Sciami di locuste: da maledizione biblica ad alimento iperproteico per i polli

di Mauro Antongiovanni

Si valuta che oltre 60 milioni di cavallette (locusta migratoria) si siano abbattute sull’Africa orientale, Asia e Medio Oriente, causando un’imponente devastazione delle colture ed enormi disagi alle popolazioni. In aggiunta a tutto questo, le forti piogge hanno creato le condizioni ideali per lo sviluppo e la crescita degli insetti, divenuti sempre più voraci.
Il direttore della FAO alle Nazioni Unite, Qu Dongyu, ha scritto: “l’invasione delle cavallette, insieme alle conseguenze della pandemia da Covid-19, potrebbe avere delle conseguenze catastrofiche sulla sopravvivenza delle popolazioni colpite e sulla sicurezza alimentare. I nostri sforzi per affrontare l’emergenza sono stati significativamente efficaci, ma la battaglia non è vinta ed il pericolo rischia di allargarsi ad altre zone geografiche”.
Leggiamo da un articolo della giornalista sudafricana freelance Natalie Berkhout che in Pakistan il tecnico ministeriale Muhammad Khurshid ed il ricercatore Johar Ali hanno lanciato un progetto che prevede la cattura delle cavallette durante la notte da parte della popolazione residente e la successiva trasformazione dell’ingente massa di insetti in mangime per polli. Infatti, le cavallette volano solo durante il giorno. Durante le ore notturne si riuniscono formando degli agglomerati di migliaia di insetti che rimangono adagiati sugli alberi e sul terreno, praticamente immobili fino all’alba. Pertanto, è relativamente facile “raccoglierle” e catturarle.
Il governo pakistano ha offerto 20 rupie pakistane (0,12 US $) al kg di cavallette catturate. Secondo la stampa locale si sono raccolte, in media, 7 tonnellate di cavallette per notte, ricavandone più di 700 dollari. Le cavallette sono state cedute ad un locale mangimificio per la trasformazione in farina di insetti per l’alimentazione dei polli.
Sempre secondo la stampa locale, Il direttore del mangimificio Hi-Tech Feeds, Muhammad Athar, ha dichiarato: “tutti i parametri nutrizionali e di sicurezza del mangime sono risultati positivi, dalla assoluta mancanza di insetticidi al valore biologico proteico elevato, che ne fa un ottimo mangime anche per i pesci e per le bovine da latte”. E ancora: “il principale ingrediente proteico dei mangimi è la farina di estrazione di soia, che il Pakistan importa. La farina di estrazione di soia contiene il 45% di proteine, mentre la farina di cavallette ne ha il 70%. La soia ci costa 50 dollari al quintale, mentre il costo della farina di cavallette è solo quello della raccolta e della trasformazione in farina.” Purtroppo, conclude Muhammad Athar: “il lockdown imposto per fermare la pandemia da Coronavirus ha impedito alla popolazione di uscire di notte per la cattura degli insetti”. Sarà vero che sono rimasti a casa?