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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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25 ottobre 2017

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Brevi notizie sulla Xylella fastidiosa

Da Agrapress n.6517, del 19 ottobre 2017. Il comitato fitosanitario permanente dell'Unione Europea ha approvato la modifica delle misure comunitarie di emergenza per la gestione delle aree contaminate dalla Xylella fastidiosa, informando che le nuove disposizioni introdotte tengono conto delle richieste avanzate dall'Italia e prevedono: la possibilità di reimpianto delle specie ospiti nella zona infetta, ad esclusione degli ultimi 20 km più a nord; la possibilità di non abbattere le piante monumentali risultate non contaminate, che si trovano nei 100 metri da una pianta infetta, a patto che venga protetta dal vettore e ispezionata periodicamente. 


Da Agrapress n. 6518 del 19 ottobre 2017. Il Comitato fitosanitario permanente dell'UE ha abrogato ufficialmente l'articolo 5 della UE 2015/789 che sinora aveva vietato l'impianto di ulivi nelle zone infette del Salento. Il voto di oggi prevede anche la deroga all'abbattimento, se debitamente isolate per evitare la contaminazione, delle piante monumentali sane di particolare interesse storico, precedentemente censite e che si trovano nel raggio di 100 m da quelle infette.


Da Agrapress n. 6519 del 19 ottobre 2017. Sono state approvate due proposte avanzate dalla Regione Puglia in questi anni di negoziato con Bruxelles. La prima interessa l'importante distretto vivaistico salentino e concerne la deroga al trattamento con termoterapia delle barbatelle di Negroamaro, Primitivo e Cabernet sauvignon. La seconda, riconosce il valore degli ulivi secolari e monumentali i quali, se non infetti, non saranno abbattuti, anche nel caso ricadessero nel raggio di 100 metri attorno ad una pianta infetta per essere, invece, isolati con reti e protetti dal contagio esterno attraverso pratiche agronomico-colturali. 


Da Agrapress n. 6523 del 19 ottobre 2017. La CIA resta in attesa di poter valutare il contenuto del testo per quanto riguarda i controlli sui vivai e la loro portata. Inoltre bisogna ancora garantire adeguati indennizzi ad agricoltori e vivaisti per i danni subiti e il duplicarsi degli adempimenti burocratici e amministrativi.
 

Da Agrapress n. 6524 del 19 ottobre 2017. Coopagri sottolinea che le aziende olivicole salentine, da tempo, aspettavano questa opzione. Troppo ne è trascorso per un risultato concreto con l'abbattimento delle piante monumentali non contaminate. Secondo le disposizioni della Comunità, avrebbero dovute essere sradicate e reimpiantate con altre cultivar dimostratesi indenni. L’unica fonte di reddito degli olivicoltori locali, in questa fase diventa fondamentale per consentire una puntuale programmazione aziendale che potrebbe portare a reimpianti.


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