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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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15 giugno 2011

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L’agricoltura italiana invecchia

A.A.A. giovani agricoltori cercasi. E’ l’amara conclusione a cui è giunta la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) constatando che l’agricoltura italiana è tra le più vecchie d’Europa. Nel 2010 per ogni imprenditore agricolo “under 35” ce n’erano15 con più di 65 anni di età. Nel 2005 erano solo 11. Il fatto è che la burocrazia, la mancanza di agevolazioni per l’acquisto della terra e per il subentro in azienda, il credito oneroso non favoriscono certo il ricambio generazionale. E il risultato è che ad oggi, nel comparto agricolo, ci sono soltanto il 3,4 per cento di giovani conduttori sotto i 35 anni e meno del 7 per cento sotto i 40. Eppure in Italia sono proprio i più giovani a “fare” l’agricoltura più innovativa. Diversificazione produttiva e originalità nella conduzione aziendale sono le priorità delle realtà agricole condotte dagli under 40.Tra le misure auspicabili (evidenziate anche dal progetto “Agricoltura futuro giovane” dell’Agia, Associazione giovani imprenditori agricoli della Cia) ci sono: i sostegni finanziari al primo insediamento ; la realizzazione diffusa di uno “sportello giovane”; percentuali di finanziamento più elevate sui vari bandi e sul Psr per i giovani imprenditori agricoli; la riduzione dell’alto costo di avviamento; agevolazioni fiscali sulle assunzioni di personale e per i giovani imprenditori post-insediamento; l’incentivazione alla nascita di forme di collaborazione tra giovani o a maggioranza di giovani imprese (società miste); facilitazioni per l’accesso al credito. Sul fronte della pubblica amministrazione, il “fascicolo aziendale” come banca dati per tutte le richieste e per le prestazioni pubbliche all’impresa stessa. Ma
soprattutto semplificazione burocratica.

da Agricultura.it, 10 giugno 2011 inter_colonna1
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Commenti

Paola Ruffoli - inserito il 15/06/2011

Ho presentato 3 richieste per il premio giovani primo insediamento: una bocciata per mancanza di fondi, 2 respinte per mancanza di un requisito facilmente ottenibile se il presonale CIA che ha seguito la pratica avesse ben compreso il bando. I pochi giovani che subentrano in agricoltura sono in larga maggioranza figli di chi già possiede un'azienda agricola e la lascia loro, altrimenti è impossibile entrare tanto la soglia di ingresso è alta. Ora cerco di prendere un terreno in affitto di un imprenditore vicino all'età pensionabile e, sempre la CIA, non sa dirmi se esistono fac simili di contratti di locazione ne canoni di riferimento. Nessuna agenzia immobiliare specifica per agricoltura e agricoltori, ne' studi di commercialisti dedicati. Non parlatemi dei caf di Ass.ni di riferimento: Coldiretti ha sbagliato a copiare l'F24 cartaceo che un mio datore di lavoro ha portato loro e ha perso diversi soldi oltre ad avere vari accertamenti dall'agenzia delle entrate per una situazione che oramai non si piò più rettificare. Potrei continuare ancora ma è meglio fermarsi quì. Questo è lo Stato dell'agricoltura in Italia e di chi ci lavora facendo e mantenendo bello un Paese i cui frutti li godono politici e amministratori pubblici che sotto al sole ci stanno solo durante le vacanze al mare. Un esempio su tutti: molti comuni della zona di produzione del Chianti non hanno assessori con delega all'agricoltura.....

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