Alghe per contrastare il riscaldamento climatico

Le alghe  non  hanno  una  buona  reputazione,  soprattutto quando invadono le spiagge in piena estate. Eppure, il progetto della giovane start-up Algacraft  (nominata  alGlobal  Summit  di  Hello  Tomorrow)  riguarda  proprio  la  loro coltivazione  e  moltiplicazione.  Fondata  nell'agosto  2019  a  Edimburgo,  la  società  è convinta  del  potenziale  di  questi  microrganismi  oceanici  di  combattere  contro  il riscaldamento globale.
"Le alghe sono più efficaci delle piante nel catturare l'anidride carbonica (CO2) e nel  rilasciare  ossigeno:  lo  fanno  più  velocemente  e  con  meno  risorse",  spiega  Mate Ravasz,   biologo   molecolare   e   CEO   della   società   scozzese.   "Oltre   i   due   terzi dell'ossigeno che respiriamo proviene da microalghe marine". Le  microalghe  unicellulari –parte  integrante  del  fitoplancton –sono  molto  facili da  coltivare.  (...)  Ma  farlo  in  modo  ottimale non è così semplice.  "Sono necessari  molti  dati  sulla  crescita,  la  produzione  di  ossigeno  e  clorofilla,  i  loro bisogni...  Tutto  questo  deve  essere  misurato  con  apparecchiature  di  laboratorio", spiega Ravasz.
È qui che entra in gioco Algacraft.  Il  team,  composto  da  cinque  esperti  in  innovazione  tecnologica,  microbiologia  e ingegneria,  ha  sviluppato  un  fotobioreattore  avanzato,  progettato  per  migliorare  la crescita  delle  alghe.  "Offriamo  alle  aziende  di  testare  un  campione  della  loro produzione  di  alghe.  Dai  dati  raccolti  dalla  nostra  macchina,  possiamo  quindi  dare loro  consigli  per  aumentare  la  produzione,  ad  esempio  aggiungendo  più  fosfato  o aumentando la temperatura nella coltura", spiega l'imprenditore. Sostenuta    dall'EIT    Climate-KIC    Accelerator  –l'acceleratore    di    start-up dell'Edinburgh Centre for Carbon Innovation – lo scorso anno Algacraft ha condotto ricerche di mercato per tre mesi ed è attualmente in trattativa con potenziali clienti.

da Agrapress, Rassegna della stampa estera n. 1332, 26/3/2020