La castagna di Acerno: eccellenza del territorio che guarda al futuro

di Gaetano Locci
  • 20 May 2026

Ad Acerno si è tenuto il convegno “La castagna di Acerno: evidenze scientifiche per una nuova identità bioterritoriale”, promosso dalla Fondazione Donato Matassino, dedicato alla valorizzazione della castagna come risorsa strategica per il territorio.
A coordinare i lavori il professor Luigi Frusciante, in un confronto tra istituzioni, ricerca e impresa. Tra gli interventi, quello del professor Donato Matassino sul valore identitario della castagna, del sindaco di Acerno, della professoressa Anna Maria D’Ursi dell’Università di Salerno sulle proprietà bioattive del prodotto e del professor Carlo Ranaudo sulle ricadute economiche e sociali della ricerca.
Le dottoresse Carmen Marino ed Enza Napolitano della start-up Met4Health hanno illustrato i risultati ottenuti attraverso il modello SMART, applicato alla ricerca e allo sviluppo di nuove opportunità di mercato.
Il progetto “Castagna di Acerno” punta alla valorizzazione sostenibile di ogni componente del frutto:
la polpa per applicazioni nutraceutiche e cosmeceutiche, grazie anche all’alto contenuto di GABA;
il riccio per utilizzi nell’economia circolare e nella cosmetica;
la buccia come risorsa per ridurre gli scarti;
l’acqua di cottura come possibile ingrediente nel settore nutraceutico.
Il convegno, tenuto nel bel convento secentesco di S Antonio e riunendo circa cento persone, ha delineato una visione integrata e lungimirante: la castagna non più solo prodotto agricolo e di consumo, bensì come “bene territoriale complesso” frutto dell’interazione tra capitale naturale, umano e culturale, integrati in un ecosistema innovativo capace di generare valore economico, ambientale e sociale.