L’economia vitivinicola lombarda

Dal convegno organizzato dalla Sezione Nord-Ovest dei Georgofili, in collaborazione con la Società Agraria di Lombardia, su: “Vite e vino in Lombardia. Eccellenze da difendere” (31 maggio 2013)

di Daniele Cavicchioli
L’economia vitivinicola lombarda posta a confronto con il corrispondente comparto nazionale e comunitario, presenta caratteristiche di indubbio interesse oggi ed anche in prospettiva. 
Essa si inquadra in un contesto nazionale e comunitario caratterizzato, dagli anni ’50 ad oggi, da una progressiva diminuzione delle superfici vitate, da una volatilità, con tendenza decrescente, delle produzioni di uva e, dal 1999,  da una stabilità del valore della produzione.
La Lombardia è sopra la media nazionale e comunitaria (UE 15) per valore della produzione del vino ad ettaro mentre si colloca al di sotto in termini di quota del valore aggiunto sul totale dell’agricoltura.   
Il saldo commerciale del vino lombardo si mantiene positivo in termini correnti nell’ultimo decennio, mentre la bilancia agroalimentare è negativa. Tuttavia le prestazioni commerciali del vino lombardo sono nettamente inferiori al dato nazionale.
In Lombardia i vini di qualità sono l’85% della produzione totale, mentre in Italia la quota scende al 71%.
Al 2010 le aziende vitivinicole lombarde di Brescia e Pavia avevano una dimensione strutturale superiore alla media italiana e comunitaria, mentre quelle di Sondrio presentavano valori minimi, a indicare una prevalenza di aziende part-time e pluriattive.
Tra il 2004 e il 2010 l’indice dei prezzi della viticoltura nazionale si è collocato al di sotto di quello dei prodotti agricoli, presentando una continua crescita a partire dal 2009. Simile il differenziale nel tempo tra indice dei prezzi e dei mezzi di produzione della viticoltura.
Dal 2000 ad oggi il prezzo alla produzione dei vini sfusi bianchi a Denominazione di Origine vede una sostanziale stabilità del dato nazionale con il Pinot Nero sopra e il Riesling sotto la media, ma entrambi in crescita. I vini rossi e rosati a Denominazione hanno andamento volatile nel tempo, decrescente ma in ripresa dal 2009, con Barbera e Bonarda sotto media ma con simile tendenza.
Il confronto Lombardia-Italia di costi colturali e redditività per ettaro (calcolato sui dati RICA 2011), evidenzia maggiori valori di produzione ( 12%) e margine lordo ( 16%) in Lombardia che però presenta un più elevato costo di lavoro e macchine ( 33%) con Reddito Operativo negativo, contrariamente al dato nazionale.
Tali dati indicano, a livello medio regionale, dei margini di miglioramento nella valorizzazione del prodotto e nelle strategie commerciali dei prodotti vitivinicoli lombardi rispetto al comparto nazionale.