Cambiamento climatico, il contributo dell’agricoltura tradizionale

Il progetto europeo MedAgriFood Resilience, coordinato dal DAGRI Unifi, studia alcuni esempi di adattamento a condizioni ambientali difficili in Italia, Algeria e Marocco

di Antonio Santoro e Simone Orlandini
  • 15 February 2023

Nell'ultimo decennio i sistemi agroalimentari e agroforestali tradizionali stanno ricevendo una crescente attenzione grazie al loro ruolo multifunzionale e ai numerosi servizi ecosistemici che forniscono alle comunità locali. Tali sistemi agroalimentari e agroforestali, essendo stati sviluppati nel corso dei secoli come adattamento a condizioni ambientali molto diverse tra loro e spesso limitanti, rappresentano oggi una valida alternativa ai modelli agricoli basati sulla massimizzazione della produttività e che spesso necessitano di un grande impiego di combustibili fossili o di prodotti chimici, grazie al loro basso impatto ambientale e un utilizzo limitato delle risorse (acqua, suolo, …) naturali. Questi sistemi tradizionali, oltre a supportare attivamente l’economia rurale, sono quindi fondamentali e di elevata attualità in quanto esempi per la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici. La loro importanza è riconosciuta dal Programma Globally Important Agricultural Heritage Systems (GIAHS) istituito dalla FAO, il cui scopo è identificare e preservare questi sistemi, il loro paesaggio, l’agro-biodiversità e le conoscenze tradizionali, applicando strategie di conservazione dinamiche per promuovere lo sviluppo sostenibile con benefici diretti e indiretti per le comunità locali.
Il progetto MedAgriFood Resilience (www.medagrifood.eu), finanziato nell'ambito della Joint Call of the Cofund ERA-NETs SUSFOOD2 (Grant N° 727473) e FOSC (Grant N° 862555), è coordinato dal Dr. Antonio Santoro per conto del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) dell'Università di Firenze.  I partner sono l'Università Politecnica Mohammed VI (UM6P) (Marocco), l'Università di Biskra (Algeria), il Centro di Ricerca Scientifica e Tecnica per le Regioni Aride (CRSTRA) (Algeria) e l'Università Ibn Zohr (UIZ) (Marocco). MedAgriFood Resilience ha ricevuto il supporto del Segretariato del Programma GIAHS presso la FAO.

Le aree di studio selezionate per il Progetto MedAgriFood Resilience si trovano in Italia, Algeria e Marocco, e sono tutte e tre parte del Programma GIAHS della FAO. Queste aree, che rappresentano esempi di adattamento a condizioni ambientali difficili (climi aridi, scarsità d'acqua, versanti ripidi), sono:
1. Gli oliveti tra Assisi e Spoleto (Italia): l'area conserva un'elevata qualità paesaggistica, testimoniata dalla sua inclusione nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici istituito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Gli ulivi sono coltivati su terrazze con muretti a secco che oltre a rappresentare una tecnica tradizionale per coltivare versanti con pendenze elevate, sono una difesa fondamentale nei confronti del rischio idrogeologico e un efficiente sistema di conservazione delle acque e del suolo.
2. Le oasi di tipo ghout di El Oued (Algeria): un sistema agroforestale unico sviluppato dai contadini Soufi nel XV secolo che invece di portare l'acqua alle colture tramite reti di irrigazione, è basato sullo scavare crateri (chiamati ghouts) di circa 1 ettaro nella sabbia del deserto, per avvicinare le radici delle palme da dattero e delle altre piante coltivate, alla falda acquifera. Oltre 6000 ghouts sono stati abbandonati negli ultimi decenni con conseguenze negative su sicurezza alimentare, agrobiodiversità e patrimonio culturale.
3. Il sistema agroforestale dell’argan dell'area di Ait Souab-Ait Mansour (Marocco): il sostentamento delle comunità locali è direttamente o indirettamente legato agli alberi di argan, e la gestione del bosco di argan è perfettamente integrata con la coltivazione di varie specie e con l’allevamento. La tradizionale strategia di conservazione dell'acqua rappresenta inoltre un esempio di adattamento e resilienza a condizioni ambientali difficili. Inoltre, il ruolo delle cooperative locali per la produzione di olio di argan è fondamentale per garantire un salario equo alle donne delle comunità locali. 

I principali obiettivi del progetto MedAgriFood Resilience sono:
a) Valutare le principali vulnerabilità socio-ambientali nei tre siti (Italia, Marocco, Algeria).
b) Identificare i fattori chiave per la resilienza e l’adattamento dal punto di vista tecnico, della biodiversità e socioeconomico.
c) Contribuire allo sviluppo locale inclusivo e sostenibile e potenziare la resilienza nei confronti di potenziali shock preservando al contempo il patrimonio culturale e quello ecologico.
d) Identificare e introdurre soluzioni innovative, best practices e strategie per la resilienza e l'adattamento che possono essere replicati in altri sistemi agroalimentari e agroforestali.