con la disponibilità attuale di farmaci, ma certamente anche correlata con la disponibilità e qualità del cibo attuale! Da uno studio effettuato in Germania risulta che, nel 1850, ben 4 agricoltori producevano cibo per sé stessi e per 1 non agricoltore: oggi 1 agricoltore produce cibo per sé e per altri 100 non agricoltori, che evidentemente, grazie a lui, possono svolgere tutte le altre attività, incluse alcune ingenerose critiche sulla attuale produzione alimentare! Prof. Alessandro Bozzini Roma, 12/09/2010

alberto carcagnì - inserito il 09/09/2010

Egregio professor Bozzini, ammiro la sua decisa e coraggiosa posizione a vantaggio dell'ogm che è spesso additato come la causa dell'incremento di alcune patologie, in particolare delle allergie. Desidererei, in quest'ottica, che commentasse la notizia che vede il grano Creso, ottenuto da una mutazione di laboratorio, creata 30 anni addietro, responsabile della crescita, in modo esponenziale, dei casi di celiachia ed allergie alimentari. I dati confermano che 30 anni fa, prima della commercializzazione di tale grano i casi di celiachia erano 1 su 1000, oggi sono 1 su 70 e sicuramente in peggioramento. Anche i casi di allergie alimentari, che hanno come risvolto l’asma o dermatiti difficilmente guaribili, stanno aumentando rapidamente. Ricordo che il grano Creso, ad oggi presente in ogni tipo di pane, pasta, dolci, pizze, certi salumi, capsule per i farmaci, ecc., fu ottenuto da una mutazione genetica con esposizione di raggi gamma (utilizzando le radiazioni di un reattore nucleare) del grano Cappelli originario della Puglia. A prescindere da questi casi eclatanti, la stessa EFSA, lasciando un margine di incertezza, afferma che in genere gli OGM possono avere influssi negativi sulla salute. Allo stato attuale dunque, la sola probabilità che il prodotto ogm sia dannoso dovrebbe indurre qualsiasi consumatore di buon senso a puntare sui prodotti naturali che, quando sono davvero tali, hanno sempre garantito la salute dei consumatori! I prodotti naturali non son gli stessi che hanno nutrito il genio di Galileo, citato nel suo articolo!? Ciò non dimeno, il giorno in cui la EFSA, valutando i risultati ottenuti in laboratorio si esprima favorevolmente all'ogm, nessun vieta di pensare che la realizzazione per il mercato, ovvero la speculazione, distribuisca un prodotto di qualità inferiore a rischio di esser nocivo (le stesse ditte farmaceutiche non sono nuove a tali situazioni), profittando del fatto che gli effetti negativi potrebbero esser riscontrati dopo decenni e difficilmente riconducibili ad una particolare casa. (come fare a capire quale delle migliaia di zucchine ingerite ha causato danni all'organismo?) Probabilemnte tra i NO ogm vi sono molti interessi legati ai proventi delle tradizionli colture ma, nessun vieta di pensare che tra i SI vi siano altrettanti interessi economici di ricercatori privi di scrupoli etici, unicamente bramosi di ingenti finanziamenti.

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