Un volume per Zeffiro Ciuffoletti

  • 07 March 2018
“La storia secondo passione. Pagine per Zeffiro Ciuffoletti” è un volume collettaneo di scritti offerto a Zeffiro Ciuffoletti (georgofilo e professore ordinario di storia contemporanea nell’Università di Firenze, prossimo al congedo) da allievi, colleghi, amici, studiosi, provenienti da università italiane e straniere.  La presentazione del volume si terrà alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (Sala Galileo), venerdì 9 marzo 2018 alle ore 16.30.

Dalle origini agli sviluppi, all’eredità del Risorgimento; dai diversi momenti e aspetti del Novecento italiano alla riflessione storiografica intorno ai grandi nodi interpretativi della contemporaneità; dai fili che legano storia locale, nazionale e internazionale, al rapporto fra agricoltura, scienza e territorio. Come sfondo, il confronto fra approcci diversi di storia politica, sociale e culturale. Non uno solo, quindi, ma più temi – sviluppati alla luce di molteplici sensibilità e linee metodologiche – compongono questa raccolta di saggi che seguono i diversi interessi di ricerca di Zeffiro Ciuffoletti, il quale, da sempre animato da un sentimento speciale, la passione per la Storia, ama spaziare nel passato per osservarne i fenomeni, seguirli, analizzarli e collocarli in una dimensione di ampio respiro. Quella di Ciuffoletti è una passione indirizzata alla “Storia tutta”, come egli stesso asserisce ogni qualvolta è chiamato a descrivere l’oggetto del proprio mestiere. Un mestiere interpretato con dedizione da “storico eclettico” poiché, come si legge nella Presentazione del curatore del volume, Simone Visciola, egli è «aperto, allergico alle mode del momento e mai a proprio agio di fronte a letture della Storia recluse negli angusti perimetri dell’iperspecialismo […]». Questa passione «accompagnata da doti non comuni di umanità e simpatia verso i giovani e verso i colleghi, ha permesso a Zeffiro Ciuffoletti di creare nel tempo, dentro e fuori dai circuiti accademici, una comunità virtuosa di persone che gli sono legatissime e che condividono con lui anche l’amore per tutto ciò che è vivo, vibrante, dinamico, profondo e – come a lui piace “pancrazianamente” dire – misurato e bello … tutto ciò che, in fondo, è umanamente libero».

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