Cereali: produttori USA iniziano a stoccare la produzione per calo dei prezzi

I sacchi bianchi di nylon vengono utilizzati per lo stoccaggio temporaneo delle colture in eccesso. Con i raccolti statunitensi di mais e di soia ormai conclusi e i prezzi cerealicoli ai minimi storici, la domanda è stata decisamente alta. La quantità di cereali da stoccare, e dove stoccarli, è diventata fonte di preoccupazione per commercianti, mercanti e analisti. Tre anni consecutivi di raccolti eccezionali hanno portato i prezzi, in particolare quelli del mais, sotto i costi di produzione di molti agricoltori. Di conseguenza, alcuni di loro rifiutano di venderli fino a quando il mercato non si sarà ripreso.
I produttori agricoli hanno messo da parte ingenti somme, dopo anni di elevati prezzi delle commodities, e hanno investito parte dei risparmi in silos cerealicoli. Lo scorso dicembre, la capacità di stoccaggio delle aziende agricole statunitensi era pari a 13, 1 miliardi di bushel, vale a dire il 7% in più rispetto ai cinque anni precedenti, secondo il Dipartimento all’Agricoltura degli Stati Uniti.
Piuttosto che vendere i cereali in perdita, molti agricoltori hanno scelto di immagazzinarli tra le scorte e di aspettare che il mercato si riprenda.
Dal momento che gli agricoltori hanno continuato a immagazzinare il raccolto, le scorte di mais hanno registrato un aumento del 40% rispetto a un anno fa, arrivando a 1,7 miliardi di bushel.
Juan Luciano, amministratore delegato della ADM (Archer Daniels Midland, uno dei maggiori operatori cerealicoli), ha reso noto che all’inizio di novembre i produttori agricoli avevano venduto solo il 30% del loro nuovo raccolto, contro il 45% degli anni normali.
Lo stallo tra produttori agricoli, da una parte, e operatori del settore e consumatori, dall’altra, ha portato in alcuni casi il prezzo del mais a superare il valore dei future di riferimento, un fatto decisamente atipico nelle settimane successive al raccolto.
Per quanto ancora i produttori agricoli continueranno a tenersi strette le scorte dipenderà dai mercati cerealicoli. Anche se alcuni produttori possono non aver più spazio nei propri silos, possono sempre ricorrere a sacchi cerealicoli e teloni.


Da: Financial Times del 25/11/2015, in Agrapress rassegna della stampa estera n° 1141