Una foresta di opportunità?

di Lapo Casini
Secondo la metafora di gusto rodariano, i punti interrogativi assomigliano a mongolfiere (e portano su), i punti esclamativi a zavorre (e portano giù). Sui boschi in generale e su quelli italiani in particolare conviene abbracciare con lo sguardo un panorama ampio come si può godere appunto da un viaggio in mongolfiera: così - al momento di decidere dove atterrare - si sa cosa si sceglie nella vasta gamma delle alternative.
Un recente seminario organizzato dalle Associazioni Universitarie Studenti Forestali e SISEF (Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestalesi) è stato dedicato all’esplorazione delle opportunità connesse con i boschi, con la loro gestione, con la loro valorizzazione. In ballo c’è il futuro degli studenti in materia, oltre che dei boschi stessi. Nella molta elaborazione necessaria e praticata durante il seminario, i Relatori hanno suggerito alcune piste che è il caso di segnalare: “abilitazione” degli studenti attuali futuri tecnici forestali a diventare anche  nativi digitali; messa in rete di competenze e valori nella governance territoriale; apertura alla multidisciplinarietà professionale e alla internazionalizzazione delle istanze, delle attività e dei contatti. 
Queste stimolanti indicazioni nascono in coerenza con le analisi sullo stato dell’arte (in merito alle opportunità finora a regime), da cui risulterebbe per gli operatori del settore una rassegnata soggezione all’opinione pubblica, che li confina nella marginalità, come anche una latitanza rispetto alla definizione delle politiche ambientali, su cui prendono la parola molte competenze e professionalità ma non “i forestali”.
Nell’elaborazione in corso e mai sufficiente a riguardo delle opportunità forestali – ma anche professionali – da cogliere in futuro, serve internalizzare tutti i possibili fattori forieri di abbaglio: ad es. lo sbilanciamento dal lato dell’offerta come riflesso psicologico della categoria, a prescindere dai feedback istruttivi da parte della domanda, che magari sono di segno diverso e negativo. Infatti nonostante i numeri annui ancora alti di laureati in scienze forestali, resta da verificare la piena occupabilità di questa figura, per cui nuove opportunità sono tutte benvenute se superano in tempi ragionevoli (“su quelli lunghi siamo tutti morti”, diceva Keynes) la prova del mercato in generale, e in particolare del mercato del lavoro. 
È probabile e anche auspicabile che per le opportunità forestali i voli delle mongolfiere debbano atterrare nel campo dell’iniziativa privata, facendosi proficuamente portatori in modo nuovo anche delle istanze tradizionalmente pubbliche, in un’ottica di sussidiarietà che possa ottimizzare la contrazione delle risorse.

A forest of opportunity?
A recent workshop organized by Associazioni Universitarie Studenti Forestali and the Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (SISEF) has been dedicated to the exploration of opportunities connected to woods, their management and exploitation. The future of students of this subject matter as well as that of the woods themselves is at stake. In the much-needed development carried out during the workshop, the speakers suggested some paths worth mentioning: “enabling” current students who are the future forest technicians to become digital natives; networking skills and values of local governance; openness to a professional multidisciplinary approach and to the internationalization of applications, activities, and contacts.