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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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16 febbraio 2011

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L'Europa , la patata e gli OGM

di Amedeo Alpi

Credo che sia utile riferirsi alle  novità che nel 2010, in questo settore , si sono verificate nell'Unione Europea.
Dopo un periodo lunghissimo ( la prima coltivazione commerciale di piante GM si è fatta nel 1996) trascorso tra divieti e timidi passi avanti subito rientrati, l'Unione europea ha elaborato una complessa  normativa che consente la coltivazione di queste piante solo a condizione che sia rispettata una griglia di vincoli molto rigidi che spesso scoraggiano l'eventuale agricoltore desideroso di misurarsi con i prodotti di questa nuova (ormai non più così nuova) tecnologia. Sappiamo comunque che le direttive europee devono essere recepite dai paesi membri prima di poter essere operative nei vari territori; inoltre nei vari paesi, come in Italia, le diverse Regioni devono elaborare dei "piani di coesistenza" che possono consentire la coltivazione di queste piante, cosiddette biotecnologiche, senza interferire con le coltivazioni tradizionali o biologiche o comunque allevate secondo principi agronomici ritenuti non compatibili con le tecniche biotech. Mentre questo lungo processo era ancora in atto è arrivata la notizia, per l'esattezza il 2 Marzo u.s., che la Commissione europea aveva concesso il permesso per la coltivazione di una patata ottenuta dalla Bayer e capace di produrre un amido particolare. La patata, chiamata Amflora, genera un tubero , quello che normalmente usiamo per la nostra alimentazione, che contiene solo la frazione amilopectica dell'amido, mentre è priva di amilosio, l'altra componente dell'amido. Questo risultato è stato ottenuto "spegnendo" il gene responsabile per la sintesi di amilosio; il tubero così ottenuto è suscettibile di molteplici usi industriali. La Germania ha già coltivato questa patata su alcuni ettari raccogliendo i tuberi all'inizio dell'autunno alla presenza del ministro dell'economia. Nel congestionato dibattito che è seguito non si è pensato neppure per un attimo che quel permesso a coltivare un OGM veniva dopo 12 anni di moratoria sulla coltivazione di OGM in Europa.   Una nota associazione ambientalista parlava in quei giorni di "follia" e di decisione "assurda" al punto da "condannare l'agricoltura Made in Italy e di mettere a rischio la salute dei cittadini".   Questi atteggiamenti tendono a negare ogni spazio di dialogo e sono coerenti solo con un risultato: eliminare dall'Italia, e possibilmente dall'Europa,  ogni prodotto di una tecnologia ideologicamente
ripudiata e che invece può essere utilizzata vantaggiosamente per l'agricoltura e quindi per la società.  

(foto: archivio dei Georgofili)

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vas fvg alto livenza ass naz protezione ambientale - inserito il 20/02/2011

ETICA ED ETICHETTA ! Dichiarazione di Simona Capogna, Vicepresidente VAS Le etichette dovranno, finalmente, contenere informazioni inerenti l’origine dei prodotti agroalimentari e dovranno specificare se sono stati utilizzati Ogm nei mangimi. Lo ha sancito il 18 febbraio la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati con l’approvazione del DDL Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari. Una decisione che stabilisce, nella materia della produzione agroalimentare, il rispetto di un principio etico fondamentale: quello della trasparenza. Finora, infatti, è stato possibile indicare come Made in Italy anche i prodotti che venivano semplicemente assemblati in Italia (lavorati, confezionati, ecc), mentre la materia prima derivava quasi del tutto dall’estero. Le uniche eccezioni riguardavano: carne bovina, le uova, il latte fresco, la frutta e la verdura, il pesce e il miele. La trasparenza è importante perché permette al consumatore di scegliere in base alle proprie preferenze e tutela i produttori sostenibili (agricoltori e artigiani, soprattutto) da una concorrenza sleale. VAS che da venti anni combatte per la sovranità alimentare dei popoli e per la diffusione dell’agricoltura ecologica esprime, quindi, un giudizio molto positivo rispetto al DDL, ma vuole anche ricordare che bisogna procedere con coerenza nella materia agroalimentare. Segnala, quindi, i danni derivanti dalla recente abrogazione della legge 283 del 1962 che puniva le adulterazioni alimentari. Sicuramente è stata una svista del Ministero di Calderoli, ma tale errore sta bloccando le inchieste Nel festeggiare, quindi, il connubio di etica ed etichetta , cogliamo l’occasione per segnalare l’errore che potrebbe far cadere nel dimenticatoio le responsabilità di casi molto gravi, come è stato quello della mozzarella blu . Ricordiamo, inoltre, che VAS organizzerà la VI edizione della GIORNATA NAZIONALE MANGIASANO (21 maggio 2011) proprio sul tema delle etichette trasparenti (informazioni su www.VasFvgAltoLivenza.it).

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