Per valorizzare il patrimonio ambientale, storico e culturale della foresta di Vallombrosa e promuovere un turismo sostenibile insieme all’educazione storico-ambientale, sono stati recentemente inaugurati i “Cammini del Silvomuseo di Vallombrosa”: tre percorsi ad anello che offrono a visitatori di tutte le età un’esperienza immersiva tra le maestose abetine storiche della Foresta.
I Cammini del Silvomuseo sono il risultato di un progetto realizzato dall’Accademia Italiana di Scienze Forestali, con il cofinanziamento della Fondazione CR Firenze e con la collaborazione, in qualità di partner sostenitori, del Raggruppamento Carabinieri Biodiversità di Vallombrosa, dell’Associazione Vallombrosa la Foresta di Firenze, della Congregazione Vallombrosana Ordine S. Benedetto, del Comune di Reggello e del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze.
Il Silvomuseo di Vallombrosa rappresenta un unicum nel panorama forestale non solo nazionale ma anche internazionale. Il Silvomuseo, infatti, non è un museo dove sono esposte opere o manufatti all’interno di teche, ma è un museo all’aperto dove è il bosco stesso a raccontare secoli di storia, tradizioni e cultura forestale. L’idea di istituire un Silvomuseo a Vallombrosa si è concretizzata con il Piano di Gestione e Silvomuseo della Riserva Naturale Statale Biogenetica di Vallombrosa redatto da Orazio Ciancio e i suoi collaboratori nel 2006.
Il Silvomuseo si estende su una superficie di circa 100 ettari, intorno all’Abbazia e include le abetine pure, coetanee, che caratterizzano il paesaggio di Vallombrosa. Qui i monaci Benedettini vallombrosani iniziarono la coltivazione in purezza dell’abete bianco già a partire dal XIV secolo, e la sua coltivazione è proseguita sostanzialmente secondo le stesse tecniche fino quasi alla fine del XX secolo (v. articolo di O. Ciancio: "Il Silvomuseo di Vallombrosa" su Georgofili INFO, 20 marzo 2024)
Mentre nel resto della Foresta il Piano di gestione forestale prevede la rinaturalizzazione, cioè assecondare l’evoluzione verso boschi misti, in grado di rinnovarsi naturalmente, con un graduale cambiamento del paesaggio forestale, nel Silvomuseo continuano a essere applicate le tecniche di coltivazione dell’abete bianco messe a punto dai monaci Vallombrosani.
I tre Cammini del Silvomuseo si inseriscono nella più vasta rete di sentieri che già attraversano la Foresta di Vallombrosa. All’ingresso di ogni Cammino i visitatori trovano un pannello informativo che racconta la storia gestionale della foresta, dalle modalità di coltivazione dell’abete bianco sviluppate dai monaci vallombrosani, alla gestione operata dopo il passaggio della foresta dalla proprietà ecclesiastica a quella dello Stato italiano, fino ai nuovi e più moderni indirizzi gestionali introdotti dal Piano di gestione 2006-2025.
Lungo i cammini i visitatori approfondiscono le proprie conoscenze grazie ad una serie di pannelli che descrivono, tra l’altro, le giovani piantagioni di abete bianco realizzate nel Silvomuseo a partire dal 2008 seguendo il sistema selvicolturale sviluppato nei secoli dai monaci vallombrosani, i sistemi di esbosco applicati in passato, le antiche vie del legno, le città di destinazione e l’uso che si faceva del legname di abete. Altri pannelli sono poi dedicati alla descrizione di aspetti di interesse botanico e naturalistico legati alla biodiversità forestale, agli alberi vetusti e ai numerosi microhabitat presenti nelle abetine del Silvomuseo.
I pannelli informativi, in italiano e in inglese, utilizzano un linguaggio divulgativo e testi appositamente sviluppati sia per un pubblico adulto sia per i più piccoli, con pannelli ad altezza di bambino, dove il Silvomuseo viene raccontato attraverso immagini evocative, stimolando l’immaginazione e la curiosità.
Il tracciato dei Cammini è riportato sulla cartografia illustrata nei pannelli informativi. Gli spostamenti all’interno del Silvomuseo sono facilitati da una segnaletica specifica che identifica i diversi cammini attraverso un logo che li contraddistingue da altri percorsi presenti nella foresta.
Per favorire la conoscenza del Silvomuseo a un pubblico sempre più vasto, è stato realizzato il sito web del Silvomuseo, consultabile all’indirizzo https://www.silvomuseovallombrosa.it/, che fornisce ulteriori approfondimenti sulla storia delle abetine di Vallombrosa, sul Silvomuseo e i suoi cammini. Dal sito è inoltre possibile scaricare gratuitamente il testo “Storia della scienza forestale. Il Silvomuseo di Vallombrosa”.
Il progetto “I Cammini del Silvomuseo di Vallombrosa” si inserisce così nella più ampia missione dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali, di valorizzare e divulgare il ruolo del bosco, promuovendo una conoscenza più consapevole e approfondita delle sue molteplici funzioni ambientali, storiche, culturali e sociali. L’iniziativa mira, infatti, a superare una visione specialistica e riduttiva della foresta, troppo spesso ancora considerata quasi esclusivamente come risorsa produttiva, per restituirne invece la complessità e il valore come ecosistema vitale, custode di biodiversità, memoria storica, paesaggio e benessere collettivo.