L’agricoltura 4.0 mira a coniugare sostenibilità e competitività delle aziende agricole. La sua attuazione richiede, tra l’altro, investimenti in macchine evolute, in sensori di precisione, in software avanzati, anche creati dall’intelligenza artificiale. Per contro, il parco macchine agricole nel nostro Paese è ampiamente obsoleto senza i necessari requisiti di sicurezza; ne consegue un numero elevato di infortuni e di incidenti mortali (mediamente 120 incidenti mortali all’anno).
Nel 2025 l’immatricolazione dei trattori, pur con una crescita del 13,7% rispetto all’anno precedente, è stata pari a 17.600 macchine, riportandosi ai livelli del 2023, con un mercato dell’usato di 60.000 trattori usati e non sempre dotati delle necessarie condizioni di sicurezza per l’operatore e per l’ambiente. Stesso andamento si è registrato nei dati di mercato sull’agricoltura 4.0, fornito dall’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano. Anche in questa ricerca nel 2025 il mercato italiano dell’agricoltura 4.0 ha raggiunto il valore 2.500 milioni di euro, in aumento del 9% rispetto all’anno precedente, riallineandosi al livello del 2023. Aumento di mercato che però ha sostanzialmente riguardato solo le aziende che già adottavano tecnologie smart. Ne deriva che la superficie agricola coltivata con tecnologie digitali cresce molto lentamente ed è solo il 10% del totale. Troppo poco perché si possa parlare di agricoltura 4.0 su scala nazionale.
Sia il dato delle immatricolazioni, sia quello di mercato delle tecnologie smart, evidenziano l’importanza degli incentivi per il rinnovo del parco macchine. La conferma viene dalla ricerca del Politecnico di Milano da cui risulta che solo il 21% delle aziende è disposto all’acquisto in assenza di agevolazioni.
L’accordo del 9 dicembre 2025 tra Masaf, Ismea, Inail e Crea, va quindi visto positivamente, in quanto comporta un incremento degli investimenti già in atto, sia per il bando Isi Inail 2025 per l’acquisto di macchine e attrezzature con elevati standard di sicurezza, sia del Fondo Innovazione Ismea, per quanto attiene il settore agromeccanico. Di questo si è parlato nel Convegno “Rinnovo del parco macchine agricole, Innovazione e Rinnovo”, che si è tenuto il 17 aprile scorso presso l’Accademia dei Georgofili.
Da parte dei rappresentanti dell’Inail Toscana (R. Ruggieri, S. Piccione, S. Tortoli, D. Gilioni) sono stati ben illustrati caratteristiche e modalità di accesso al bando Isi Inail 2025, in vigore nel 2026, con particolare riferimento all’Asse 5 che riguarda l’agricoltura. Il finanziamento a fondo perduto è pari al 65% della richiesta e all’80% per chi ha meno di 40 anni. L’importo massimo è 130.000 euro e riguarda l’acquisto di nuovi macchinari e di attrezzature innovative. È stato spiegato che la valutazione è basata sul punteggio attribuito ai requisiti (emissioni, vibrazioni, efficienza, ecc,) che deve avere la macchina in questione (il punteggio minimo è 130). Il punteggio viene attribuito automaticamente dal Sistema Informatico dell’Inail. L’interessato può chiedere preventivamente la valutazione gratuita all’Inail, che fornisce anche suggerimenti per aumentare il punteggio. Naturalmente occorre anche presentare una precisa documentazione: iscrizione alla Camera di Commercio, DURC, ecc. Può essere richiesto il finanziamento per: 1 trattore, o 1 trattore più una macchina accoppiata, o 2 attrezzi. Sul sito dell’Inail è possibile prendere visione di brevi video illustrativi di aiuto alla presentazione della domanda, che può essere fatta solo online. Il bando Isi Inail si ripete ogni anno ed è indubbiamente uno strumento utile, se adeguatamente finanziato, al rinnovo del parco macchine.
Il tema della ricerca ai fini della sicurezza è stato illustrato da Massimo Cecchini che ha presentato i progetti seguiti dall’Università della Tuscia, soffermandosi in particolare sul progetto compact tractor 4.0. Si tratta di una ricerca per la realizzazione di un trattore ibrido ribassato per ridurre il rischio di ribaltamento, specie in frutteti e vigneti. Marco Vieri, parlando di formazione si è soffermato, anche con l’ausilio di un video, sul campo di addestramento alla guida del trattore realizzato dalla Regione Toscana ed ha sottolineato l’importanza di una formazione qualificata.
Il rappresentante di Federunacoma (G. Rossi) ha presentato l’evoluzione della meccanizzazione e ha sottolineato come la politica agricola ha perseguito nel corso degli anni il miglioramento della qualità di vita degli agricoltori. La transizione digitale sta però rapidamente trasformando il mondo agricolo e richiede un investimento nella formazione, specie delle giovani generazioni, che non sempre è stato colto.
Il nuovo bando Ismea recentemente pubblicato dà attuazione all’accordo tra i quattro Enti e rappresenta il primo finanziamento specifico (10 milioni di euro) dedicato alla revisione dei macchinari in circolazione. Per questo assume una importanza strategica, anche se la misura potrà interessare un numero ridotto di macchine, 5.000 o poco più. Gianni Di Nardo (Federacma) ha fatto la storia del quadro normativo sulla revisione del parco macchine: molte norme rimaste lettera morta. Con riferimento all’automotive ha proposto un piano quinquennale (2027-2031), finanziato con 350 milioni di euro (70 mln/anno), destinato alla rottamazione delle macchine obsolete (funzionale anche alla revisione), accompagnato da un credito d’imposta per chi dismette una macchina senza effettuare un nuovo acquisto.
Sulla base di quanto emerso è stato proposto, attraverso il coinvolgimento degli Enti presenti, delle Organizzazione di categoria e dei contoterzisti e di altri stakeholder, la formulazione di un documento comune a favore della revisione e del rinnovo del parco macchine agricole.