Il futuro appartiene alla idee innovative: la biomimetica ce lo insegna

di Giulia Bartalozzi
Liberiamoci dal pregiudizio che le piante siano esseri inanimati, incapaci di sentire e di agire con una loro intelligenza. Osserviamole attentamente, come da anni stanno facendo i  ricercatori del LINV (laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale) guidati dal prof. Stefano Mancuso e scopriremo che il mondo vegetale ha tanto da insegnarci. Dall’analisi del comportamento dei vegetali è infatti possibile trarre ispirazione per innovazioni tecnologiche utili all’Uomo. A realizzare materialmente queste invenzioni poi ci pensa il Centro di MicroBioRobotica dell’IIT, Istituto Italiano di Tecnologia, la cui coordinatrice Barbara Mazzolai è stata, assieme a Stefano Mancuso, l’ideatrice del workshop internazionale che si è svolto il 24 ottobre 2011 presso l’Accademia dei Georgofili.
Hanno partecipato esperti provenienti da tutta l’Europa (UK, Olanda, Germania, Spagna e, ovviamente, Italia), a spiegare per esempio come l’ESA abbia utilizzato i movimenti dei semi che cadono dalle piante per progettare il volo di certe navicelle spaziali, come si stia cercando di imitare i movimenti di alcune velocissime piante carnivore per nuovi sistemi di attuazione, come nel mondo vegetale esistano dei materiali così resistenti  che possiamo utilizzare nella costruzione di oggetti utili all’uomo.
Le piante sono come esseri umani “rovesciati”: la parte che “pensa” e che si nutre è collocata in basso. Secondo le scoperte del prof. Mancuso, gli apici radicali riescono a dialogare tra loro attraverso impulsi elettrici e modificano il loro comportamento adattandosi a quello che percepiscono intorno a loro. Dall’imitazione di tutto questo è nato il plantoide, il primo robot ispirato al mondo vegetale, che aiuterà l’Uomo nelle indagini del suolo, utilizzando dei veri e propri apici radicali meccanici, progettati nel Centro di Ricerca dell’IIT.

(FOTO: un plantoide)