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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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22 giugno 2016

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La ricerca sperimenta la cisgenesi

Ogm sì o no? Per il momneto il dibattito è sospeso. La nuova frontiera della ricerca italiana in campo agrario è la cisgenesi. Un incrocio di ultima generazione tra specie vegetali che mima in laboratorio ciò che accade in natura. Per farla semplice: un'ibridazione 2.0.
“Il concetto fondamentale è che il trasferimento di DNA avviene tra due piante della stessa specie o tra specie sessualmente compatibili. In pratica rendiamo più veloci e molto più mirate le tradizionali tecniche di innesto che i contadini usano da millenni”, spiega Alessandra Gentile, docente di arboricoltura all'Università di Catania e Commissario CREA, il centro di ricerca in agricoltura del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali che coordina la sperimentazione nel settore.
“la cisgenesi” continua la ricercatrice “ha il vantaggio di trasferire solo i caratteri genetici desiderati, utili ad aumentare la resistenza delle piante ai patogeni o ad arricchire le specie di sostanze nutritive. E' vero che si tratta di una manipolazione genetica, ma è molto più rispettosa della natura rispetto agli Ogm, in cui il trasferimento genico può avvenire tra specie assai distanti tra loro, ad esempio da animali o batteri o virus e piante coltivate”-
Se le piante diventano più resistenti alle malattie servono meno trattamenti chimici. Sotto questo aspetto la cisgenesi sposa la filosofia del biologico, che ripudia l'uso dei pesticidi di sintesi. Ma per l'Europa questa nuova tecnica rientra tra quelle transgeniche e quindi il dibattito è acceso.


da: Il Venerdì di Repubblica, 17/06/2016



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