La Crisomela dei Viburni

di Santi Longo
Il genere Viburnum include circa 200 specie alcune delle quali (V. tinus, V. lantana, V.opulus) trovano largo impiego nelle aree urbane a verde poiché, oltre al valore ornamentale, per la loro rusticità, richiedono modesti interventi colturali e fitosanitari. Occasionali sono gli attacchi del Ragnetto rosso, mentre l’entomofauna fitofaga include Tisanotteri, Aleirodi, Afidi, Cocciniglie, Lepidotteri e Coleotteri. A quest’ultimo ordine afferisce il Crisomelide Pyrrhalta viburni, ritenuto di origine Euroasiatica che, verso la metà del secolo scorso è stato introdotto in Nord America dove è una delle specie alloctone che crea notevoli problemi fitosanitari. Attualmente nel parco del Castello di Miramare, a Trieste, la Crisomela ha infestato numerosi viburni, superando la “soglia di attenzione” dei visitatori. L’insetto passa l’inverno da uovo, stadio che richiede un periodo di circa 5 mesi di basse temperature per completare lo sviluppo embrionale; la schiusura avviene in aprile, in coincidenza con l’emissione dei nuovi germogli della pianta ospite. Le larve neonate, di colore verdino, lunghe 1-2 mm, vivono gregarie sulla pagina inferiore delle foglioline; il loro sviluppo è più rapido a temperature comprese fra 17 e 22°C. Le larve mature, dal corpo depresso e sub cilindrico, sono lunghe 10-11 mm, di colore giallo-verde con macchie scure (Foto); esse, in maggio-giugno, scendono al suolo ove si trasformano in pupa in una celletta terrosa, e dopo una decina di giorni sfarfallano gli adulti. Quest’ultimi sono lunghi circa 5 mm con capo, torace ed elitre di colore verde-bruno e bordo anteriore di quest’ultime più scuro. Le femmine, dopo l’accoppiamento e fino al sopravvenire dei freddi autunnali, depongono fino a 500 uova nei rametti di viburno, dove scavano una serie allineata di fossette, del diametro di circa 1 mm, in ciascuna delle quali lasciano 5-6 uova che ricoprono con rosume ed escrementi cementati da secrezioni mucose. Tale protezione assicura il giusto grado di umidità alle uova. Le larve e gli adulti rodono le foglie che appaiono scheletrite o bucherellate. Per il controllo demografico del Crisomelide, nelle aree in cui le condizioni termo-igrometriche sono particolarmente favorevoli al suo sviluppo, è preferibile coltivare, specie e varietà di Viburno meno suscettibili agli attacchi. Validi risultati si ottengono con la potatura e la distruzione dei rami in cui sono deposte le uova, entro il mese di marzo. Per impedire alle larve mature di raggiungere il suolo, ove impupano, è utile predisporre delle barriere con lana di vetro attorno al fusto. La raccolta degli adulti che, se disturbati, si lasciano cadre al suolo, può essere effettuata scuotendo le piante sotto le quali sia stato preventivamente posto un ombrello rovesciato. Scarsa efficacia manifestano gli interventi fitoiatrici, il cui impiego è fortemente limitato in ambito urbano. 

Foto: Larve di Pyrrhalta viburni ed erosioni fogliari su viburno