Il latte, un alimento spesso demonizzato … a proposito o a sproposito?

di Mauro Antongiovanni
  • 22 July 2026

Mi è capitato di sentire dei medici affermare che il consumo di latte vaccino è una pratica alimentare estremamente dannosa per la nostra salute. E mi sono chiesto: ma, se la natura fornisce il latte come primo alimento per i neonati delle specie dei mammiferi, come à possibile che sia dannoso? E sono andato a leggermi un po’ di letteratura scientifica al riguardo.
Esiste una copiosissima letteratura sulle qualità dietetiche del latte bovino. Ma un articolo in particolare ha attirato la mia attenzione: l’articolo divulgativo di Roberto Gava, “Valori nutrizionali e potenziali danni del latte di mucca” (Alimentazione, 12 gennaio 2021).
Il Dr. Gava scrive nell’introduzione del suo articolo: “purtroppo oggi da un punto di vista tossicologico bere il latte vaccino non è consigliabile, anzi, è una delle più diffuse cause di patologia”. E spiega: “il latte vaccino che acquistiamo contiene varie sostanze chimiche liposolubili che lo rendono acido favorendo l’impoverimento delle nostre ossa di calcio”. E ancora: “un prolungato eccesso di latte vaccino e di zuccheri semplici sono la prima causa di infiammazione intestinale per l’alterazione della flora batterica del nostro apparato digerente”. E più avanti: “il consumo delle proteine del latte induce iperinsulinemia postprandiale che, aumentando il fattore di crescita insulinosimile (IGF-1) contribuisce alla patogenesi di dislipidemie quali l’acne, il diabete di tipo 1 e 2, le tiroiditi, l’obesità, le malattie neurodegenerative e le patologie allergiche. Proprio per l’aumento del IGF-1, “chi consuma molto latte per molti anni ha maggiori probabilità di ammalarsi di tumore della mammella, del colon e della prostata”.
Ma il latte non è l’alimento naturale delle prime fasi di vita dei mammiferi, noi compresi? Com’è possibile che sia così nocivo per la salute?
Il latte può vantare una nobile e lunga storia, come ci informa il dotto articolo del prof. Giovanni Ballarini (Ruminantia, 1° dicembre 2025) ricordandoci che i primi antenati dei bovini risalgono al Miocene inferiore, circa venti milioni di anni fa. Il latte, dunque, viene usato da qualche anno e solo ora ci accorgiamo che è “assolutamente dannoso”?
Vediamo meglio la composizione del latte vaccino, sempre secondo le indicazioni del Dr. Gava, prima di farci un’opinione.
La prima componente è la frazione proteica. Le proteine del latte sono fondamentalmente tre: la caseina (78%), la lattoalbumina (20%) e la lattoglobulina (2%). La caseina è una fosfoproteina, ovvero fornisce fosforo che, insieme al calcio, anch’esso contenuto nel latte, nella giusta proporzione fra loro, sono fondamentali per la formazione e il mantenimento di ossa e denti. Quindi, non sembra male.
I carboidrati del latte sono rappresentati quasi esclusivamente dal lattosio, un disaccaride formato da glucosio e galattosio, purtroppo di difficile digestione per alcuni. Ma per tutti gli altri può andare bene.
I lipidi del latte sono rappresentati da colesterolo, trigliceridi, fosfolipidi, lecitine. Ricordiamoci che il colesterolo presente negli alimenti contribuisce alla colesterolemia cattiva solo per il 20%. Un discorso a parte meritano gli acidi grassi dei trigliceridi. Il latte di vacca contiene più fi 400 acidi grassi peculiari del latte: fra questi i saturi a corta catena butirrico (C4:0) e caproico (C6:0). Sono dei veri e propri segnali biologici che presiedono al mantenimento in salute della mucosa intestinale, responsabile dell’assorbimento dei nutrienti a qualsiasi età. Essi giocano, quindi, un ruolo che va oltre la semplice fornitura di energia. Di nuovo, non male.
Nel latte sono presenti vari enzimi che contribuiscono alla digestione: le amilasi per la digestione degli amidi, le proteasi per la digestione delle proteine, le lipasi per la digestione dei grassi. La lactenina è un antibatterico naturale che controlla lo sviluppo dei germi contenuti nel latte.