La comunicazione è indispensabile per la sicurezza alimentare

Sintesi di una giornata di studio ai Georgofili sulla “food safety”

di Giulia Bartalozzi
Nel corso di una giornata di studio, organizzata il 4 ottobre 2011 dall’Accademia dei Georgofili, su “Tracciabilità ed etichettatura degli alimenti. Partecipazione e sicurezza” , in cui sono intervenuti Franco Sotte , Sebastiano Rizzioli , Paolo Borghi , Ferdinando Albisinni e Luigi Costato, si è analizzato il quadro normativo europeo e nazionale in tema di sicurezza alimentare, proponendo possibili nuovi modelli di comunicazione e informazione dei consumatori.
Il 1996, con l’esplodere anche mediatico della crisi determinata dalla epidemia di BSE (la mucca pazza), ha visto una crescita esponenziale di interesse delle Istituzioni verso i temi della food safety. Ne è seguita una cospicua produzione legislativa con la creazione di nuove Autorità, l’introduzione di nuovi statuti giuridici, il riconoscimento di penetranti competenze, il superamento della perimetrazione fra interventi di mercato riservati alla Comunità Europea e politiche di controllo dell’igiene e della sicurezza alimentare, tradizionalmente assegnate ai singoli stati membri. Tra le novità normative, contenute nel reg. 178/2002, assume particolare rilievo per l’originalità della formulazione e dell’impianto, quella contenuta nell’articolo 14.3, secondo cui: “… per determinare se un alimento sia a rischio occorre prendere in considerazione … le informazioni messe a disposizione del consumatore, comprese quelle riportate sull’etichetta e altre generalmente accessibili al consumatore sul modo di evitare gli specifici effetti nocivi per la salute …”.
Si è così riconosciuto che la food safety non è soltanto requisito materiale del prodotto e delle tecniche produttive, ma si colloca dinamicamente all’interno di un flusso nel quale la comunicazione gioca un ruolo centrale, oltre che ai fini di tutela dell’interesse economico del consumatore, anche per la tutela della sua salute.
In questo quadro si collocano anche le numerose (ma fin qui largamente inefficaci) iniziative legislative italiane per l’istituzione di un generalizzato obbligo di indicazione dell’origine della materia prima agricola nell’etichettatura degli alimenti.
Molto interessante nel corso della giornata di studio è stata poi la descrizione, fatta da un relatore, del nuovo regolamento in materia che sarà pubblicato il prossimo novembre.