Le piante utili alla cosmetologia

di Giuliano Mosca
  • 08 November 2023

Non si può rifiutare la forza persuasiva del profumo, essa penetra
in noi come l’aria, ci domina totalmente, non c’è modo di opporvisi …

(Patrick Suskind, 1985) 

Il profumo è al tempo stesso benessere, espressione e condivisione (A. Martone, 2022). In questo ambito l’ingegno e la creatività non hanno confini, proprio dall‘Italia la moderna profumeria è stata esportata prima in Francia ad opera di Caterina de’ Medici e a Renato Bianco suo profumiere, quindi in Germania, a Colonia in particolare per merito di Giovanni Paolo Feminis con l’Aqua Mirabilis, resa famosa come Acqua di Colonia.
I profumi sono composti da vari tipi di ingredienti. La prima categoria è rappresentata dagli ingredienti naturali, essenzialmente da piante che producono sostanze odorose.
ENFLEURAGE: è l’antico metodo per estrarre le essenze dai petali fiorali, strutture troppo delicate per essere sottoposte ad elevate temperature. Sfrutta il principio basato su “il simile scioglie il simile”, essendo gli oli essenziali delle sostanze lipofile ottenute per estrazione a partire da piante ricche in «essenze». Le essenze vengono prodotte per molteplici ragioni e svolgono diverse funzioni: allelopatica, antibiotica e attrattivo per gli impollinatori.
Possono essere contenuti in varie parti della pianta: cime fiorite (lavanda, rosmarino, timo), fiori (camomilla, arancio, gelsomino, violetta), foglie (basilico, eucalipto, verbena), frutti (anice, finocchio, pepe, ginepro, vaniglia), scorza di frutti (arancio, bergamotto, limone), radici e rizomi (iris, zenzero).
Gli ω-3 e ω-6: acidi grassi insaturi essenziali per la salute, vengono definiti “essenziali” in quanto non sono sintetizzabili dall’organismo umano e come tali devono essere introdotti mediante l’alimentazione. Il solvente utilizzato per l’enfleurage è un grasso solido. In passato si usavano grassi animali come quello di maiale o bovino, oggi si utilizzano grassi vegetali come il benzoino o resina di stirace (sostanza balsamica estratta dalla corteccia dell'arbusto Styrax benzoin dotata di proprietà antibatteriche) o il burro Karité.
Cosmetologia e cosmesi. I due termini sono sinonimi, ma il primo ha un significato più ampio, includendo lo studio dei caratteri estetici e dei processi biochimici, fisiologici o patologici dell'organismo in generale e della cute in particolare. Si occupa anche dello studio dei principi attivi e degli eccipienti, conservanti e profumi contenuti nelle preparazioni. La cosmetologia è un’arte antica quanto l’uomo; si è evoluta mutando forma con l’evoluzione dell’uomo e della società mentre l’interesse da parte degli studiosi è abbastanza recente. La storia dell’arte cosmetica presenta delle strette connessioni con quella della medicina.
Cosmesi e comportamento. Ancor prima che l’uomo si impadronisse della scrittura si era già appropriato della «cosmesi naturalistica» basata su quanto l’ambiente metteva a disposizione (piume, zanne, semi colorati, conchiglie, pietruzze). Una originale forma di cosmesi naturale venne dedicata alla caccia che si proponeva come il «trucco» più antico; ad es. l’arte di rassomigliare alla preda sia nelle fattezze che nell’odore è stata infatti ampiamente dimostrata (piume /aquila-condor, crini/leone).
Esiste un rapporto stretto tra magia e cosmesi naturale (rituali di morte: tanatoestetica, cosmesi del defunto, reliquie…). Mentre esiste un certo fascino per la cosmesi e il corteggiamento (livrea colorata, fiore profumato) per risultare alla fine più attraenti. L’uomo ha inventato poi la «cosmesi ornamentale», cominciando così l’eterna ricerca del diverso, del più prezioso, del più raro … 

