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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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20 settembre 2017

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Pianta un albero, combatti il diabete

di Francesco Ferrini

Diversi autori hanno evidenziato che la prossimità ad aree verdi è spesso associata a livelli più bassi di diabete e a una generale riduzione della morbilità e della mortalità cardiovascolari, dell'obesità e a miglioramenti nella gestazione delle donne. I meccanismi che portano a questi benefici per la salute includono il rilassamento psicologico e la riduzione dello stress, l'aumentata attività fisica, la riduzione dell'esposizione agli inquinanti atmosferici, la riduzione del rumore e della temperatura.
Pur essendo le relazioni fra la presenza di aree verdi e la salute ampiamente riconosciute molti dei meccanismi dietro tali legami non sono ancora pienamente compresi o mancano di prove scientifiche rigorose. Nel XXI secolo, le nuove tecniche di ricerca offrono nuove opportunità per studiare i meccanismi relazionali tra spazio verde e salute con una crescente sofisticazione e possono contribuire a dare forza di prova scientifica alle informazioni da trasmettere sia a coloro che sovrintendono le politiche pianificatorie, sia ai cittadini.
Molte delle malattie tipiche della nostra era sono legate a fattori di stress cronico e a stili di vita errati, come l'insufficiente attività fisica. Gli spazi verdi urbani, nell'ambito di un contesto ambientale più ampio, hanno il potenziale per aiutare ad affrontare i problemi "a monte", in modo preventivo – con un approccio più efficiente rispetto a quello che affronta le conseguenze "a valle" della malattia.
Il miglioramento dell'accesso agli spazi verdi nelle città è incluso anche nell'obiettivo 11.7 dello United Nations Sustainable Development Goal, che mira a conseguire quanto segue: "entro il 2030, fornire accesso universale a spazi verdi e pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per donne, bambini, anziani e disabili.
Il piano d'azione dell'OMS per l'attuazione della strategia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie non comunicabili (Non Communicable Disease – NCD, cioè le malattie cardiovascolari, il diabete, i tumori e le malattie respiratorie croniche) riporta che esse sono responsabili di circa 35 milioni di morti all’anno nel mondo e l’80% di questi decessi avviene nei Paesi in via di sviluppo economico, o basso sviluppo economico.
Un altro rapporto dell'OMS sulla pianificazione urbana, l'ambiente e la salute pubblicato nel 2010 afferma che gli spazi verdi possono influenzare positivamente l'attività fisica, il benessere sociale e psicologico, migliorare la qualità dell'aria e ridurre l'esposizione al rumore. Nello stesso rapporto sono stati valutati gli effetti degli spazi verdi sull'attività fisica e sul loro potenziale per ridurre le disuguaglianze sanitarie pubbliche.
Esso afferma che "... l'accesso a spazi pubblici aperti e aree verdi con opportune strutture ricreative per tutte le età è necessario per sostenere la ricreazione attiva", ma riconosce che potrebbero essere necessari interventi multidisciplinari e intersettoriali per supportare i gruppi svantaggiati nei quali i livelli di attività fisica sono più bassi (OMS, 2013).
Recenti studi hanno dimostrato i molti vantaggi determinati dalla presenza di aree verdi, attraverso diversi meccanismi e con impatti potenzialmente differenziati in varie popolazioni.
Perciò, dato il potenziale degli spazi verdi urbani di agire come “ambienti” per la promozione della salute, è necessario sintetizzare le prove esistenti identificando, ove possibile, i meccanismi che contribuiscono agli effetti sia negativi che positivi sulla salute. In particolare, in questo articolo, vengono prese in esame le relazioni fra la presenza di aree verdi e la frequenza del diabete di tipo 2, che è di gran lunga la forma di diabete più frequente e interessa circa il 90% dei casi.
È ben noto che il diabete mellito di tipo 2 è tipico dell’età matura. 
La vita sedentaria, lo stress e alcune malattie ricadono nell’elenco dei fattori ambientali scatenanti. Esse impongono al pancreas un lavoro aggiuntivo poiché aumentano il fabbisogno di glucosio e quindi di insulina. Qualora il pancreas fosse indebolito da una predisposizione ereditaria al diabete, queste cause accelerano l’insorgenza del disturbo. 
Questo tipo di diabete è detto non insulino-dipendente perché l’iniezione di insulina esterna, a differenza del diabete di tipo 1, non è di vitale importanza. Può essere prevenuto da stili di vita che migliorano l'attività fisica e riducono l'obesità. Pertanto, è plausibile che l'accesso agli spazi verdi possa prevenire o ridurre il diabete promuovendo stili di vita più attivi. Studi osservazionali trasversali condotti nei Paesi Bassi, in Australia e nel Regno Unito hanno dimostrato significative associazioni tra vicinanza delle aree verdi e la riduzione della probabilità di avere diabete mellito di tipo 2. Uno studio in Germania ha dimostrato un'associazione inversa tra il verde (misurato da NDVI, Normalized Difference Vegetation Index che è un semplice indicatore grafico che può essere utilizzato per analizzare le misurazioni ottenute dal telerilevamento, tipicamente ma non necessariamente da un apposito satellite, e valutare se la zona osservata contiene della vegetazione viva) e la resistenza all'insulina negli adolescenti concludendo che questo apparente effetto protettivo è dovuto alla riduzione dell'esposizione agli inquinanti atmosferici correlati al traffico determinata dalla presenza della vegetazione.

Da: Aboutplants.eu, 12/9/2017


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