Daniele ci ha lasciato: i dipendenti e collaboratori dell'Accademia lo ricordano

  • 01 July 2026

Tracciare un ricordo di Daniele Vergari non è sicuramente un compito facile!
È entrato in punta di piedi in Accademia con una prestazione occasionale per il riordino e la ricatalogazione del materiale librario del Fondo REDA. All'epoca, l’Accademia necessitava di una figura con elevata e comprovata esperienza nelle procedure biblioteconomiche e bibliografiche, unita a una specifica preparazione in campo agricolo: Daniele si rivelò la persona perfetta per tale incarico. Era il 7 ottobre 1996 e, da quel giorno, in un modo o nell’altro non è più uscito dalle mura della nostra sede.
A quella prima esperienza seguirono altri contratti di collaborazione non solo con i Georgofili, ma anche con l’Università di Firenze. Il suo percorso professionale è stato ricco e variegato: prima di approdare come dipendente al Consorzio di Bonifica nel 2005, ha lavorato per il CNR-IBIMET e per la Fondazione per l’artigianato artistico di Firenze, acquisendo competenze preziose e uniche, per poi collaborare anche con la CIA fino al 2023. Proprio grazie a un protocollo di intesa con il Consorzio di Bonifica, Daniele fu in seguito distaccato per alcuni giorni alla settimana presso la nostra Accademia. Lo scopo era approfondire le conoscenze legate al rapporto fra agricoltura e attività di bonifica, anche attraverso un attento riordino degli archivi storici.
Spirito sagace, di cultura sconfinata, era sempre pronto alla battuta: ironico e affettuosamente dolce, persino nei momenti di confronto o nei battibecchi. Infinite sono state le attività di ricerca che ha condotto alla Biblioteca Nazionale, alla Specola, a Botanica e in innumerevoli altri archivi; così come indimenticabili restano le sue originali ricerche storico-cimiteriali – i necrotour, come amava chiamarli ironicamente lui stesso – alla scoperta delle lapidi di personaggi storici.
Il suo percorso come accademico lo ha visto entrare come Aggregato nel 2012, passare a Corrispondente nel 2019, fino a diventare orgogliosamente Ordinario nel 2024. È stato un accademico appassionato, sempre presente e disponibile; uno studioso autenticamente curioso e instancabile, da sempre animato da un profondo interesse per la figura del Landeschi, per la dinastia dei Targioni Tozzetti e per la storia napoleonica.
Tra le sue tante iniziative, ricordiamo con affetto le prime esperienze curatoriali (realizzate tutte insieme a Davide Fiorino) con la mostra sulle Esposizioni universali del 2015 e quella sui Ritratti dei Georgofili. Ricordiamo poi le mostre virtuali, ideate e realizzate per evadere dalla clausura delle restrizioni Covid-19, le attività di ricerca e scrittura per i fascicoli Giunti/UniCoop, gli articoli per la collana a scopo benefico dell’associazione “Noi per Voi”, la mostra fotografica Mondi Dimenticati (nata dalla partecipazione alla mostra pisana L’occhio della scienza) e, infine, la mostra Bosco Albero Uomo, curata con ammirevole dedizione per quanto fosse già duramente colpito dalla malattia.
Sarebbero troppe le sue opere da ricordare come autore e studioso, ma almeno due riteniamo opportuno e doveroso citare: la prima è il volume vincitore del Premio Antico Fattore nell’edizione 2009, sul quale si era rimesso a lavorare per un aggiornamento scientifico: Piero Antonio Micheli, Istoria delle Viti, che si coltivano in Toscana (trascrizione di un manoscritto conservato in Biblioteca Nazionale, con note curate insieme a Roberto Scalacci).
L'altra, fatica più recente, è la trascrizione e la pubblicazione di un ulteriore manoscritto: Agricoltura pratica, tratta dall’esperienze nel giro d’anni LX di Giuseppe del Moro (uno degli Accademici Aggregati dei primissimi anni della nostra Istituzione). Di quest'opera ricordiamo con piacere anche l’articolo-recensione curato dal Vicepresidente Amedeo Alpi, uscito su Georgofili Info nel gennaio 2022 ("Daniele Vergari e le origini dell'agricoltura scientifica").
Erano davvero tante le passioni e le curiosità che lo contraddistinguevano ma è impossibile elencarle tutte ed è anche superfluo ricordare quale amico incredibilmente speciale era per tutti noi. Non vogliamo rischiare di far sembrare questo nostro ricordo un'elegia artefatta o, peggio ancora, un ritratto agiografico.
Vogliamo semplicemente dirgli Grazie: Daniele ha dato tanto a noi e all’Accademia, e ci auguriamo, nel nostro piccolo, di esser riusciti a restituirgli almeno una parte di ciò che ci ha donato!

I suoi Amici dell’Accademia dei Georgofili