Presentato ai Georgofili il Progetto COBRAF, modello di bioeconomia

Il 25 giugno, in un convegno organizzato dall’Accademia dei Georgofili, è stato presentato il progetto COBRAF – Coprodotti da Bioraffinerie, approvato dal Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Toscana che prevede l’avvio di un modello concreto di bioeconomia, basato sui prodotti derivabili da 4 colture oleaginose: camelina, canapa, cartamo e lino.
Beppe Croce, direttore dell’associazione Chimica Verde Bionet, capofila del progetto, ha esposto gli obiettivi prioritari di COBRAF, a partire dall’introduzione di colture ricche di princìpi attivi di notevole interesse nutrizionale e cosmeceutico, in grado di migliorare la fertilità dei suoli e le opportunità di reddito agricolo. Colture coltivate da millenni in Europa, ma innovative per gli attuali ordinamenti colturali toscani e nazionali. Gli altri obiettivi riguardano l’ottimizzazione delle filiere di raccolta e trasformazione delle diverse parti della biomassa, fino allo sviluppo di prodotti innovativi per l’industria: alimenti ricchi di composti bioattivi, tinture naturali, adesivi atossici per legno, compositi in fibra di canapa per i pannelli dei camper, blocchi in canapa per costruzioni, cannabidiolo (CBD) a uso farmaceutico.
Gli altri interventi hanno presentato i risultati delle prime attività di coltivazione e trasformazione, in particolare per quanto riguarda l’estrazione del CBD dalla varietà di canapa Futura75 e di tinture naturali dai fiori di cartamo, destinate al settore haircare. I relatori hanno inoltre evidenziato le prossime sfide del progetto che riguardano in particolare la meccanizzazione adeguata delle filiere: dal collaudo di prototipi combinati di raccolta (double comb machines), di sistemi di stigliatura degli steli di canapa e di nuove tecniche per l’estrazione dei princìpi attivi delle piante. Tutte sfide in linea con gli obiettivi del PEI-AGRI (Partenariato Europeo per l'Innovazione"Produttività e sostenibilità dell'agricoltura") a cui il progetto COBRAF aderisce.


Foto: camelina sativa