Australia e Nuova Zelanda hanno adottato per la prima volta un quadro tecnico condiviso per la valutazione economica degli asset forestali. Il nuovo Australia & New Zealand Forest Valuation Standard, presentato il 20 marzo 2026 da Forestry Australia e dal New Zealand Institute of Forestry, riunisce in un unico documento gli standard precedentemente applicati nei due Paesi.
Il risultato arriva al termine di quasi un decennio di collaborazione e di confronto con professionisti forestali, ricercatori, operatori del settore e soggetti impegnati nella valutazione degli investimenti. Il documento è destinato a valutatori, gestori e proprietari forestali, investitori e organizzazioni chiamate a rappresentare nei bilanci il valore delle risorse forestali.
Lo standard è applicabile sia alle piantagioni sia alle foreste di origine naturale e stabilisce criteri comuni per descrivere i soprassuoli, dichiarare le informazioni utilizzate, scegliere i metodi di valutazione e rendere trasparenti elementi quali prezzi, tassi di attualizzazione, incertezza delle stime e variazioni di valore nel tempo. La struttura mantiene una sufficiente flessibilità per tenere conto delle differenze normative, fiscali e operative esistenti tra Australia e Nuova Zelanda.
L’elemento più interessante riguarda però l’evoluzione futura della valutazione forestale. I due istituti riconoscono infatti che i mercati del carbonio, il capitale naturale e gli obblighi di rendicontazione connessi alla sostenibilità e al clima stiano progressivamente ampliando il perimetro tradizionale delle stime, storicamente concentrate sui terreni, sul legname e sui ricavi attesi dalla gestione.
Il nuovo standard rimane principalmente un riferimento per le valutazioni forestali convenzionali, ma crea una base comune sulla quale sviluppare criteri più solidi anche per i valori non legnosi. Contestualmente Forestry Australia ha pubblicato, in forma di bozza sottoposta a consultazione, uno specifico standard australiano per la valutazione del carbonio, destinato ad affiancare quello già disponibile in Nuova Zelanda.
L’iniziativa assume rilievo anche oltre i confini dei due Paesi. Australia e Nuova Zelanda possiedono infatti settori forestali caratterizzati da importanti investimenti nelle piantagioni e da una significativa presenza di capitali istituzionali. L’adozione di regole comuni, verificabili e aggiornabili può quindi aumentare la confrontabilità delle valutazioni e la fiducia di proprietari, gestori e investitori.
Il valore di una foresta tende così a essere letto non più soltanto attraverso la quantità di legname producibile, ma nel quadro più ampio dei benefici economici, ambientali e climatici che da essa possono essere generati. Una trasformazione che avvicina ulteriormente la gestione forestale ai linguaggi della finanza climatica, della rendicontazione di sostenibilità e della contabilità del capitale naturale.
Per approfondire:
https://www.forestry.org.au/australia-and-new-zealand-launch-landmark-forest-valuation-standard/