L’origine dei prodotti alimentari nelle loro etichette

Il Presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, evidenzia la necessità di combattere le contraffazioni nel commercio di prodotti alimentari. Segnala che “due bottiglie su 3 di olio extravergine contengono olio di oliva straniero”. Confida quindi nella “collaborazione tra pubblico e privato per combattere queste contraffazioni in un settore che è oggi in sensibile crisi, dopo il crollo della produzione italiana che si è più che dimezzata, riducendosi a circa 200 milioni di chili, a fronte di un import che nel 2016 è stato di ben 530 milioni di chili”.
Apprezza l’avvio della “procedura formale di notifica dei decreti per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione dell’origine (luogo di coltivazione, di lavorazione e di confezionamento) della materia prima per riso e grano/pasta”.
Ritiene che “finalmente sarà possibile smascherare l’inganno di un pacco di pasta su 3, fatto con un grano straniero, senza indicazione di origine. Come pure per un pacco di riso su 4, dopo il boom delle importazioni da Paesi Asiatici che hanno aumentato le proprie esportazioni”. Esprime quindi soddisfazione “per l’introduzione dell’obbligo di indicare chiaramente l’origine della materia prima, così da conoscere un elemento determinante della qualità e consentire ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionali e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy”. Conclude facendo rilevare che “in un momento difficile per l’economia, il mercato necessita della massima trasparenza con l’obbligo quindi di indicare in etichetta l’origine di tutti i prodotti alimentari utilizzati”. “La concorrenza sleale dei prodotti stranieri, spacciati per italiani, sta provocando una crisi senza precedenti nella nostra agricoltura”. 


Da: Agrapress, n. 2981, 2982 e 2990 – 8/5/2017