Nell’ottobre 2025 sono state pubblicate le Guidelines for Climate Adaptive Forest Restoration and Reforestation Projects, risultato di quattro anni di lavoro coordinato da una vasta rete internazionale di ricercatori, tecnici e accademici provenienti da 37 Paesi. Il volume nasce all’interno dell’Azione COST PEN-CAFoRR, sostenuta dall’Unione europea, che ha riunito 167 esperti con un obiettivo preciso: rendere più efficaci i progetti di rinnovazione e ripristino in un contesto segnato dal cambiamento climatico.
La pubblicazione affronta in modo sistematico i principali nodi operativi e strategici: dalla definizione degli obiettivi progettuali alla scelta del materiale forestale di riproduzione, dalla qualità delle piantine alle tecniche di insediamento e alla gestione post-impianto. L’impostazione è fortemente ancorata al contesto europeo, ma integra contributi ed esperienze maturate in diversi continenti, offrendo un quadro di riferimento che tiene insieme approcci globali e specificità locali.
Il volume è articolato in 11 capitoli per oltre 700 pagine, è pubblicato in lingua inglese nella collana "Science Direct" dell’editore internazionale Elsevier, uno dei principali riferimenti mondiali per le pubblicazioni scientifiche.
L’opera è liberamente scaricabile al seguente link:
https://www.sciencedirect.com/book/edited-volume/9780443340864/guidelines-for-climate-adaptive-forest-restoration-and-reforestation-projects#about-the-book
Particolarmente rilevante è il capitolo 11, che occupa quasi la metà dell’intera pubblicazione. In questa sezione vengono analizzate in dettaglio 41 specie arboree europee, con indicazioni tecniche utili per orientare le scelte in funzione delle condizioni stazionali, delle prospettive climatiche e degli obiettivi di gestione. Si tratta di un apparato informativo di taglio quasi enciclopedico, che costituisce uno strumento operativo di grande interesse per chi si occupa di progettazione e gestione degli interventi di rinnovazione e ripristino.
Le Guidelines si propongono così come un riferimento tecnico-scientifico per amministrazioni, professionisti e ricercatori impegnati nella pianificazione e nell’attuazione di interventi forestali resilienti. In un’epoca in cui le politiche sulla gestione forestale e il ripristino sono al centro delle strategie climatiche, la disponibilità di criteri condivisi e fondati su basi scientifiche rappresenta un passaggio essenziale per garantire coerenza, efficacia e qualità degli interventi.
Accanto al valore scientifico dell’opera, emerge però un’esigenza altrettanto urgente: trasformare in tempi brevi un lavoro di questa portata in indicazioni operative aggiornate, accessibili e concretamente utilizzabili da tecnici, imprese e proprietari pubblici e privati di boschi. Un volume di oltre 700 pagine, per quanto rigoroso e completo, rischia infatti di rimanere confinato nell’ambito accademico se non viene tradotto in strumenti applicativi: linee tecniche sintetiche, schede specie-specifiche adattate ai contesti nazionali e regionali, protocolli di scelta del materiale forestale di riproduzione, criteri di monitoraggio e valutazione degli esiti.
Un passaggio ulteriore, decisivo, riguarda il collegamento tra le indicazioni tecniche e le fonti di finanziamento disponibili. Gli interventi descritti nelle Guidelines – dalla selezione di provenienze più adatte alle condizioni climatiche future, alla produzione di piantine di qualità superiore, fino alla gestione post-impianto orientata alla resilienza – comportano costi aggiuntivi e richiedono una programmazione pluriennale. Senza un raccordo esplicito con gli strumenti finanziari, a livello europeo, nazionale e regionale, il rischio è che le raccomandazioni restino sulla carta o vengano applicate in modo parziale. Integrare le linee guida con riferimenti chiari ai programmi di sostegno, ai bandi e alle misure attivabili consentirebbe invece di orientare le scelte progettuali in modo coerente e sostenibile nel tempo.
In Italia, questa funzione di raccordo tra ricerca scientifica, indirizzo tecnico e attuazione sul territorio appare oggi frammentata. La mancanza di un Servizio Tecnico Forestale Nazionale capace di svolgere un ruolo di coordinamento, aggiornamento e trasferimento dell’innovazione limita la possibilità di tradurre rapidamente le acquisizioni scientifiche in standard operativi condivisi. In un contesto di crescente pressione climatica e di forte investimento pubblico nelle politiche di piantagione e ripristino, colmare questo vuoto istituzionale rappresenterebbe un passo strategico per garantire qualità tecnica, omogeneità di approccio e uso efficace delle risorse.
Le Guidelines for Climate Adaptive Forest Restoration and Reforestation Projects offrono una base solida e aggiornata. La sfida, ora, è far sì che diventino uno strumento vivo, capace di orientare concretamente le scelte sul campo e di accompagnare proprietari e tecnici verso interventi realmente coerenti con le dinamiche climatiche in atto.