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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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13 aprile 2011

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Xavier Kurten, paesaggista dei giardini sabaudi

di Elena Accati

Xavier Kurten, paesaggista prussiano, giunse in Italia nel 1815 portando alla corte dei Savoia e dei loro ministri il gusto del nuovo giardino all’inglese: i suoi numerosi interventi divennero esibizioni, nella loro bellezza, della libertà della natura. Chiamato presumibilmente dal Conte Carlo Emanuele Alfieri di Sostegno per occuparsi del parco annesso al Castello di San Martino Alfieri, fu per venticinque anni al servizio diretto o indiretto dei Savoia o dei Savoia-Carignano . Fu, tra l’altro, ispettore di Villa della Regina, del Giardino Reale di Torino , progettò il Parco del Castello di Govone , fu direttore del Reale Parco di Racconigi, carica che rivestirà fino alla morte, avvenuta nel 1840. Si occupò pure del parco del castello di Pollenzo e della sistemazione del Parco del Castello di Agliè.
La riscoperta della natura nei giardini del Kurten avvenne all’insegna dell’esotismo: il giardino divenne l’evocazione di luoghi lontani, moltiplicando gli orizzonti e le immagini del mondo. La componente arborea e arbustiva, che costituì un elemento caratterizzante i parchi del Kurten, venne inserita in maniera equilibrata nel contesto architettonico, divenendone una parte fondamentale che contribuì a rendere vari gli aspetti cromatici e strutturali.
Frequentemente si ammirano nei suoi parchi specie come Magnolia grandiflora, Liriodendron tulipifera, conifere come Taxodium distichum, Sequoia sempervirens, Sequoiadendron giganteum, molte palme, nonché camelie e alcune specie curiose per l’epoca come Gingko biloba e Sophora japonica, per fare soltanto alcuni esempi. Nella sua veste di architetto della natura, Kurten intese migliorare, nobilitare, accentuare, operare, correggere il contesto in cui operava, tenendo però sempre in grande considerazione le qualità immanenti del paesaggio: parco e paesaggio dovevano concrescere l’uno nell’altro.
Nella sua progettazione fu sempre presente il desiderio di suscitare incanto e meraviglia, fiducia e amore nella natura .Quindi non ha solo modificato il modo di configurare i giardini, bensì ha proposto una nuova maniera di vedere l’uomo, i suoi sentimenti, le sue speranze.
Poiché l’attività di un tale protagonista dell’arte dei giardini europei era praticamente sconosciuta, è sta curata una monografia dal titolo ’Xavier Kurten - Vita e opere di un paesaggista in Piemonte’ ad opera della sottoscritta, di Agnese Fornaris e di Federica Larcher, edita da Celid - Torino.

(FOTO: la copertina del volume citato)

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