Altri tipi di cosmesi. Cosmesi e culto, cosmesi rituale: le offerte venivano di norma bruciate e veicolate al cielo sotto forma di fumo, l’essenza migliore di una sostanza divenne il nostro «profumo» (pro fumo tribuere). Cosmesi curativa (es. aromaterapia): la diffusione delle tecniche di distillazione e fermentazione è stata attribuita agli Arabi. Paracelso (Teofrasto von Hohenheim sec. XVI) dedicò particolare attenzione alla sostanza «al kohl» ottenuta da fermentazione di sostanze zuccherine oggi nota con il termine di alcol. La sua introduzione in profumeria significò la nascita di una nuova era per la cosmesi.
L’uso delle piante oleaginose in cosmesi. Tra gli ingredienti vegetali maggiormente usati in campo cosmetico si ricordano: estratti glicolici e idroalcolici, tinture madri, estratti oleosi e oli vegetali, oli essenziali, acque distillate ed estratti secchi. Il vantaggio dell’impiego degli oli vegetali in cosmetica risiede nella loro particolare composizione lipidica che si avvicina molto a quella del sebo presente negli interstizi e sulla superficie dello strato corneo della cute. La presenza e la costituzione chimica dei componenti del film lipidico hanno un ruolo importante nel mantenimento della plasticità della cute, nel controllo della dispersione di acqua e nel costituire la prima barriera all’ingresso di agenti esterni.
Alcune fonti vegetali ricche d’olio sono disponibili: Palma da cocco, Argan, Mandorle dolci, Germe di grano, Borragine, Jojoba, Canapa, Vinacciolo.
Queste piante rappresentano delle vere e proprie “riserve” di acidi grassi polinsaturi ad azione sebo-affine, in grado di provvedere al ripristino della fisiologica barriera cutanea mediante un’azione filmogena ed emolliente. Per modificare i suoi acidi grassi la pianta utilizza 7 enzimi di cui due meritano particolare attenzione: desaturasi che rende l’a.g. meno saturo ed elongasi che allunga la catena carboniosa.
Altre specie disponibili sono: Mirto, Rosa, Terebinto, Cedro del Libano, Cassia, Incenso bianco, Ladanum, Cedro bianco, Mirra, Liquidambar, Opobalsamo, Giunco odoroso, Cardamomo. Ecco un esempio di pianta aromatica particolarmente interessante. Viene chiamata volgarmente geranio ed è una pianta perennante, originaria dell'Africa australe (famiglia Geraniaceae).
Pelargonio (Pelargonium graveolens). Il prodotto è rappresentato da metaboliti secondari destinati alla preparazione di prodotti chimici, alimentari o cosmetici.
Gli oli essenziali sono composti che per le loro proprietà aromatiche e fragranti vengono utilizzati principalmente nei profumi e cosmetici. Vengono impiegati anche in farmaceutica, aromaterapia, come conservanti alimentari, come antimicrobici ed antifungini. L’uso privilegiato è inserito come componente nella produzione di profumi di alta gamma e prodotti cosmetici (Geranio rosé).
Le specie appartenenti al genere Pelargonium più conosciute e coltivate sono:
Pelargonium zonale/ geranio comune dalla foglia pelosa e cuoriforme;
P. peltatum/ g. edera con foglie peltate lucide e carnose, fusti ricadenti;
P. grandiflorum/ g. a farfalla, fiori con 5 macchie bruno-rossastre e f. lobate;
P. odoratissimum/ g. odoroso, foglie aromatiche, fiori bianchi o rosei dal profumo di mela;
P. graveolens dal profumo di rosa;
P. radens dal profumo di limone.

L’olio di Geranio rosé possiede un dolce e persistente odore di rosa assieme a nuances di limone e menta, tanto che non di rado è utilizzato per sostituire la fragranza di rosa. Una classificazione per il mercato dei profumi è data dalla valutazione sensoriale-olfattiva dell’olio di geranio che apprezza i sentori di rosa, menta, limone, fruttato, erbaceo e molti altri che solo i “nasi” esperti sono in grado di stabilire. motivo per il quale l’olio “Bourbon”, spesso definito come la perfetta combinazione di diverse note olfattive, è molto usato dall’industria dei profumi ed è il più costoso di tutti (quello cinese è il più economico).


[Gli interessati ad approfondire le proprie conoscenze agronomiche riguardo le specie arboree ed erbacee menzionate si suggerisce la consultazione di “Oli e grassi” (2019) Edagricole - New Business Media.]