Macchine agricole, avanti tutta sui mercati esteri

L'industria italiana delle macchine agricole continua a viaggiare a due velocità. Penalizzata sul mercato interno, dove le immatricolazioni di trattori fra gennaio e ottobre hanno registrato una flessione di quasi il 17%. Premiata dai mercati esteri, dove le vendite nei primi sette mesi dell'anno sono aumentate del 12 %. Con interessanti margini di crescita in "nuovi" paesi, come Russia, Turchia e Giappone. Sono i primi dati presentati da FederUnacoma, la federazione nazionale dei costruttori di macchine agricole, alla vigilia di Eima International, il salone specializzato di settore che si è svolto la scorsa settimana  nel quartiere fieristico di Bologna Fiere. «I paesi che registrano i migliori trend in questo mercato – ha spiegato il presidente di FederUnacoma, Massimo Goldoni – sono quelli che presentano un positivo andamento dell'economia e che hanno quindi possibilità di dare vita a politiche di sostegno specifiche per l'agricoltura e la meccanizzazione». L'Europa, che assicura all'Italia quasi i due terzi dell'export di settore, fa segnare un incremento delle vendite del 5% in Germania e del 14% in Francia. Ma intanto la Spagna accusa un calo di quasi il 9%, Portogallo e Grecia (dati aggiornati al primo semestre) addirittura un crollo, rispettivamente, del 20 e del 64 per cento. Mentre l'Italia, che si conferma comunque tra i "big" mondiali del settore, con oltre 300 imprese costruttrici e un giro d'affari di 7,5 miliardi di euro, quest'anno prevede di chiudere con una vendita di trattori non superiore a 20mila unità. A fronte dei consolidati mercati di riferimento, come Europa e Stati Uniti che nel 2011 hanno assorbito circa220mila trattori, India e Cina si confermano le aree trainanti della domanda mondiale, dove l'anno scorso sono stati venduti, rispettivamente, 430 e 400mila trattori. Ma alle spalle di questi colossi, la Turchia sta dando chiari segnali di vitalità, con 55mila mezzi venduti ( 67%), seguita dalla Russia con 35mila ( 70%) e dal Giappone con oltre 17mila ( 5%).


Da: Il Sole24ore, 6 novembre 2012